L'Associazione genitori A.Ge. Toscana: "Replichiamo alle parole del preside del 'Virgilio'"

Il liceo classico linguistico 'Virgilio' di Empoli
Il liceo classico linguistico 'Virgilio' di Empoli

"In tutta questa vicenda che ha coinvolto il Liceo Virgilio di Empoli –contributi dei genitori non utilizzati e sfiducia della presidente del Consiglio di istituto- l’aspetto ricorrente è quello della quasi assoluta impossibilità di comunicare. Ad esempio, come Associazione genitori A.Ge. Toscana ci siamo trovati in grossa difficoltà a far comprendere al dirigente scolastico che nessuno lo accusa di “intascarsi” i contributi dei genitori. Il punto è un altro, è che i soldi chiesti alle famiglie sono lasciati in banca a centinaia di migliaia di euro, inutilizzati, nonostante la scuola abbia bisogno di strumenti, esperti, progetti.

Durante l’incontro a cui siamo stati convocati nei giorni scorsi, presenti il dirigente scolastico, un insegnante suo collaboratore e il direttore amministrativo, nessuno di loro ha negato questa evidenza, peraltro riscontrabile dai bilanci. Fermo restando che come Associazione siamo da sempre favorevoli al versamento del contributo per sostenere l’offerta formativa delle scuole, facciamo due rapidi conti della serva: in due anni al Virgilio l’avanzo non vincolato di amministrazione (che equivale praticamente a dire il contributo volontario dei genitori non speso) è passato da 21mila a 266mila euro; nel 2013 il contributo volontario riscosso dalle famiglie ammonta a 131mila euro. Questo significa che di tutti quei soldi non è stato speso quasi nulla. Ci sono poi i fondi finalizzati, anche quelli gonfiati enormemente negli ultimi due anni, fino a superare il mezzo milione di euro di avanzo di amministrazione totale: saranno sì finalizzati, ma anche quelli vanno pur spesi.
Dal punto di vista delle famiglie, è richiesto un versamento di 100 euro l’anno, più 10 euro per l’assicurazione. Poiché il contributo volontario è detraibile, ogni famiglia in sede di dichiarazione dei redditi recupera 19 euro, ma questo solo se il contributo è finalizzato all’aumento dell’offerta formativa, altrimenti la detrazione fiscale sfuma.
Nella seduta del Consiglio d’istituto per l’approvazione del bilancio 2014, la Presidentechiede se sia lecito che, come risulta dal Programma, la quota percentuale del contributo volontario delle famiglie destinato al funzionamento amministrativo superi la quota destinata al funzionamento didattico generale”, quindi “cita e consegna, perché sia messa agli atti, la Circolare ministeriale n. 312 del 2012, in cui si precisa che il contributo volontario dei genitori deve essere destinato all’ampliamento dell’offerta formativa, non al funzionamento amministrativo” e “chiede che i finanziamenti privati della famiglie vengano destinati soltanto al POF”. Da qui un’infervorata discussione, che porta la percentuale incriminata dal 30% al 10%. Purtroppo però la C.M. 312/12 e la successiva 593/13 dicono chiaramente che l’uso amministrativo è vietato e che il dirigente scolastico ha la precisa responsabilità di impedirlo.

In realtà il dirigente scolastico è garante della legittimità di tutti gli atti adottati nella sua scuola e sbaglia il prof. Marinelli ad addossare l’intera responsabilità della sfiducia al Consiglio d’istituto e a dichiarare che a settembre sceglieranno un nuovo Presidente, quando ci ha mostrato di sua mano una lettera di quattro professori, membri del Consiglio d’istituto, nella quale si denuncia fra l’altro l’irregolarità della procedura di sfiducia della Presidente (protocollo della scuola n. 4326/14), un’irregolarità contestata anche nel corso della seduta e che noi come A.Ge. ribadiamo.
Le dimissioni sono un atto volontario e non si può certo votare la sfiducia quando all’ordine del giorno c’è “Richiesta di dimissioni per la Presidente del Consiglio d’istituto” nella convocazione firmata dal dirigente e inviata ai consiglieri, ovvero “Richiesta Signore Bini e Montagner” nella versione originale della Presidente. Compito del dirigente sarebbe stato quello di impedire la votazione e comunque di annullarla in quanto illegittima; di certo non poteva modificare l’ordine del giorno predisposto dalla Presidente e a inviarlo a proprio nome. Tutti elementi minimi di democrazia che un dirigente scolastico dovrebbe conoscere e che abbiamo contestato in occasione dell’incontro.
Certo è che siamo rimasti non poco sorpresi nell’apprendere che, appena mezz’ora dopo averci congedato, il dirigente ha rilasciato una conferenza stampa dai contenuti non aderenti ai documenti".

Rita Manzani Di Goro, Presidente A.Ge. Toscana

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