Seduta del consiglio regionale: si apre con Fondazione Toscana. Al centro il Bilancio

Il consiglio regionale
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Si riunisce oggi, mercoledì 3 agosto, il consiglio regionale toscano. La seduta si è aperta con la discussione sulla modifica della Fondazione sistema Toscana.

Modifica Fondazione sistema Toscana apre seduta

E' una proposta di modifica della Fondazione sistema Toscana, ad aprire i lavori del Consiglio regionale. In discussione una delibera per il 'consenso ai comuni associati in ambito Lode, attraverso i soggetti gestori Erp, dell'utilizzo delle risorse accantonate nel Fondo sociale regionale Erp. All'ordine del giorno sono previste numerose mozioni. Tra i temi di queste: la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati, il possibile inserimento delle donne vittime di violenza domestica tra le 'categorie svantaggiate', le prospettive occupazionali della Jeppesen di Massa, l'assegnazione dei vigneti alle aziende agricole toscane, la chiusura d'emergenza del Corridoio Vasariano, lo stato di salute del sistema bancario toscano, la macroregione Marche, Umbria e Toscana, e la definizione delle aree non idonee agli impianti geotermici.

 

Bilancio: via libera al rendiconto generale 2015

Con 22 voti favorevoli e 14 contrari, espressi per appello nominale, il Consiglio regionale ha approvato il Rendiconto generale della Regione Toscana per l’anno finanziario 2015, il primo ad essere redatto con i nuovi criteri per l’armonizzazione dei sistemi contabili, fissati dal decreto legislativo 118/2011.

Il rendiconto generale comprende il conto del bilancio, con i risultati della gestione delle entrate e delle spese, ed il conto del patrimonio, con i risultati della gestione patrimoniale. Al termine dell’esercizio è risultato un disavanzo finanziario di 620 milioni e 723 mila euro e con un disavanzo sostanziale, cioè al netto delle somme vincolate, di circa 3 miliardi e 500 milioni, causato dalla mancata contrazione dei mutui a fronte degli investimenti fatti.

La gestione in conto residui evidenzia, infatti, un saldo positivo di 172 milioni e 781mila euro. La gestione in conto competenza registra invece un saldo negativo di 304 milioni e 326mila euro. A queste componenti va aggiunto il Fondo pluriennale vincolato con un valore di 489 milioni e 178mila euro. Il Fondo incide negativamente sul saldo finanziario, perché rappresenta impegni, e quindi obbligazioni giuridiche, la cui esigibilità è riferita ad esercizi successivi.

I residui passivi sono stati 5 miliardi e 934 milioni, mentre quelli attivi 5 miliardi e 542 milioni. Questi ultimi sono diminuiti rispetto all’esercizio precedente di 1 miliardo e 906 milioni, pari al 36,5%. L’avanzo di cassa è stato pari a 260 milioni e 657 mila euro. La situazione patrimoniale al termine dell’esercizio 2015 presenta un saldo negativo di 2 miliardi e 869 milioni di euro.

Il consigliere Paolo Sarti (Si/Toscana a sinistra) ha ricordato che la Corte dei conti ha rilevato alcune criticità alla base del disavanzo, come le ventitré società partecipate. In particolare per Fidi Toscana la Corte parla di “ingenti perdite” e “gravi preoccupazioni per la regolarità”.  “La perdita quest’anno è stata di 3,5 milioni – ha osservato - In realtà sarebbe stata di 8,8 milioni se la società non avesse contabilizzato gli utili per la cessione di attività finanziarie”. Un altro problema, a suo parere, è costituito da Estar. “La struttura unica costa di più delle tre precedenti - ha aggiunto – Ha fallito anche nella programmazione per l’acquisto di beni e servizi. La spesa per i farmaci è cresciuta, specie per quelli generici”.

Secondo Enrico Cantone (M5S), il rendiconto deve tenere conto dei tagli imposti dal governo nazionale e dall’Unione europea, che per la nostra Regione valgono 400 milioni, di cui 170 per la sanità. “I cittadini saranno costretti a curarsi meno – ha osservato - o a rivolgersi alle strutture private”. Cantone ha poi rilevato che Sviluppo Toscana, una società in house, gestisce ben 17 conti correnti, di cui 12 presso il Monte de paschi di Siena, con 28 milioni di liquidità, 750 mila euro di interessi, e comunica di avere crediti dalla Regione per 26 milioni di euro. “Ci risulta che il bilancio non sia stato approvato – ha dichiarato - E la società stessa afferma che alcune cifre non sono asseverate”.

