Continuiamo a non condividere la politica del sociale della giunta Filippeschi. Questo ulteriore sgombero
è stato anche stigmatizzato dall’assessore regionale al welfare, Salvatore Allocca, che l’ha definito “sorprendente e preoccupante” alla luce di quanto concordato nella riunione della cabina di regia regionale sui rom del 28 luglio scorso a cui il Comune di Pisa era presente. In quella riunione è stato ribadito “l’obiettivo di effettuare una precisa ricognizione delle presenze nei campi”, ribadendo anche il contenuto della mozione approvata in Consiglio regionale “sull’inutilità della pratica degli sgomberi”.
Nei prossimi giorni chiederemo con i nostri amministratori locali di fare chiarezza su quanto accaduto, visto anche il coinvolgimento dei singoli comuni dell’area pisana, proprio perché occorre un deciso cambio di passo per affrontare la questione dei bisogni e delle necessità sociali.
La strada indicata dai sei sacerdoti della diocesi di Pisa, Don Luigi Gabbriellini, Don Agostino Rota Martir, Don Vio Romeo, Don Roberto Filippini, Don Antonio Cecconi e Don Sergio Prodi, è condivisibile e praticabile. Si legge nella lettera: «attuare uno sgombero senza alcuna prospettiva (almeno per una parte dei soggetti che lo subiscono) significa semplicemente spostare il problema da un comune a un altro, perpetuando uno stato di emergenza per i rom e di allarmismo nel resto della popolazione, come è avvenuto nei giorni scorsi». I rom – continuano i sei sacerdoti – non possono essere considerati «una realtà fastidiosa da ignorare e/o da reprimere», bensì «persone con una loro dignità, soggetti di diritti oltre che di doveri».
Convocare un tavolo di area vasta, o meglio riattivare un’esperienza che in passato proprio nella Società della Salute pisana aveva trovato la sua positiva attuazione in progetti di accoglienza e integrazione delle famiglie rom, è urgentissimo. Solo con un confronto fra gli enti locali, aperto alle realtà dell’associazionismo, del volontariato, delle organizzazioni laiche e delle comunità parrocchiali per valutare ipotesi di sistemazioni provvisorie, ma non precarie, nonché una seria e non allarmistica campagna d’informazione sulla presenza e le problematiche dei rom sul territorio pisano, può far uscire la nostra zona da un’emergenza sociale.
Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista faranno la loro parte come l’hanno sempre fatta per i diritti e l’accoglienza. Nessuno escluso.
Luca Barbuti
Segretario provinciale Partito della Rifondazione Comunista – Pisa
Dario Danti
Coordinatore provinciale Sinistra Ecologia Libertà – Pisa