Privatizzazione della Centrale del Latte, Sgherri e Prc: "La Regione la eviti anche comprando quote"

La centrale del latte di Firenze
La centrale del latte di Firenze

Sgherri (PRC in Regione):”la Regione compia ogni atto per evitarla, anche comprando le quote. Si tratta della difesa di un’azienda strategica per la difesa del polo agro alimentare della Toscana”

Ipotesi di privatizzazione della centrale del Latte Mukki. L’ampiezza (sindacati, associazioni di categoria, sindaci ,ecc) del  coro di proteste che si è levato contro questa ipotesi, e le motivazioni addotte, sono la migliore dimostrazione del ruolo strategico che questa azienda rappresenta per la Toscana. La Regione compia ogni sforzo per evitare la privatizzazione Non si tratta infatti di un’azienda di mera produzione di latte, ma di una realtà che contribuisce a permettere la vita stessa e la sopravvivenza della filiera corta e della filiera Toscana in termini di cura del territorio, addetti e aziende ivi impegnate, quindi di modello.

Proprio per questo la Regione deve evidenziare la strategicità di questa realtà e ribadirla in ogni sede, ribadendo le ragioni quindi del suo rilancio e della non privatizzazione. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Non possiamo accettare – prosegue Sgherri – un atteggiamento di sudditanza e passività di fronte agli obblighi della finanziaria nazionale di cessione delle aziende cd non strategiche. Non è certo questo il caso: la Regione deve ribadire la strategicità di Mukki e compiere ogni sforzo per bloccare la vendita del 18% delle quote societarie del Comune di Pistoia,  e la vendita a Granarolo, arrivando anche all’acquisto diretto.

Non si tratta di demonizzare l’azienda emiliana, ma tener conto del fatto che la mission di questo “colosso” , basata sulla filiera nazionale, è incompatibile con quella di Mukki, basata sulla filiera corta  Ne sarebbe compromessa la difesa ed il rilancio del polo agro alimentare toscano, strategico per la regione. Ricordo – conclude Sgherri – che questa non è che l’ultima puntata per quanto riguarda i tentativi di privatizzare Mukki, sempre andati per fortuna a vuoto in quanto ha prevalso le ragioni dell’attaccamento (anche sentimentale) della comunità toscana a questa realtà, cioè difesa del valore della tracciabilità del prodotto e della sua qualità, che è garanzia e riconoscibilità per tutti.

La posizione della Federazione di firenze del Prc

La Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno (meglio conosciuta come Mukki), aziendainteramente a partecipazione pubblica, rischia di passare sotto il controllo di Granarolo s.p.a., azienda controllata dalle cooperative con partecipazione non secondaria di Banca Intesa (19,78% del capitale), mediante la cessione delle quote detenute da Comune di Firenze e di altri soci pubblici.
La vendita, che di ciò si tratta in realtà, viene giustificata con il fatto che la Centrale del Latte non è un’azienda “strategica”, ma le motivazioni di questa definizione non sono ben chiare.

Come può essere definita “non strategica” un’azienda che:

1) lavora 58 milioni di litri di latte l’anno, di cui 29 acquistati in Toscana, 15 milioni nel solo Mugello, costituendo così un sostegno indispensabile all’economia di questo territorio;

2) occupa 174 persone altamente qualificate;

3)  vede pienamente riconosciuta dai consumatori la qualità del proprio prodotto;

4)  vanta costantemente dal 2009 un risultato d’esercizio positivo del conto economico.

Che questi risultati possano continuare ad essere garantiti da una gestione privata ed esterna al nostro territorio è tutto da dimostrare.

La federazione fiorentina e il comitato di zona del Mugello del Partito della Rifondazione Comunista esprimono la più netta contrarietà alla vendita della Centrale del Latte, e chiedono che essa sia dichiarata azienda strategica ai fini del sostegno all’economia locale e della garanzia della qualità di un alimento essenziale com’è il latte.

Fonte: Ufficio Stampa

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