
Pubblichiamo d seguito una lettera che due cittadini di Poggibonsi, Alessandro Giannini ed Elena Borgogni, hanno inviato a gonews.it per raccontare un fatto che è loro capitato e per il quale chiedono chiarimenti e tutela.
"Vogliamo lanciare un grido di allarme relativamente ad un particolare atteggiamento assunto dall’Amministrazione Comunale di Poggibonsi. Immaginiamo che Voi quanto sia delicato l'aspetto legato alla propria dimora. Noi per una strana circostanza burocratica e legale, ci stiamo trovando davvero in una brutta situazione, intaccando quello che è il sogno di molte giovani coppie. Vi inviamo questa nostra lettera di sfogo e di denuncia relativamente a quanto accaduto nella speranza che non possa risuccedere una cosa analoga ai nostri concittadini.
Dopo aver concesso il permesso di costruire, Il Comune revoca l’autorizzazione e adesso ostacola l’accesso agli atti.
Nel Maggio 2010, il Comune di Poggibonsi, ci aveva concesso un permesso di costruire relativamente ad un ampliamento della nostra “prima ed unica casa”. Dopo aver effettuato tutti i lavori regolarmente autorizzati, nel marzo 2011 ci è giunta la comunicazione, sempre da parte del Comune di Poggibonsi, dell’annullamento del Permesso di Costruire, che era stato concesso l' anno precedente. Il retro-front del Comune, sarebbe conseguente ad un esposto presentato da un nostro confinante coadiuvato da un proprio tecnico .
L’annullamento del permesso è stato motivato dall’interpretazione del nuovo dirigente del settore edilizia e urbanistica Arch. Pietro Bucciarelli, che nel luglio 2010 è subentrato al precedente Arch. Adriano Bartoli che aveva a suo tempo concesso l’autorizzazione. Di fatto il nuovo Dirigente, rivisto quanto a suo tempo autorizzato e contrariamente a quanto già concesso che ci ha permesso di costruire, ha confermato che il Comune non avrebbe dovuto rilasciarci tale autorizzazione. Conseguentemente a tale provvedimento, oggi si deve dar corso alla demolizione della nostra costruzione, peraltro già ultimata. La cosa ulteriormente, grave è che tale revisione prevede anche l’avviamento di una denuncia penale per “abuso edilizio” con relative sanzioni amministrative a carico nostro e del nostro tecnico, in quanto ad oggi l’opera non risulta essere più autorizzata.
Ovviamente tuteleremo la nostra posizione in ogni grado di giudizio perché tutta la situazione presenta non poche nebulosità e secondo il nostro punto di vista, tutto è ancora da accertare.
Con questo, né noi né il nostro tecnico, vogliamo affatto esimerci da eventuali responsabilità qualora venissero appurate; fin dall’inizio di questa spiacevole vicenda, abbiamo precisato la nostra posizione, sia al Arch. Pietro Bucciarelli e al sindaco Lucia Coccheri, dicendo loro che eravamo noi per primi come proprietari a voler far luce su quanto accaduto.
Nonostante le personali rassicurazioni del Sindaco sul fatto che il Comune avrebbe esercitato un ruolo da “terzo” in “questioni di conflitto tra privati”, si è verificata invece un’altra cosa decisamente anomala; diversamente a quanto consegnato ad altri richiedenti, di fronte alla nostra recente domanda di accesso agli atti, necessari a tutelare la nostra posizione, sono sorti incomprensibili ostacoli che al momento non ci consentono di esercitare un nostro diritto (Legge 241/90 art. 25 – c. 4°), e di conseguenza difenderci da gravi accuse, che ad oggi hanno già originato pesanti ripercussioni di natura economica e personali.
Sinceramente questo atteggiamento ci ha sorpreso e scoraggiato e sarebbe veramente spiacevole, oltreché inspiegabile, se il Comune avesse deciso di adottare due pesi e due misure.
Questa la sintesi di quello che ci è accaduto e che speriamo non accada in un futuro prossimo anche ad altri concittadini".