Contrasto al caporalato: mozione firmata da Rossi, Marras e Mazzero

Antonio Mazzeo
Antonio Mazzeo

Via libera a una mozione sul contrasto alla pratica del caporalato in Toscana. Il testo, che chiede l’istituzione di uno sportello di collocamento pubblico contro l’illegalità, era proposto dal presidente Enrico Rossi, dal capogruppo Leonardo Marras e dal consigliere Antonio Mazzeo, tutti del Pd.

La mozione, approvata all’unanimità, impegna la Giunta regionale a mettere in atto delle specifiche azioni di contrasto al fenomeno del caporalato, tra cui l’istituzione, attraverso i centri per l’impiego, di uno sportello capace di svolgere la funzione di coordinamento per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, in particolare nel settore agricolo, nonché a predisporre interventi di sensibilizzazione con particolare riferimento a progetti educativi ed informativi.

La mozione approvata impegna inoltre la Regione Toscana ad attivarsi verso il Parlamento nazionale affinché arrivi entro breve all’approvazione del disegno di legge, attualmente in discussione al Senato, sul rafforzamento degli strumenti di repressione delle agromafie e del lavoro nero.

Con l’approvazione della mozione a firma Rossi, Marras, Mazzeo prosegue l’impegno della Regione Toscana per contrastare il fenomeno del caporalato, sempre più diffuso anche in Toscana come evidenziano i recenti fatti di cronaca.

“Il caporalato è una vergogna che purtroppo esiste anche nella nostra regione e il compito delle istituzioni è contrastare con tutti i mezzi a disposizione queste pratiche violente – commenta Enrico Rossi, presidente Regione Toscana –. Per questo esprimo soddisfazione per la mozione approvata oggi dal Consiglio Regionale. Ora procederemo speditamente nella creazione all'interno dei Centri per l'impiego di uno sportello contro l'illegalità e lo sfruttamento lavorativo. Ma soprattutto daremo seguito, anche con il sostegno del Consiglio regionale, a quanto la giunta decise alcune settimane fa. Chiederemo alla Ue di inserire nei bandi una condizione per subordinare la concessione dei fondi europei per l'agricoltura solo a quelle imprese che non ricorrono al caporalato. Sono convinto, e lo ripeto ancora una volta, che per battere questo fenomeno sia necessario chiamare in causa gli imprenditori che se ne servono. È molto singolare che l'Unione europea condizioni l'erogazione di fondi al benessere ambientale, a quello degli animali, ma non preveda specifici divieti a tutela dei diritti dei lavoratori”.

“Il paesaggio e le sue produzioni di qualità sono il biglietto da visita della Toscana nel mondo. Vendiamo eccellenze e vendiamo la nostra capacità di produrre, sempre, con attenzione alla qualità – commenta Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana –. Non possiamo permetterci di restare immobili di fronte ad un fenomeno come quello dello sfruttamento dei lavoratori che, soprattutto in agricoltura, sta raggiungendo proporzioni enormi, perché la qualità dei nostri prodotti è frutto anche della qualità del lavoro di chi li produce. Per questo insieme al presidente Rossi ed ai colleghi del gruppo del Partito Democratico abbiamo presentato una nuova mozione che impegna la giunta anche ad attivarsi con il Parlamento affinché si arrivi in tempi brevi all’approvazione del disegno di legge che prevede strumenti di contrasto al lavoro nero, allo sfruttamento del lavoro in agricoltura e di repressione delle agromafie”.

“Il PD è da sempre in prima fila per il rispetto della legalità e anche qui in Toscana vogliamo fare la nostra parte – aggiunge Antonio Mazzeo, consigliere regionale e vicesegretario regionale del PD Toscana - La creazione di nuova occupazione è per noi una priorità assoluta ma questa deve avvenire in un contesto di regole e tutele certe, di rispetto dei diritti e di contrasto a ogni forma di sfruttamento. Su questo tema non possono essere fatti sconti e non possono essere tollerati comportamenti che vanno in senso opposto e che finiscono per mettere in secondo piano anche la tutela della stessa sicurezza sui luoghi di lavoro”.

L’azione della Regione ha preso il via con specifiche attività di osservazione del fenomeno e l’elaborazione di un rapporto annuale di analisi e rilevazione sui fenomeni corruttivi e di infiltrazione criminale ad opera del Centro di documentazione “Cultura della Legalità Democratica”, oltre che con la nomina di un tecnico regionale nella cabina di regia della “Rete del lavoro agricolo di qualità”. Infine, con l’approvazione di una delibera di giunta del 24 maggio 2016, si è prevista una modifica al PRS che prevede l’esclusione dall’accesso ai contributi agli imprenditori che abbiano violato normative in materia di lavoro.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa

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