“E’ vero che non abbiamo fatto mutui per coprire il disavanzo, ma è altrettanto vero che 304 milioni sono comunque troppi” ha dichiarato il consigliere Jacopo Alberti (Lega Nord), che ha poi puntato il dito verso le società partecipate. “Sono un bubbone storico – ha affermato – Sono società perennemente in perdita, che non producono utili e probabilmente servono solo a gestire posti di lavoro. Parliamo, in particolare di Fidi Toscana, Interporto Vespucci e Toscana centrale”. Per questo ha annunciato voto negativo.

“Se gli altri zoppicano, noi abbiamo una gamba in cancrena” ha commentato Alberto Bianchi (M5S), secondo cui la Corte dei conti ha segnalato una gestione incauta, soprattutto priva di controlli. “La Regione, rispetto allo scorso anno, ha aumentato del 10% la sua quota nelle società partecipate per un valore di 165,35 milioni – ha affermato – Nella sanità cala la spesa per il personale, ma aumenta quella per beni e servizi, che dal 2011 al 2015 passa da 200 mila euro ad un miliardo e 400mila. La spesa farmaceutica ospedaliera sale a 436 milioni di euro”. Bianchi ha aggiunto che da controlli fatti sugli immobili, solo 15 su 34 hanno canoni di affitti congrui con i prezzi di mercato, mentre Fondazione Sistema Toscana ci costa 6 milioni di euro l’anno. Sono queste le ragioni alla base della sua dichiarazione di voto contrario.

“A fronte di un documento contabile, le valutazioni politiche devono ancorarsi a numeri e dati – ha affermato Andrea Pieroni (Pd) – In un contesto difficile e problematico, la gestione è stata oggettivamente virtuosa. Lo testimoniano la capacità di far fronte alla spesa corrente utilizzando solo le entrate correnti e il rispetto dei limiti all’indebitamento previsti dalla legge”. Pieroni ha osservato che a fronte di un saldo negativo di 320 milioni, c’è un avanzo di amministrazione 2014 di due miliardi e 883 milioni. Le entrate, tributarie ed extratributarie, sono aumentate del 60%, mentre la spesa rimane su livelli costanti. “E’ una spesa che si è qualificata – ha commentato – sia sul fronte sociale, con impegni che hanno raggiunto il 98% degli stanziamenti definitivi, sia sulla strategia territoriale, in particolare il trasporto pubblico, con impegni pari al 50% degli stanziamenti. Il saldo finanziario negativo di 620 milioni è dovuto esclusivamente al Fondo pluriennale vincolato, pari a 489 milioni, al netto del quale il risultato sarebbe migliore dell’anno precedente”.

“Rifiutiamo la narrazione del ‘tutto va bene’. E’ inaccettabile - ha replicato Giacomo Giannarelli (M5S) – I dati ci dicono: saldo finanziario negativo per 720 milioni di euro; disavanzo sostanziale di 3 miliardi e 500 milioni di euro”.

“La nostra narrazione è quella della Corte dei conti, che, in sede di parifica, chiede alla Sezione regionale di controllo la dichiarazione di regolarità contabile - ha replicato l’assessore Vittorio Bugli – E’ la narrazione del massimo organismo di controllo, che ci riconosce di portare i conti alla luce del sole e mostrare le cose come stanno”. L’assessore ha osservato che quest’anno c’è stata una crescita del disavanzo di 794 milioni, dovuti all’iscrizione, sia in entrata che in uscita, di una voce straordinaria per i pagamenti veloci alle aziende per 649 milioni. Il disavanzo reale è di circa 145 milioni. Il pagamento delle opere o investimenti è stato fatto cash, senza fare mutui, ed è pari a 322 milioni, che per il rendiconto finanziario determinano un disavanzo. Un mutuo avrebbe determinato circa 90 milioni di interessi. Bugli ha precisato che sulle partecipate resta qualcosa da fare, ad esempio nelle terme e nella logistica, ma occorre analizzarne una per una. “Fidi Toscana, in periodo di crisi, ha erogato garanzie per 1 miliardo e 300 milioni, con un finanziamento regionale di 100 milioni – ha rilevato – Un moltiplicatore 13 non esiste in questo settore. Certo che deve stare in equilibrio, ma di questo dobbiamo tenere conto”.

