Cinema, al festival di Berlino il documentario 'I cavalieri della laguna' di Walter Bencini. Omaggio di Loach

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E' arrivato anche l'omaggio di Ken Loach per i pescatori della laguna di Orbetello, protagonisti del documentario 'I cavalieri della Laguna', presentato al Festival internazionale di Berlino nella sezione 'Culinary Cinema'. Il regista britannico ha salutato calorosamente i pescatori, stringendo loro la mano e congratulandosi per la preziosa attività che svolgono ogni giorno con la loro cooperativa, riconosciuta da Slow Food.

Dopo Jonathan Nossiter e il suo 'Natural Resistence', storia di quattro italiani che per fare il vino guardano indietro, ai metodi antichi, 'I cavalieri della laguna' di Walter Bencini mette in scena la pesca made in Toscana, ma lo spirito è sempre quello: agire nel pieno rispetto della natura. Ovvero il passato è migliore, anche come metodo contro la crisi.

Ci troviamo nella comunità dei pescatori della laguna di Orbetello, toscani pieni di spirito e battute, 58 cavalieri della pesca riuniti nella Cooperativa La Peschereccia, gente che possiede un laboratorio per la lavorazione, gestisce uno spaccio e un mercato del pesce, alleva avanotti di spigola e orata per il ripopolamento, producono bottarga, filetti affumicati di cefalo e anguilla e la sera è nel loro ristorante affacciato sulla laguna dove serve il pescato. Qui l'arte di conservare il pesce è stata introdotta dagli spagnoli, che già nel Cinquecento affumicavano anguille e condivano i pesci con l'escabece, salsa calda a base di aceto, rosmarino, aglio e peperone. E a Orbetello ancora oggi si prepara l'anguilla scavecciata, l'anguilla 'sfumata' (affumicata) come la bottarga (dall'arabo botarikh, che significa uova di pesce salate).

Ad accompagnare la proiezione del film-documentario a Berlino ci saranno stasera il regista e tre dei protagonisti pescatori: Sergio Amenta, "il Topo", ex buttafuori e capo della ciurma, Marco Giudici, l'isolazionista detto "Nocetta", e Francesco Mengoni, il moltiplicatore di pesci detto "Gesù". All'interno della struttura di Markthalle Neun poi verrà servita una cena con crostini alla ricotta con erbe mediterranee per antipasto, seguita da un'insalatina di carciofi e bottarga (e carpaccio di pesce affumicato di Orbetello), una zuppa di pesce e, infine, il tipico castagnaccio toscano.

"Con questa crisi economica senza precedenti - spiega il regista - per me diventa fondamentale mettere in luce e promuovere dei modelli produttivi alternativi. La logica delle piccole realtà locali come questa, in un mondo globalizzato fatto di cifre astronomiche, può sembrare insignificante, anacronistica, eppure secondo il mio punto di vista è l'unica via percorribile, se si vuole ritrovare un rapporto armonico con la nostra madre terra. Questa comunità deve affrontare delle problematiche che sono comuni a tante altre realtà del mondo. Per certi versi, gli ambienti lagunari sono degli esempi anticipatori di quello che può succedere in territori più ampi.

Come si dice dalle nostre parti 'tutto il mondo è paese'". "Questa comunità - aggiunge - opera in un contesto molto bello e suggestivo ma allo stesso tempo molto complesso e delicato, sempre al limite del collasso. Fino agli anni '80 non c'era quella sensibilità ambientale che c'è oggi, quindi tutti gli scarichi del paese e delle poche attività industriali finivano dentro la laguna. Di conseguenza tutte queste sostanze organiche accumulate nel tempo hanno favorito la crescita delle alghe, che a loro volta hanno provocato grandi morie di pesci. Tutte le azioni della comunità negli ultimi anni atte a contrastare questo fenomeno hanno portato solo a cambiamenti nell'ecosistema e quindi nuove problematiche da affrontare: gli uccelli migratori aumentano sempre di più, i pesci hanno cambiato le loro abitudini e sono sempre meno, l'acqua è sempre più salata, le maree non sono più quelle naturali...".

 

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