Mattonaia, una triste vicenda che risale agli anni ‘80. Serfogli: "La soluzione per superare il degrado è trovare un acquirente"

Degrado alla Mattonaia
Degrado alla Mattonaia

«La gara per la realizzazione di una serie di opere pubbliche strategiche per la città (Riqualificazione di lungarno Pacinotti, riqualificazione del retro di San Michele in Borgo, fognatura di Marina e riqualificazione di via Pietrasantina) dove la cessione dell’immobile “Mattonaia” costituisce il pagamento di parte del prezzo delle opere non rappresenta assolutamente un operazione di finanza creativa ma un operazione prevista dall’art. 53 del codice dei contratti. Risulta pretestuoso e propagandistico parlare di svendita nell’ipotesi in cui rispetto al prezzo di stima dell’immobile la gara vada diversa. Evidentemente il mercato valuta il valore di quel bene inferiore a quello della stima e nessuno presenta un offerta».

«l consiglio comunale già nel 2005 decise di alienare il bene scelta riconfermata nel a dicembre di questo anno dove è stata riapprovata la nuova stima aggiornata che tiene conto del degrado fisico del bene e del mutato andamento del mercato. Difficile pensare che questi alloggi possano essere completati per poter essere destinati ad edilizia sociale sovvenzionata. Difficilmente gli stessi, che hanno assorbito dal 1985 ai primi anni del 2000 circa tre milioni di euro a costi storici (non rivalutati) e che per essere completati e adeguati agli standard di abitabilità previsti dalla leggedovrebbero impegnare oltre 1.5 milioni di euro aggiuntivi. Trattasi di edifici di particolare caratterizzazione architettonica, per i quali l’adeguamento agli standard essenziali di abitabilità rende necessari interventi edilizi e soluzioni tecnologiche economicamente incompatibili con il principio della sostenibilità del servizio ERP».

«Per quanto riguarda la problematica relativa al fatto che trattasi di alloggi erp e che il ricavato della vendita debba essere impegnato per finalità erp non si può evidenziare che;  1) gli stessi non sono mai stati considerati alloggi erp  dal momento dell’approvazione del piano sia nel corso dei lunghi anni successivi sia quando sono state disciplinate le competenze degli enti gestori e neppure da ultimo quando si sono redatti gli inventari dei beni immobili e piani di vendita; 2) L’amministrazione ha comunque destinato parte delle risorse all’erp cin delibera n.38 del 30/06/2005 destinando 1.6 milioni di euro all’acquisto dell’ex ospedale americano e 1.7 milioni di euro  per interventi erp, cifra ben superiore a quella del contributo pubblico statale degli anni ’80.

Vista la triste vicenda per la nostra città e le ingenti risorse impegnate senza alcun risultato risulta impensabile oggi impegnare ulteriore denaro pubblico. L’unica possibilità è quella diriproporre la gara di alienazione che purtroppo è andata deserta e che rappresenta l’unica possibilità di superare la situazione di degrado».

Il prof. Dringoli nel libro “Architettura contemporanea a Pisa” recita “La previsione di alloggi convenzionati e negozi non appare molto in sintonia con le scelte tipologiche e formali operate da Carmassi. Gli alloggi previsti, caratterizzati da accentuata irregolarità dei vani, scarsa illuminazione, pochi affacciamenti esterni, scomodità dei collegamenti verticali affidati esclusivamente a scale a chiocciola, che unite ai dislivelli presenti negli stessi piani  moltiplicano  dismisura le barriere architettoniche non eliminabili, appaiono più idonei  a destinatari amanti dell’arte e della storia più che della funzionalità; presumibilmente poco adatte ad anonimi assegnatari  di alloggi convenzionati”.

Fonte: Andrea Serfogli, assessore al bilancio e ai lavori pubblici del Comune di Pisa

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