Il Consiglio, con votazione analoga, ha approvato anche l’assestamento del bilancio di previsione 2016-2018. Si tratta di un atto squisitamente tecnico, che prende atto dei risultati del rendiconto.

 

Consiglio: approvata la legge di manutenzione 2016

Con ventitré voti a favore e dodici contrari, il Consiglio regionale ha approvato la legge di manutenzione dell’ordinamento regionale 2016, prevista dalla disciplina regionale sulla qualità della formazione.

Il presidente della commissione Affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd), illustrando il testo, ha precisato che la legge di manutenzione annuale interviene sull’ordinamento regionale per correggere errori materiali o imprecisioni, per adeguare i rinvii interni ed esterni, per l’inserimento di contenuti obbligatori introdotti da disposizioni comunitarie, statali o regionali, per l’adeguamento alle sentenze della Corte di Giustizia europea, della Corte europea dei diritti dell’uomo, della Corte costituzionale e l’interpretazione autentica delle disposizioni regionali. Lo spettro delle materie interessate dall’intervento legislativo è quanto mai ampio: si va dalla  programmazione e bilancio alla sanità e coesione sociale, dall’istruzione e formazione professionale ai trasporti e infrastrutture, dall’ambiente all’organizzazione del personale.

Fra i vari argomenti trattati segnaliamo l’esenzione dal pagamento del bollo auto estesa ai locatari dei veicoli. Le nuove norme statali prevedono infatti che, a decorrere dal 1° gennaio 2016, devono pagare la tassa automobilistica non solo i proprietari, affittuari  o acquirenti con patto di riservato dominio, ma anche gli utilizzatori, locatari. Di conseguenza è stato necessario prevedere che il diritto all’esenzione del pagamento spetti anche ai soggetti che utilizzano i veicoli in qualità di locatari.

Le competenze comunali sull’assistenza farmaceutica si ampliano. Sarà il Comune ad autorizzare la vendita on line dei medicinali per l’uomo senza prescrizione medica.

Per evitare pronunciamenti di incostituzionalità, si interviene anche sulla disciplina degli scarichi,  chiarendo che gli interventi da pianificare e realizzare, cui è legato il rilascio delle autorizzazioni provvisorie, consistono nell’adeguamento, potenziamento o sostituzione dei sistemi di depurazione in essere e delle infrastrutture ad essi connesse.

“Nelle due sedute della commissione abbiamo analizzato i rilievi mossi dalle altre commissioni e dalla scheda di legittimità sul carattere manutentivo o meno di alcuni articoli – ha sottolineato il presidente – Dove possibile abbiamo corretto la formulazione. Il testo che portiamo in aula è parzialmente diverso dal testo originario”.

“Abbiamo assistito ad un confronto, a tratti abbastanza teso, fra gli uffici legislativi di Giunta e Consiglio – ha rilevato Enrico Cantone (M5S)

In alcuni casi l’intervento non è puramente manutentivo e ci sono segnalazioni degli uffici di una possibile violazione di profili costituzionali. Per questo votiamo contro”.

 

Casa: approvate modalità utilizzo fondo Erp

Via libera a maggioranza alla delibera di giunta sulle modalità di utilizzo, da parte dei Comuni associati in ambito Lode (Livello ottimale d’esercizio d’ambito), delle risorse accantonate nel fondo sociale regionale Erp (Edilizia residenziale pubblica) destinato, fra l’altro, al ripristino di alloggi sfitti non aventi i requisiti per la riassegnazione. L’Aula di palazzo di Panciatichi ha approvato l’atto nel corso della seduta di ieri, martedì 2 agosto.

La delibera stabilisce che l’accesso alle risorse del fondo è consentito ai Comuni in forma associata in ambito Lode, tramite il soggetto gestore, a seguito della stipula di un apposito accordo di programma fra Regione e Comune capofila del Livello ottimale in rappresentanza dei comuni associati; le risorse sono destinate al ripristino di alloggi di risulta al fine da consentirne la rapida riassegnazione; l’utilizzo dei fondi è comunque subordinato all’autorizzazione regionale.

 

Modificata legge ufficio stampa

Via libera a maggioranza (26 voti a favore e 5 contrari) alle nuove disposizioni per l’ufficio stampa del Consiglio regionale. Sul testo, proposto dall’Ufficio di presidenza, hanno votato a favore i gruppi Pd, Lega, FdI e Fi. Contrari Movimento 5 stelle e Sì – Toscana a sinistra che avevano presentato emendamenti, tutti respinti. Quelli proposti da Sì portavano la firma anche del portavoce dell’opposizione, Claudio Borghi.

