Lamentele per un 'fotografo seriale' in centro. Il parere legale: "Lo può fare se non pubblica o diffonde gli scatti"

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Un fatto curioso avviene da tempo nel centro storico di Empoli. Curioso e al contempo molto fastidioso. Lo segnala a gonews.it un cittadino, il quale fa notare la presenza di una persona che ha come 'passione' fotografare le persone che passano. C'è chi teme per la propria privacy e chiede se tutto questo sia o meno regolare.

"Con questa mia lettera intendo segnalare un fatto molto fastidioso che affligge gli empolesi ormai da qualche anno - scrive il lettore - Sotto il porticato della pasticceria Gaggioli e Vezzosi, ormai per consuetudine, ogni giorno un gruppo di amici si ritrova a far due chiacchere, come tutti i bravi pensionati. Persone conosciute ed ammodo, per carità, chiacchiere che non fanno del male a nessuno. Il problema è che uno di loro (e tutti sappiamo chi) se ne sta perennemente appostato tra loro con la macchina fotografica in mano e si diverte a fotografare i passanti, preferibilmente a loro insaputa. Questi agguati creano ovviamente disagio e molto fastidio agli involontari soggetti. Mi è capitato spesso di sentire la gente lamentarsi di queste paparazzate".

"Temo - prosegue chi segnala - che prima o poi tutto sfocerà in una bella litigata! In effetti non mi pare sia molto educato fotografare le persone senza prima chieder loro il permesso! In giro per il mondo non ce lo permetteremmo mai, perché farlo nel 'giro d'Empoli'? E poi, per chi e per cosa vengono utilizzate queste foto? A parte la maleducazione, è davvero legale e consentito questo comportamento?".

gonews.it ha interessato del caso l'avvocato Simone Carboncini del foro di Firenze, per avere un parere legale sulla questione.

"Il caso mi ricorda la domanda di una amica fotografa, - spiega Carboncini - che tempo fa ebbe a scontrarsi con le lamentele di una madre a seguito di una fotografia scattata al figlio in un parco. La risposta è secca: la legge non tutela il diritto a non essere fotografati. Il principio costituzionale della libertà personale, di cui è declinazione anche la libertà di fare fotografie, trova e deve trovare enunciazione prioritaria in uno stato di diritto come il nostro; essa incontra determinati limiti che devono, però, trovare fondamento in diritti costituzionali di pari rango ed espressamente previsti dalla legge. Ebbene, nel caso delle fotografie il legislatore si preoccupa esclusivamente di tutelare la diffusione del ritratto contro la volontà del soggetto interessato".

Vediamo alcune norme. "Secondo la disciplina sul diritto d'autore (L 1941, n. 633) - prosegue il legale - occorre il consenso della persona ritratta soltanto per l'esposizione, la riproduzione o la commercializzazione della foto (art. 96). Anche la c.d. Legge sulla privacy (Dlgs 2003, n. 196) disciplina esclusivamente l'uso di immagini o fotografie, intendendo per uso l'esposizione o messa in commercio, richiedendo nuovamente il consenso del soggetto ritratto. Per quanto riguarda, invece, l'atto in sé di scattare la fotografia, non seguito da alcuna diffusione della stessa, si applica la regola di ogni stato di diritto, secondo cui ciò che non è proibito è lecito. se si fanno fotografie per uso amatoriale, quindi, si può ritrarre chiunque e senza alcuna autorizzazione. Ciò non deve allarmare il lettore, anzi tranquillizzarlo: la mia amica fotografa sarà ben contenta di poter ritrarre chiunque senza dover sottostare ai capricci di madri ingiustamente preoccupate".

"Per quanto riguarda il signore che si diverte a fotografare i passanti in centro di Empoli, pertanto - conclude Carboncini venendo al caso specifico - egli esercita una sua sacrosanta libertà, almeno fino a quando non decida di esporre pubblicamente i suoi capolavori. Ovviamente, qualora dovesse accanirsi in maniera particolare contro determinate persone in maniera sistematica e persecutoria, vi potranno essere gli estremi per una denuncia per stalking, ma soltanto se dovessero ricorrere tutti i presupposti previsti dalla legge".

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