Re (Freccia 45) contro il Palio di Buti: "Un curriculum inquietante"

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"Ho appreso dai mezzi di informazione che dall’8 al 22 Gennaio a Buti (PT) sono in corso le iniziative per la celebrazione del Palio delle Contrade http://www.sagretoscane.com/feste/pi/buti/palio-di-buti.html “Nella piccola cittadina toscana una serie di eventi tradizionali culminerà con la sfida tra i fantini delle sette antiche contrade. (…) La giornata clou sarà domenica 22 gennaio: alle 9:45 si terrà una rievocazione storica con sfilata folkloristica e a seguire ci saranno la Benedizione dei cavalli e l'Investitura dei Fantini, mentre alle 14:00 si correrà il Palio delle Contrade di Buti lungo la strada principale del paese.”
Il Comune di Buti promuove l’evento sul suo sito web http://www.comune.buti.pi.it/page.php?id=582 “Il Palio di Buti è una manifestazione folkloristica incentrata su una corsa di cavalli condotti da fantini che, rappresentando le sette contrade in cui è suddiviso il paese, si sfidano in una gara (…). Il Palio di Buti affonda le sue radici nel XVII secolo, quando la benedizione delle stalle e dei cavalli del paese avveniva il giorno di San Antonio Abate protettore degli animali. (…) Il primo palio tra Contrade fu nel 1961 (…) Oggi si corre il Palio delle Contrade a Gennaio, nella Domenica che segue il 17 , festa di Sant'Antonio Abate (…) Dopo la Santa Messa dei Cavallai, alle prime ore della Domenica, nelle Contrade e nelle tante osterie del borgo è usanza ritrovarci per la tradizionale trippata. (…) Il tracciato interrato e adeguatamente protetto, di circa 750 m. , presenta due leggere curve sul primo tratto e un'ultima curva, prima della dirittura in leggera salita. (..) I vincitori delle tre batterie disputano la finale . In tutto sono quattro corse ognuna di tre cavalli . (…)”
Il Palio di Buti ha un curriculum inquietante. Nel 1986 viene ferito da ignoti il cavallo dell'Ascensione, che non può correre; nel 1987 viene abbattuto il cavallo de La Croce; nel 1988 si assiste alla caduta di tre cavalli nella curva del peso; nel 2004 muore il cavallo Guerrazzi https://www.youtube.com/watch?v=0335spWZG1c ; nel 2007 alla curva del peso c'è un contatto tra due cavalli: muore Guffanti che nella caduta coinvolge alcuni spettatori tra cui due disabili https://www.youtube.com/watch?v=JcstQkausZw ; nel 2011 i fantini provocano molte false partenze finché arriva il buio e il mossiere non riesce a trovare un allineamento valido per concludere il Palio così il Sindaco dichiara che il Palio non darà un proprio vincitore, gettando nello sconforto un intero paese; nel 2016 muore Golden Dawn, ultima vittima di questo macabro rito butesehttps://www.youtube.com/watch?v=hyeTFsc1MF0
D’altra parte, che cosa sarà mai il caso di Buti? A Siena sono morti 50 cavalli dal 1970 a oggi; ad Asti ne sono morti 15 dal 1977 a oggi. E poi ci sono quelli di Acate, Belpasso, Bomarzo, Castel del Piano, Feltre, Ferrara, Floridia, Fucecchio, Oristano, Piazza Armerina, Perugia, Pistoia, Ronciglione, Savigno, Sedilo, Servigliano. I cavalli morti al palio fanno parte del gioco, ovviamente giocato sulla vita altrui.
Ho visto i video delle edizioni passate, soprattutto quelle in cui ci sono stati incidenti e ho provato sconcerto nel vedere tanta sofferenza: cavalli frustati, spronati, eccitati, spinti a correre una corsa insensata fatta di cadute rovinose e mortali nella cornice del fanatismo folcloristico popolare. E la corsa è solo la punta dell’iceberg di un sistema di sfruttamento che ha alla base un gran giro di soldi.
A capo dell’Amministrazione Comunale che promuove questo spettacolo c’è per il suo secondo mandato il che si dichiara astutamente uomo nonviolento citando una frase di Gandhi nella sua breve biografia sul sito web del Comunehttp://www.comune.buti.pi.it/page.php?id=183 : “Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? Una città, un paese, un mondo non violento?”
Gandhi è il profeta della nonviolenza e non avrebbe mai giustificato un simile trattamento ai cavalli, come non avrebbe massacrato animali per ricavarne una “trippata”. Gli animali non sono ingredienti e neppure fenomeni da baraccone da fare correre una Domenica di Gennaio per celebrare un santo.
La torta del palio accontenta ben tre amministratori: Matteo Parenti, Consigliere con delega a cultura e manifestazioni storiche, Francesco Baroni, Consigliere con delega ai rapporti con l'Associazione Palio delle Contrade e Giorgia Gremignai, Consigliere con delega al turismo.
Tralasciando questi amministratori ingolositi dalla notorietà che traggono da questo evento, invito Paola Spigai, Assessore all’istruzione e Francesca Di Bella, Assessore alle politiche sociali, insegnante presso la scuola dell´infanzia a impegnarsi in una politica educativa sui diritti degli animali, a partire da quelli dei cavalli della corsa, invitando le scuole di ogni ordine e grado a non incentivare la partecipazione delle scolaresche a spettacoli con animali che sono diseducativi, per nulla portatori di quei valori necessari per vivere in armonia col mondo animale. Oltre 650 psicologi hanno sottoscritto un documento di cui si è fatta promotrice Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, ipnositerapista e grafo analista, http://annamariamanzoni.blogspot.it/p/documento-psicologi.html in cui esprimono «motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di circhi, manifestazioni e spettacoli in cui vengono impropriamente impiegati animali. Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie. Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, possono essere veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, indurre al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolare lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.»
Domenica a Buti vedremo l’ennesimo esempio di ingiustizia con la benedizione della Chiesa a l’approvazione del Comune: sacro e profano trovano sempre un punto d’incontro quando si tratta di sfruttare gli animali".

Paola Re, Associazione Freccia 45

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