Le nuove disposizioni stabiliscono che l’incarico di capoufficio stampa possa essere conferito, mediante apposita selezione pubblica, anche a un giornalista professionista esterno all’amministrazione regionale. Viene inoltre prevista la possibilità di coprire il trenta per cento della dotazione organica con incarichi a tempo determinato, conferiti a giornalisti esterni all’amministrazione regionale, individuati sempre mediante selezione.

 

Uncem: mozione chiede verifica su finanziamenti erogati 

Approvata una mozione, primo firmatario Giovanni Donzelli (FdI), sui mancati pagamenti da parte di Uncem a due aziende coinvolte nella realizzazione del progetto Regione Toscana-Uncem ‘Cartografia 1:2.000 in aree urbane di Comuni montani”.

La mozione, emendata in premessa su proposta del Pd, richiama la nuova fase iniziata ad Uncem Toscana, con nuovi vertici associativi e con il riferimento all’integrazione in atto con Anci, grazie alla quale si è avviata “una riorganizzazione della struttura a cui diamo fiducia per la risoluzione di questa e altre questioni rimaste aperte”.

L’atto votato dall’aula impegna il presidente della Giunta regionale ad “attivarsi in tutte le sedi competenti per segnalare possibili illeciti commessi”; a verificare come sono stati spesi i finanziamenti erogati dalla Regione Toscana a Uncem; a verificare “la possibilità di tornare in possesso delle cifre concesse e spese da Uncem per motivi diversi da quelli per cui sono state erogate”.

La mozione muove dalla ricostruzione della convenzione tra Regione Toscana –Uncem per la realizzazione della “base Informativa geografica regionale e dell’infrastruttura geografica 2009-2010”, convenzione finanziata complessivamente con 347mila e 500 euro. A questa convenzione segue, nel 2012, il piano operativo delle attività di Uncem ove figura il progetto coordinato Regione-Uncem per la realizzazione di ‘Cartografia 1:2.000 in aree urbane di Comuni montani’. Nella realizzazione del progetto, si legge in narrativa, vengono coinvolte due aziende. Il 7 luglio scorso, all’interrogazione di Donzelli proprio sui pagamenti alle aziende coinvolte nella realizzazione de progetto ‘Cartografia’, l’assessore Ceccarelli risponde: “Ad oggi non sono pervenute riportistiche periodiche di rendicontazione e non risultano pagamenti effettuati da Uncem”. Ancora, Ceccarelli conferma che sono partiti solleciti per la rendicontazione finale, fino al “sollecito formale” del 27 giugno da parte del Settore Sistema Informativo Territoriale e Ambientale della Direzione urbanistica e Tutela del paesaggio, per una “completa rendicontazione delle spese sostenute, in base alla quale saranno valutate eventuali ulteriori azioni di intervento”.

La mozione esplicita che le aziende coinvolte nella realizzazione del progetto “sono state contattate e si è verificato che realmente esse non hanno ricevuto alcun pagamento per il lavoro svolto correttamente, che era stato invece commissionato e pagato tempestivamente dalla Regione a Uncem”. L’avvocato che rappresenta le aziende, si legge nel testo approvato, ha dichiarato che nel frattempo è stato richiesto un decreto ingiuntivo, “concesso recentemente dal Tribunale di Firenze in via provvisoria esecutiva: ai 241mila euro dovranno essere aggiunti gli interessi e altre spese” sostenute per arrivare a questo punto.

 

Mostra Arteè dal 4 agosto

Giovedì 4 agosto, ore 17, nella Sala delle Collezioni di Palazzo Bastogi, una delle sedi del Consiglio regionale della Toscana, verrà inaugurata la mostra “Arteè”, nella quale esporranno numerosi artisti. A presenziare l’inaugurazione della mostra sarà il presidente del Consiglio toscano, Eugenio Giani, che interverrà assieme ai critici d’arte Carmelina Rotundo e Michael Musone. Saranno inoltre presenti gli artisti Umberto Allori, Pierluigi Armiento, Lilly Brogi, Gino Broletti Gibro, Matilde Calamai, Nicola Giusfredi, Loris Manasia, Daniele Meniucucci, Filip Anton Mihail e George Paul Mihail.

