Un appello pubblico per salvare gli animali dell'Isola di Gorgona

foto di archivio
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Dopo la petizione firmata da migliaia di cittadine/i e la recente mozione approvata in Senato (che impegna il Governo a “valorizzare e promuovere buone pratiche come l’esperienza di reinserimento e recupero dei detenuti del carcere dell’isola di Gorgona attraverso attività con animali domestici”[i],[ii]), ora è la volta di importanti persone del mondo giuridico, della cultura e dello spettacolo, che, indirizzando l’appello al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e alle altre massime cariche dello Stato – Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Presidente del Consiglio Matteo Renzi e Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - hanno firmato un documento dal titolo inequivocabile: “Appello per Gorgona: l’isola delle buone pratiche nella relazione umano-animale”. 

Questo appello è sottoscritto da persone di varia estrazione culturale e operanti in diversi ambiti professionali, alcune delle quali hanno una conoscenza diretta dell’isola: insieme a persone molto note come Stefano Rodotà, Licia Colò, Sveva Sagramola, Susanna Tamaro, Erri De Luca, è significativa l’adesione di un’antropologa che ha redatto una tesi sulla comunità di Gorgona e quella di un ex persona detenuta sull’isola.

L’appello:

  •  ripercorre alcune delle tappe fondamentali che hanno caratterizzato il percorso di tutela degli animali presenti sull’isola, sottraendoli ai meccanismi di sfruttamento zootecnico e, quindi, alla morte;
  •  chiede, per tutti gli animali presenti sull’isola, che tale percorso, iniziato con la stesura della “Carta dei diritti degli animali di Gorgona”[iii] e proseguito con l’emanazione di “Decreti di Grazia” per alcuni animali dell’isola[iv], giunga al proprio definitivo compimento.

In uno dei principali punti dell’appello si legge infatti:

“Vi chiediamo di tutelare la vita di tutti gli animali presenti sull’isola, riconoscendo la loro soggettività e il loro status di “esseri senzienti” (cosi come affermato nell’articolo 13 del Trattato di Lisbona) e sottraendoli da ogni forma di vendita o sfruttamento per finalità produttive nonché dalla morte per macellazione. Lo sfruttamento e l’uccisione degli animali sono, infatti, incompatibili con la missione istituzionale del carcere.”

Dello stesso avviso è anche la prof.ssa Silvia Buzzelli, docente di diritto penitenziario e procedura penale europea e sovranazionale presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che nel suo contributo al documento “Carceri: materiali per la riforma” richiama esplicitamente l’esperienza di Gorgona come inedita e innovativa nell’ambito della rieducazione delle persone detenute e ispirata alla relazione nonviolenta tra umano e altri animali[v].

Il prossimo 14 settembre una delegazione di parlamentari visiterà l’isola di Gorgona per conoscere sul campo questa innovativa realtà. In previsione di tale visita è in corso uno scambio epistolare tra la Direzione del Carcere di Gorgona e le principali associazioni impegnate nella salvaguardia degli animali dell’isola, che si sono rese disponibili a partecipare a un tavolo di confronto per contribuire alla definitiva e sostenibile tutela di tutti gli animali dell’isola (e non solo quelli oggetto dei Decreti di Grazia).

Fonte: LAV - Ufficio Stampa

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