Palio de' Ciuchi a Cerbaia, insorgono gli animalisti

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Ho appreso dai mezzi di informazione che in località Cerbaia, nel comune di San Casciano Val di Pesa (FI) dal 1 al 25 Giugno sono in corso di svolgimento gli eventi in occasione del tradizionale Palio de' Ciuchi: la “giornata dell’arte”, la “giornata dello sport” , tennis, rally-o, calcio, pallavolo, pattinaggio, bici acrobatica, gara podistica, ginnastica ritmica, torneo di scherma, partita di calcio storico, torneo di calcetto delle contrade, mercatini, dimostrazione di agility dog, balli, junior masterchef, schiuma party, camminata notturna per adulti, esibizione della scuola di ballo, serata latina con animazione e balli di gruppo, dimostrazione di cannoni, burattini, giochi con tombola animata, guerra con l’acqua.

Domenica 25 Giugno si concluderanno i festeggiamenti con la sfilata storica per le vie del paese, musici e sbandieratori e saranno benedetti ciuchi e fantini in vista della corsa serale del Palio de' Ciuchi. La Chiesa non perde occasione per far sentire la sua presenza, come se la benedizione aiutasse gli asini a sopportare un simile sfruttamento. Il gran finale sarà allietato da fuochi d’artificio.

La gastronomia sarà rappresentata da “Marione e i trippai di Porta Romana” e dallo stand gastronomico. Tra le varie leccornie, spicca la grigliata con ciccia del Frittelli. Che dire? C’è da stupirsi che non mi mangi pure il ciuco.

Guardano i video di passate edizioni, quella del 2009 e quella del 2011 ho visto disgraziati animali correre forsennatamente per 4 interminabili minuti nel compiere un percorso che nessun asino compirebbe mai per sua volontà; fantini disarcionati nel tentativo di risalire sull’asino in corsa; il pubblico sugli spalti coinvolto in un’atmosfera da panem et circenses.

Quando si contestano corse di animali nei palii, la risposta che si ottiene è una giustificazione in nome della tradizione storica, non curandosi affatto del problema legato alla sofferenza e allo sfruttamento degli animali. San Casciano ha il diritto e l’onore di mantenere la tradizione del Palio ma lo faccia con giornate di studio, convegni, conferenze, proiezioni di film e documentari, mostre, laboratori didattici, giochi, sfilate in costume. Ci sono tante idee stimolanti per onorare una tradizione senza dovere per questo sfruttare gli animali. Ammiro l’impegno di artisti, musici, sbandieratori, figuranti: per loro lavorare è un diritto e in occasione della loro festa credo che sia anche un piacere mentre per gli asini è una schiavitù.

A Sala Biellese (BI), esiste Il Rifugio degli asinelli, un luogo che pare lontano anni luce da ciò che accade a San Casciano. In questa splendida oasi gli asini sono destinati alle coccole, a San Casciano sono destinati a essere un'attrazione in una corsa simbolo di un’arretratezza culturale che certe Amministrazioni Comunali hanno spazzato via.

A Venaria (TO) era in auge da parecchi anni la corsa degli asini al Palio dei Borghi e il Sindaco ha fatto ciò che si dovrebbe fare in ogni città che presenta questo genere di spettacolo: abolirlo.

Il Sindaco, confermato quanto era stato annunciato nel programma elettorale ha ribadito "il divieto su tutto il territorio comunale di qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico che contempli in maniera totale, oppure parziale, l'utilizzo di animali sia appartenenti a specie domestiche sia selvatiche". E aggiunge anche una citazione di Gandhi, "La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali".

Il Sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini è tutt’altro che gandhiano ma ama Umberto Saba: “ laureato in Lettere moderne (…) con una tesi incentrata sulla poesia di Umberto Saba;(…) Tra le passioni più grandi quelle per la poesia e la letteratura. Ama anche il cinema e l'enogastronomia; da qualche anno si appassiona di lirica.” Se il Sindaco ha fatto una tesi su Saba, conoscerà alcune sue liriche in cui il poeta manifesta una grande sensibilità verso gli animali, quella che lui non possiede, permettendo che i ciuchi siano trattati così.

Una serata iniziata male per gli asini, finisce peggio per molti altri animali. I fuochi d’artificio, pur offrendo uno spettacolo piacevole alla vista, sono deleteri per gli animali nei quali possono causare disorientamento, paura e angoscia fino ai casi più gravi di disperazione che li porta alla fuga. Se gli animali domestici hanno in un certo senso la "fortuna" di essere protetti dalle loro famiglie, quelli selvatici e acquatici no. Negli uccelli un botto può causare uno spavento tale da indurli a fuggire dai dormitori (alberi, siepi e tetti delle case), volando disorientati e impauriti: spesso urtano contro edifici e alberi rischiando di ferirsi e di morire e il loro udito può restare compromesso in maniera permanente. Gli animali acquatici sono colpiti in modo particolare quando lo spettacolo ha come scenario proprio l'ambiente acquatico: luci e suoni costituiscono un elemento disturbante del loro habitat. Gli animali degli allevamenti, purtroppo legati e ingabbiati, sbattono contro le gabbie e tentano di divincolarsi dalle catene invano.

Oltre a colpire gli animali, c’è un danno all’ambiente «(...) Il processo di fabbricazione dei fuochi d’artificio prevede l’utilizzo di centinaia di composti, che poi vengono rilasciati nell’aria e nel territorio. (…) si fa uso di troppe sostanze velenose ed inquinanti. (…) arsenico, antracene, tetracloruri, (…) alluminio, clorati vari, cloruro mercuroso, nitrati, ossalati, perossidi, solfati e solfuri, (…) filiera formata da piccoli aghi di metallo, (…) acido gallico, acido picnico, (…) solfati di rame, (…) ferro, carbone amorfo, (…) clorato di barite, (…) clorato di stronziana, (…) piombo. La maggior parte degli ingredienti descritti sono velenosi. (…)»

Invito l’Amministrazione Comunale di San Casciano a organizzare il Palio nel rispetto di tutti gli esseri umani e non umani.

Paola Re, consigliera Lega Italiana dei Diritti dell'Animale Firenze Onlus

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