 

Via libera alla mozione sui diversamente abili

Via libera all’unanimità, da parte del Consiglio regionale, a una mozione sull’integrazione lavorativa delle persone disabili. A presentarla sono stati i consiglieri Marco Stella di Forza Italia e Tommaso Fattori di Sì Toscana a Sinistra. Il testo, emendato, impegna la Giunta toscana a prendere atto della “necessità di attivarsi per aumentare i livelli di integrazione lavorativa delle persone con disabilità”. La mozione chiede inoltre alla Giunta di continuare a promuovere e sostenere “l’attività delle associazioni toscane che si occupano dell’inserimento lavorativo dei disabili”.

 

Novità sulla legge sulla caccia

I comitati di gestione degli Ambiti territoriali di caccia (Atc), nominati ai sensi della legge regionale del 2014, svolgeranno funzioni commissariali per le attività gestionali, con riferimento a ciascuno dei sottoambiti ricadenti nel territorio di competenza. E’ quanto prevede una legge approvata dal Consiglio regionale con 23 voti a favore e 9 contrari.

Il presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Gianni Anselmi (Pd), illustrando il testo, ha parlato di un “intervento puntuale di correzione” alla legge regionale approvata lo scorso 28 giugno in materia di Ambiti territoriali di caccia, dopo che una sentenza della Corte costituzionale chiedeva in sostanza alla Regione di rivederne i perimetri, riconducendoli ad una dimensione sub provinciale.
“Ci siamo posti il problema – ha affermato Anselmi - di garantire la operatività degli Atc, prorogandone la funzionalità e prevedendo la loro riperimetrazione entro la fine dell’anno”.
E’ bene precisare che gli Atc sono strutture associative di diritto privato, senza scopo di lucro, con funzioni di sorveglianza e miglioramento dell’ambiente naturale nel rispetto delle colture agricole. Al loro interno la legge regionale introduce i sottoambiti di residenza, che non hanno autonomia gestionale, ma tuttavia permettono l’attività venatoria anticipata ai cacciatori toscani.

La correzione si è resa necessaria dopo la “raccomandazione” arrivata alla Giunta toscana lo scorso 21 luglio dal Ministero delle Politiche agricole, che ha appunto chiesto la previsione di una gestione separata dei sottoambiti.

“Si conferma fino alla riforma la perimetrazione degli ambiti così come decisa nel 2014 – ha sintetizzato il presidente Anselmi - Nelle more della riforma si danno i poteri commissariali agli organi degli Atc, che si ritengono correttamente insediati, con riferimento a ciascuno dei sottoambiti dei territori di competenza”.

“Le Giunte che sono intervenute in materia di caccia negli ultimi anni si sono viste bocciare le loro leggi con una certa regolarità – ha affermato Tommaso Fattori (Sì - Toscana a sinistra) – A mio parere questo è il frutto di una certa ansia di compiacere le spinte più oltranziste delle associazioni venatorie”. Secondo Fattori la Corte costituzionale ha semplicemente ribadito quanto contenuto in legge, cioè che gli ambiti territoriali di caccia non possono avere dimensioni eccessive, perché solo la dimensione ridotta garantisce un’equilibrata distribuzione dei cacciatori sul territorio.

La vicepresidente della commissione, Irene Galletti (M5S), ha parlato di “una lunga serie di pastrocchi e di toppe, nati dalla riforma del 2014, per non volere tenere conto delle leggi nazionali”. “C’è errore nell’errore. Si vuole portare avanti, fino alla fine dell’anno, uno stato di illegittimità, con Atc che non andavano mai accorpate - ha aggiunto Galletti – Parlate di gestioni commissariali di funzioni, perché non potevate commissariare ciò che è stato dichiarato illegittimo”. A suo giudizio poteva essere fatto qualcosa di meglio, solo se ci fosse stato un confronto.

“E’ una toppa su una toppa, che non affronta il problema alla radice - ha affermato Roberto Salvini (LN)  - Rimangono intatti gli stessi Atc, anche se commissariati. Con un giro di nomine si gestisce ‘la seconda Atc’. Ma la legge è ancora impugnabile”.

Secondo Stefano Mugnai (FI) “l’incapacità d’ascolto produce danni”. A suo parere “le toppe non migliorano l’ordito di un tessuto, ma lo peggiorano”. “Meglio fermarsi un attimo a riflettere – ha aggiunto - Incaponirsi su provvedimenti illegittimi espone a pentimenti tardivi”.

