Careggi, simulata un'evacuazione. Ricreata la scena di un incendio

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Nella mattina del 16 dicembre 2014, all’interno dell’area del plesso ospedaliero dell’A.O.U. Careggi, a Firenze, si è svolta una esercitazione congiunta con simulazione di evacuazione a seguito di un incendio in un padiglione ospedaliero posto al terzo ed ultimo piano.

Al terzo piano di un edificio ospedaliero si è simulato un incendio all’interno di una stanza; il personale in servizio nel reparto, dove si trovavano ricoverati ovviamente solamente dei simulanti, non appena accortosi di quanto stava accadendo, ha immediatamente informato il call center interno ed ha cercato di fronteggiare l’evento.
La squadra d’emergenza interna è giunta tempestivamente nel reparto seguita a brevissima distanza di tempo dal personale dei vigili del fuoco in servizio di presidio all’interno del complesso ospedaliero.

A causa del fumo che si stava sprigionando dal locale interessato dall’incendio, è stata immediatamente decisa l’evacuazione orizzontale dei malati e degli accompagnatori mentre la procedura d’emergenza interna all’ospedale, attivata come da protocollo, permetteva l’attivazione di tutti i servizi necessari per affrontare lo sviluppo della situazione.

Sul posto sono giunti uomini e mezzi dei vigili del fuoco che hanno estinto l’incendio mentre la macchina dei soccorsi interna dell’ospedale, coordinata dalla Sala Crisi, stava organizzando per la movimentazione dei malati e l’accoglienza dei visitatori.

A scopo precauzionale, vista la quantità di fumo presente nell’area dell’incendio è stata decisa l’evacuazione verticale di tutto il piano.
Nel frattempo, con il coordinamento della Protezione Civile del Comune di Firenze ed in raccordo costante con la centrale operativa 118 Firenze Soccorso, sul posto erano stato fatto pervenire personale del volontariato per il supporto alla movimentazione dei degenti.

Seguendo una regia già testata in precedenza e con le istruzioni del personale sanitario preposto sul luogo, tutto il terzo piano è stato evacuato, è stata creata una zona di raccolta a piano terra da dove si è provveduto alla destinazione finale dei malati, secondo la loro patologia e gravità.

L’esercitazione, vissuta con esemplare partecipazione da tutte le componenti, ha permesso di verificare le procedure esistenti ed evidenziare alcune criticità per il loro superamento e soluzione.

Fonte: Ufficio Stampa

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