Dirigente Asl in assemblea per il sì al referendum. Petraglia e Sarti (Sinistra Italiana) chiedono le dimissioni

Alessia Petraglia
Alessia Petraglia

Siamo stupefatti della sfrontatezza con la quale il Pd utilizzi ruoli e personale istituzionale


Leggiamo su “La Nazione” dell’assemblea convocata con un selezionato gruppo di operatori della sanità per sostenere il sì al referendum. Un’assemblea organizzata non dal Pd ma seguendo i consigli, ed i nominativi, di una dirigente della Asl, la dottoressa Calamai. Un comportamento inqualificabile, inaccettabile, degno di anni bui, quando la sanità era il sistema del consenso in tante parte d’Italia. Temiamo che il Pd abbia ormai preso tutti i vizi della vecchia politica, cercando invece di presentarsi come il “nuovo”: è solo il vecchio che cambia nome.

Siamo stupefatti della sfrontatezza con la quale il Pd utilizzi ruoli e personale istituzionale per i suoi fini politici. D’altra parte, la paura di non riuscire - come noi siamo certi - a far passare il referendum costituzionale li porta ad utilizzare qualunque mezzo, dall’occupazione delle tv all’uso smodato di risorse economiche che nessun altro partito in Italia può permettersi. Ma non gli basteranno.
Quanto successo a Firenze è un fatto però ancora più grave: dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, il condizionamento politico della sanità toscana, usata come braccio armato del consenso. E non stupisce che dietro a questo evento ci siano due esponenti del Pd che da sempre parlano di innovazione e qualità, ma puntano sempre di più alla privatizzazione del settore: il deputato Federico Gelli e l’assessore regionale Stefania Saccardi.

Per riparare al grave danno fatto, ora la dottoressa Calamai organizzi un evento anche per promuovere il no: sarebbe il minimo di “par condicio”. Ma non si preoccupi di selezionare, come ha fatto per il Pd, gli inviti: il nostro evento sarebbe aperto a tutti. Noi non abbiamo paura di confrontarci nel merito, non abbiamo bisogno di organizzare conventicole. Sono chiare le ragioni del no ad una riforma brutta, pericolosa, antidemocratica. Ma un secondo dopo aver organizzato questo evento, la dottoressa Calamai si dimetta, come peraltro abbiamo come Sinistra Italiana già chiesto in Consiglio regionale. Chi ha ruolo da dirigente nella pubblica amministrazione è garante di tutti, deve tener separato il ruolo pubblico da quello politico. Chiediamo le dimissioni della dottoressa Calamai, e presenteremo una interrogazione parlamentare come Sinistra Italiana”.

Lo dichiarano Alessia Petraglia, senatrice di Sinistra Italiana, e Paolo Sarti, consigliere regionale di Sinistra Italiana

Fonte: Ufficio stampa

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