“Confermo di essere un ‘giurista di strada’, ma non ho sentito un solo intervento che abbia proposto qualcosa” ha replicato il capogruppo Pd Leonardo Marras, firmatario della proposta di legge. A suo giudizio, il testo rafforza la scelta fatta un mese fa di andare avanti così, per poi definire il nuovo assetto. “C’è la necessità di ancorare questo periodo transitorio a qualcosa di più forte, cioè al carattere straordinario e temporaneo di un commissariamento - ha osservato - E’ necessario riflettere sulle dimensioni dell’ambito. A mio parere deve essere adeguatamente strutturato, con una separazione tra organo di indirizzo e organo di gestione”. Marras ha infine osservato che sollevare in Consiglio solo questioni di legittimità “significa o avere un pregiudizio insormontabile o assenza insormontabile di idee”.

“Eravate sicuri di aver stretto un accordo con il Governo, che invece ha fatto ricorso. Da allora non siete stati più in grado di gestire la cosa – ha dichiarato Giovanni Donzelli (FdI)- Era nata male e prosegue peggio. Non potete accusare le opposizioni di non avere cultura di governo”. A suo parere gli Atc sono centri di spesa, che gestiscono il denaro, anche pubblico, in modo non sempre trasparente ed efficiente.

L’assessore Marco Remaschi ha puntualizzato che in questa legislatura non ci sono atti impugnati. La sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una legge votata all’unanimità dal Consiglio regionale, ripristinando diciannove ambiti di caccia. “A fine giugno abbiamo fatto una proposta transitoria – ha affermato l’assessore - Nel quadro della normale collaborazione istituzionale fra amministrazioni pubbliche, dal Ministero sono arrivati alcuni suggerimenti, per evitare problemi sugli atti amministrativi. I comitati di gestione sono legittimi e devono svolgere le gestioni commissariali per i sotto ambiti”.

“Ho sentito argomentazioni che non voglio tacciare di formalismo notarile, con tutto il rispetto della categoria, ma che di fatto sono un modo per distogliere l’attenzione dalla sostanza dei problemi” ha dichiarato il presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Gianni Anselmi (Pd), secondo il quale non sono state avanzate proposte alternative. “Mi meraviglia sentire dubitare della qualità del lavoro degli uffici regionali, della loro terzietà – ha commentato -Personalmente non penserei mai che ci sono pezzi dello stato collaterali con movimenti politici, men che meno lo direi in un’aula elettiva. Questa è l’anticamera della distruzione della pubblica amministrazione e non ci sarà una politica, di qualunque colore essa sia, che possa compensare questa distruzione; ci se ne deve assumere la responsabilità e non solo in sede politica”.

“C’era la volontà di discutere sugli ambiti – ha detto Tommaso Fattori (Sì) – Sono state fatte scelte diverse. Sarebbe stato meglio affrontare subito quella discussione”.

“Ci è stato detto che entro novembre avremmo affrontato il piano faunistico venatorio e quindi disegnato di nuovo le Atc” ha dichiarato Roberto Salvini, annunciando il voto contrario.

Diversamente abili, mozione chiede aumento livelli di integrazione

Via libera all’unanimità, da parte del Consiglio regionale, a una mozione sull’integrazione lavorativa delle persone disabili. A presentarla sono stati i consiglieri Marco Stella di Forza Italia e Tommaso Fattori di Sì Toscana a Sinistra. Il testo, emendato, impegna la Giunta toscana a prendere atto della “necessità di attivarsi per aumentare i livelli di integrazione lavorativa delle persone con disabilità”. La mozione chiede inoltre alla Giunta di continuare a promuovere e sostenere “l’attività delle associazioni toscane che si occupano dell’inserimento lavorativo dei disabili”.

