Ascolta Radio Lady Ascolta Radio Sei Sei Radio Lady
scegli la data di ricerca
Attualità
251
Utenti Online:
Contatti Oggi
42404
Utenti:
111803
Pagine:
Contatti Ieri
47872
Utenti:
125925
Pagine:
  registrati
scrivici un messaggio
Tetrapack
Empolese-Valdelsa

L'altra faccia della crisi al Consorzio Etruria: "Tante piccole imprese creditrici rischiano di chiudere". Lo dice la CNA

L'associazione degli artigiani attende di capire su quale percentuale si fermerà il concordato: "I provvedimenti della Regione non bastano, qui si parla di milioni di euro che non tornano indietro"
22/06/2011 - 18:36

“La profonda crisi che stanno attraversando alcune delle più importanti aziende toscane del comparto costruzioni, e soprattutto quella del Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino, rischia di produrre un pericoloso effetto domino sul tessuto imprenditoriale locale e quindi nella piccola e media impresa”. È quanto afferma la Confederazione Nazionale Artigianato Empolese-Valdelsa che ha espresso grandissima preoccupazione per la situazione economica e lavorativa di molti associati.

 

“Da mesi nel mondo delle imprese che lavorano per il Consorzio si rincorrono voci sul possibile iter di questa vicenda – spiegano il presidente Fabrizio Donzelli e il coordinatore Paolo Gianassi –   e si parla di fallimento, concordato, fusione, cessione, dilazioni lunghe. Ma la notizia di pochi giorni fa sulla richiesta di concordato non lascia spazio a dubbi e ci spinge a lanciare un grido di allarme. Molti dipendenti e artigiani hanno difficoltà a ricevere o farsi uno stipendio. Ci sono decine di imprese che hanno fatture da riscuotere dal Consorzio Etruria per milioni di euro di credito”.



“Siamo fortemente preoccupati per il futuro dei lavoratori dell’azienda direttamente coinvolta– spiega Fabrizio Donzelli, Presidente CNA Area Empolese Valdelsa - ma per noi è ugualmente importante il destino delle tante piccole e medie imprese fornitrici del Consorzio che, per anni, gli hanno fatto da banca. Dopo mesi di incertezza adesso abbiamo bisogno di conoscere la percentuale del concordato, la quale speriamo non sia ‘oscena’, in modo da valutare i costi e avere un quadro più chiaro delle conseguenze che, c’è da scommettere, sicuramente saranno molto pesanti. Abbiamo tra le nostre aziende molte, tra impiantistica, infissi, fornitura beni ma anche imbianchini e carpentieri le quali lavoravano quasi esclusivamente con il Consorzio Etruria, ci sono addirittura delle imprese operanti con le spin-off del gruppo le quali hanno già chiuso i battenti. Va detto che la maggior parte dei creditori si trovano sulla costa tirrenica, ma anche nell’Empolese-Valdelsa sono moltissimi”.



CNA chiede alla politica, ai sindacati dei lavoratori e alle istituzioni maggiore attenzione per la situazione delle aziende che fanno parte dell’indotto e ricorda che, se i lavoratori hanno strumenti di welfare su cui contare, gli imprenditori solo totalmente privi di protezione.



Sui provvedimenti sul modello ‘emergenza economia’, annunciati per luglio dalla Regione per far fronte alla situazione, il giudizio espresso è che, pur trattandosi di un’operazione positiva, sia  largamente insufficiente.
“ Non è altro che un finanziamento con le consuete regole, che perciò necessita della valutazione dei  bilanci e, soprattutto, di tempi medio - lunghi che dipendono da Fidi Toscana e dagli Istituti di credito – prosegue Donzelli - Le nostre aziende senza documento unico di regolarità contributiva e garanzie e senza aver prima prodotto enormi quantità di documenti di ogni genere, non possono lavorare. Di più. Le nostre aziende, quando non sono in grado di prestare garanzie personali, si vedono negare l’accesso al  credito. Ecco perché ci viene da chiederci  se, a volte, per istituzioni e banche ci siano aziende di serie A e di serie B. Anche perché le leggi attuali fanno sì che molte aziende artigiane non siano tutelate come creditori agevolati.”



Dopo questa esperienza CNA si chiede cosa fare per evitare, in futuro, che  quanto accaduto si ripeta nuovamente. La strada suggerita è quella di procedere con l’attuazione delle regole dello Small Business Act  prevedendo appalti di piccoli importi che possano essere più facilmente assegnati alle micro e piccole imprese del territorio.



“Il danno – concludono Donzelli e Gianassi – sarà assorbito soltanto se le imprese nei prossimi mesi potranno riprendere il lavoro. Se la procedura di concordato andasse avanti e le imprese la subissero, dato che saranno le banche in sostanza a trovare l’accordo per tutti i creditori, speriamo che le imprese in futuro siano messe in una posizione privilegiata per le commesse di domani, chiedendo magari anche pagamenti con attese minori dei consueti 180 giorni. Vogliamo essere interpellati prima possibile per discutere a nostra volta dell’accordo”.

 



L’intervista a Fabrizio Donzelli.
 

Esegui il video
 
Invia
 

Giustissimo ma ancora non basta - Simone Campinoti (22/06/2011 20:36)
I grandi capi come saranno riciclati? - Kiara82 (22/06/2011 23:27)
messaggio cancellato - (22/06/2011 23:56)
messaggio cancellato - (22/06/2011 23:58)
messaggio cancellato - (23/06/2011 00:00)
messaggio cancellato - (23/06/2011 00:05)
E' IN ATTO UNA CENSURA INCOMPRENSIBILE - Bivio di Streda (23/06/2011 00:07)
E' IN ATTO UNA CENSURA INCOMPRENSIBILE - La Redazione (23/06/2011 00:13)
messaggio cancellato - (23/06/2011 00:08)
messaggio cancellato - (23/06/2011 00:13)
IL PARERE DEL PD DI MONTELUPO - Bivio di Streda (23/06/2011 00:17)
aiuti - soppietro (23/06/2011 02:22)
Il PD non si muove? il PdL neanche... - indianodelleriserve (28/07/2011 09:58)
la tua cittĂ 
notizie oggi gonews24 ultimi commenti
Feed RSS
Feed podcast
Feed podcast
Firefox Opera Internet Explorer Safari Valid XHTML 1.0 Valid CSS 2.0 Valid WAI 1.0 powered by Ceam Service