
Varis Rossi, Presidente dell’Associazione Assistenza Disabili Psicofisici di Empoli, scrive sul tema delle vacanze estive al mare organizzate a beneficio dei disabili.
Con questa lettera ai giornali intendiamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica del nostro comune e di quelli del Circondario.
Fin dall’inizio degli anni settanta i disabili, i ragazzi handicappati che frequentavano i Centri di Cerbaiola e di Villa Masoni, fruivano di periodi di vacanze al mare o in zone collinari. Come, del resto, avviene ancora oggi per tanti altri nostri concittadini che, attorno all’iniziativa dei nostri Comuni, fruiscono di vacanze estive organizzate.
Quest’anno, ad oltre 40 anni dall’inizio e dal potenziamento territoriale di quella storica esperienza, i nostri ragazzi di 40, 50 anni ed anche di età inferiore non avranno le vacanze estive.
Non ci sono soldi e quindi noi Comuni (?), noi Società della Salute (?) ci ritiriamo da questo impegno.
Nessuna proposta è stata fatta ai familiari dei ragazzi che non fosse quella del ritiro da questa esperienza.
Per continuarla dovrete provvedere da voi stessi, attraverso le vostre associazioni, coprendo tutto il costo della vacanza. Noi abbiamo chiuso.
Siamo rimasti perplessi ed increduli. Alcuni vi hanno letto una sorta di ritorsione per la nostra opposizione, in sede TAR, ad una delibera di spesa per le famiglie dei disabili frequentanti i centri diurni.
Opposizione che ha portato alla sospensione ed al conseguente ritiro della delibera da parte della Società della Salute.
Non vogliamo credere ad una ipotesi del genere che equivarrebbe ad una offesa nei confronti dei nostri amministratori locali. Come pensare a sindaci, ad assessori, a capigruppo che provino nei nostri confronti uno spirito di rivalsa? Non è possibile.
Ed allora dovevate chiamare i familiari per illustrare le reali difficoltà che incontra la mano pubblica. Verificare se era possibile mantenere l’esperienza, chiedendo, se nel caso, un aumento del contributo delle famiglie e delle Associazioni loro, contributo ed aiuto che non è mai mancato quando legittimamente richiesto.
Sulla stampa abbiamo letto e preso atto, per esempio, di quanto affermato da alcuni Sindaci: “. Siamo riusciti con grande difficoltà a chiudere il bilancio mantenendo inalterata la spesa sociale e i servizi a sostegno dell’handicap, nonostante i tagli dei trasferimenti decisi dal governo.”
Bravo sindaco! Bravi sindaci! Sicuramente non vi hanno avvertito che nel 2011 si annulla la vacanza al mare per gli handicappati del vostro territorio.
Altrimenti avreste scritto e detto altre cose; oppure avreste impedito la decisione della Società della Salute.
Ci siamo meravigliati della tranquilla accondiscendenza dei tecnici di riferimento ad una simile decisione.
Non vorremmo che da parte loro si sia spenta ogni voglia di “prendere l’acqua con la cesta” cosa questa possibile per quanti operano con e attorno all’handicap.
Però dovrebbero essere i primi a sapere che per un handicappato di Cerbaiola, di Gavena, di Castelfiorentino, non è la stessa musica quella che proviene da un crono o da un violino.
Dovrebbero essere i primi a saperlo perché sicuramente avranno verificato, negli anni, se andare al mare, in montagna, o da qualsiasi altra parte senza la presenza di familiari è per loro positivo o meno. Dovrebbero sapere che con queste esperienze si sperimentano modelli di vita senza la famiglia, cioè si prepara il terreno anche per un venir meno dei familiari. Si comincia, in piccolo, a costruire il “dopo di noi”.
Andare al mare, fare le vacanze in un certo modo oppure non farle, non è la stessa cosa. Prima di arrivare a questo si inventano e si scovano mille soluzioni che esistono.
Le nostre associazioni, AAS, AIAS, Gavena ecc., le hanno presentate. Ad oggi nessuna risposta.
Per la prima volta si comincia a tagliare iniziando dalla parte di coloro che dovrebbero godere, come riconosce la Corte Costituzionale, sentenza 80 del 2010 di un «nucleo indefettibile di garanzie» .
Peccato, veramente.