Nuovi vigneti: ampliare superfici da destinare a viticoltura

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione in merito all’assegnazione dei vigneti alle aziende agricole toscane, a firma Marco Stella (Forza Italia), Fiammetta Capirossi e Gianni Anselmi (Pd). “Nel dibattito che si è avviato in vista della parziale liberalizzazione del settore vitivinicolo europeo, prevista da gennaio 2016, Coldiretti, Fedagri-Confcooperative hanno espresso, a livello nazionale, timori verso il rischio di perdita di quote di mercato a beneficio di produttori del Nord e dell’Est Europa”, ha spiegato Fiammetta Capirossi nell’illustrazione in aula. “Il mercato del vino – ha aggiunto la consigliera – rappresenta un settore trainante soprattutto per la Toscana, con un export che è cresciuto negli ultimi anni, creando un enorme indotto economico e promuovendo il made in Tuscany in tutto il mondo”. Le richieste di impianto di nuovi vigneti “sono in Toscana cinque volte superiori alla disponibilità: su un totale di 787 domande per 2mila 753 ettari, la Regione potrà assegnare appena 581 ettari, soddisfacendo così appena il 21,1 per cento di quanto richiesto dalle aziende agricole”. L’occasione di nuovi investimenti “non si può non cogliere”. Di qui, l’impegno richiesto alla Giunta regionale affinché vengano ampliate “le superfici da assegnare per la viticoltura, favorendo così non solo nuovi investimenti, ma anche la promozione dei nostri prodotti in tutto il mondo”. La Giunta dovrà proseguire “il lavoro di tutela del settore agricolo della viticoltura, con particolare attenzione alla sua grande valenza paesaggistica e ambientale” e attivarsi “per valorizzare le capacità e le opportunità di investimento nel settore, nella costante ricerca di un equilibrio virtuoso tra produzione e qualità”. Voto favorevole annunciato da Andrea Quartini a nome del Movimento 5 stelle, con una specificazione personale: “Quando si parla dell’aspetto qualitativo dei vini, ci si dimentica spesso che si tratta pur sempre di bevande alcoliche, che creano danni alla salute. Dare segnali in questo senso sarebbe importante”. Di qui la raccomandazione, rivolta alla Regione, “perché continui ad impegnarsi nell’azione di prevenzione dei problemi correlati al consumo di alcolici”.

Riforma camerale, mozione chiede impegno per rinvio e confronto

La Giunta regionale è impegnata ad attivarsi nei confronti del governo nazionale, affinché rinvii l’approvazione del provvedimento di riforma del sistema camerale per un tempo utile “a consentire un confronto tra le parti sociali” e per giungere alla redazione di un testo che “preveda la salvaguardia complessiva del sistema camerale, delle sue attuali funzioni e di tutto il suo personale attualmente occupato a vario titolo”. Lo prevede una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale – “In merito alla prevista riforma del sistema camerale” -, firmata dai consiglieri di Si Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, e dalla consigliera M5S Irene Galletti.

Il testo impegna la Giunta regionale anche a “riconvocare tempestivamente il tavolo con le parti sociali già attivato a febbraio 2016, per valutare l’impatto del nuovo testo del decreto legislativo sui servizi territoriali e l’occupazione”.

La mozione prende le mosse dalla presentazione, nei giorni scorsi, della bozza di Decreto legislativo di riforma del sistema camerale, allegata a un documento della presidenza del Consiglio dei ministri. Secondo il testo approvato dall’aula del Consiglio regionale, la bozza da una parte ricorda quella già diffusa a gennaio e “già oggetto di mobilitazione e assemblee da parte del personale camerale”; dall’altra appare “per alcuni aspetti più punitiva nei confronti dell’assetto delle Camere di commercio”.

La mozione considera che già a luglio si sono tenute nel territorio toscano una serie di assemblee del personale del sistema camerale delle diverse circoscrizioni. Tali assemblee hanno ora preso atto del testo circolato ieri e allegato ad un atto della presidenza del Consiglio, chiedendo un confronto in merito “prima della sua approvazione, minacciando in caso contrario ogni forma di lotta e mobilitazione idonea a tal fine”.

Fondazione Sistema Toscana: via libera a nuovo assetto

Via libera a maggioranza alle modifiche al Testo unico in materia di beni, istituti e attività culturali nella parte relativa alla Fondazione Sistema Toscana. La Fondazione, senza fine di lucro, ha lo scopo di promuovere il sistema regionale con strumenti di comunicazione multimediale integrata. Sul piano formale ed organizzativo è un ente di diritto privato. Scopo delle modifiche è inserirla in modo più organico nell’articolazione del sistema regionale. Alla luce delle novità, difatti, la Fondazione diverrà a tutti gli effetti un organo in-house della Regione Toscana. Ma le modifiche ridefiniscono anche i ruoli di Giunta e Consiglio rispetto alla Fondazione, rafforzando quello del Consiglio regionale. Anche l’Assemblea toscana, infatti, potrà intervenire sugli atti di indirizzo e sugli organi di governo della Fondazione, mentre quelli di controllo continueranno ad essere nominati dalla Giunta.
Ad illustrare in Aula consiliare la proposta di legge è stato Gianni Anselmi, Pd, presidente della Seconda commissione, il quale ha evidenziato che “con la legge si dà il via a una modifica statutaria della Fondazione” e ha evidenziato che “questo atto prevede la riconduzione della Fondazione al ruolo in-house e ridetermina il ruolo del Consiglio toscano”.
Irene Galletti, M5s, ha sottolineato che “la proposta è stata inserita all’ultimo momento senza che si siano potuti fare gli adeguati approfondimenti”. La Galletti, tuttavia, ha precisato di “apprezzare che ci sono stati tentativi di miglioramento” e il fatto che “questi interventi rendono una certa dignità al Consiglio e alle commissioni”. Con tutto ciò, ha precisato la Galletti, “siamo contrari alla proposta di legge perché contrari al ruolo di questa Fondazione”. Secondo la Galletti, infatti, Toscana Promozione e Fondazione Sistema Toscana rappresentano per certi versi un doppione.
Marco Stella, Forza Italia, ha affermato che “quello di Fondazione Sistema Toscana è un mondo complesso” e che “la proposta di legge ci vede favorevoli perché riporta all’interno del dibattito la questione della programmazione delle attività e del lavoro”. Tuttavia Stella ha precisato che “non abbiamo una buona idea della Fondazione perché il lavoro fatto fino ad oggi non è stato all’altezza dei compiti, specie per quanto riguarda la produzione dei film”. E ha annunciato il voto di astensione.
Gabriele Bianchi, M5s, ha affermato il voto contrario alla proposta di legge e ha aggiunto:: “Questa è una di quelle fondazioni che andrebbero proprio eliminate, radicalmente” anche perché “la Regione versa ogni anno 6 milioni e 280 mila euro a questa Fondazione” per scopi che, in alcuni casi, “dovrebbero essere svolti dalla politica”. Per quanto riguarda i progetti e gli eventi, ha detto Bianchi, “la Fondazione dovrebbe trarre i propri guadagni dalle attività che fa”.
Di diverso parere Leonardo Marras, capogruppo Pd, secondo cui “Fondazione Sistema Toscana è stata una intuizione che non può essere disconosciuta” e “ha prodotto l’innovazione che serviva rispetto alla tradizionale promozione turistica della Toscana”. Marras, che ha invitato a vedere la Regione come soggetto unitario, ha quindi detto che di voler “rafforzare il consenso alla proposta di legge e allo statuto della Fondazione”.
Critico è stato invece Giacomo Giannarelli, M5s, che ha evidenziato che “il sistema non funziona”. Giannarelli ha tra l’altro affermato che “il sito Intoscana.it promosso dalla Fondazione, oggi, non è neppure tra i primi cinquecento siti internet italiani”.
Anche per Roberto Salvini, Lega Nord, “il sistema non funziona” ed anzi “va rivisto completamente”. Quello che manca, secondo Salvini, “è l’indirizzo”. Il consigliere leghista ha detto che “occorre propagandare il più possibile le nostre eccellenze verso il maggior numero di Paesi del mondo” e che “questo dovrebbe fare il sistema toscano e invece non lo fa”. Salvini ha preannunciato l’astensione della Lega.
Anche Tommaso Fattori, Sì Toscana a Sinistra, ha annunciato il voto di astensione. Fattori ha tuttavia sottolineato che “dovevamo avere più tempo” e che “solo in casi estremi è possibile arrivare in Aula così come è accaduto oggi, senza una reale possibilità di confronto preventivo”. Nel merito, invece, ha detto di “essere d’accordo sul fatto che si stia andando verso il ruolo dell’in-house” ma rimane il fatto, ha concluso, del coinvolgimento “specie dei gruppi piccoli” che “non è un fatto accessorio ma è sostanza del processo democratico”.
L’assessore Monica Barni, vicepresidente della Giunta con delega alla Cultura e alla Ricerca, ha sottolineato che “la scelta dell’in-house ha il compito di potenziare il ruolo della Regione”. L’obiettivo, ha precisato, è quello di “raggiungere una razionalizzazione dell’azione regionale”. E ha chiarito: “Abbiamo pensato di caratterizzare questo rapporto anche con puntuali forme di controllo”. Secondo la Barni, la Regione Toscana ha un buon sistema di comunicazione e promozione dell’immagine.
In sede di dichiarazione di voto, annunciando l’astensione, Giovanni Donzelli, FdI, ha espresso critiche alla vicepresidente Barni sostenendo che la Toscana non è comunicata e promossa in modo adeguato.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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