Elicottero a bassa quota a San Miniato per un drone non autorizzato in volo notturno

Un drone (foto d'archivio)
Un drone (foto d'archivio)

Si è pensato in un primo momento della ricerca di una persona scomparsa. Poi di riprese Rai in notturna dall'alto. Ma in realtà l'elicottero che ha sorvolato i cieli di San Miniato nella serata di martedì 29 agosto, era dei carabinieri del comando provinciale di Pisa, uscito per un'esercitazione e chiamato nei pressi della Rocca per indagare su un drone in volo pare senza autorizzazione dell'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile).

Il mezzo aereo era in volo a una quota molto bassa sopra il centro storico e sui giardini Bucalossi, con i fari mobili in fase di ricerca. In tanti si sono accorti della sua presenza: chi era in casa ha sentito certamente il rumore, mentre chi era in strada per i Martedì del centro storico ha potuto vedere chiaramente la scena. Non tutti forse hanno potuto vedere anche il drone (caratterizzato da una lucina rossa) che 'sorvegliava' sopra la Rocca federiciana. Per cui le ipotesi inizialmente erano andate anche su un'ipotetico decollo di un elicottero Rai, dato che in mattinata una troupe era presente per delle riprese in città.

L'elicottero era in volo per tutt'altro motivo ma casualmente si è imbattuto nel drone che stava sorvolando la cittadina. "Compiamo queste esercitazioni anche in notturna - spiega il maggiore Giovanni Bartolacci del Comando Operativo della Compagnia di Pisa, che ha confermato la notizia -, è stato visto questo drone in volo e al proprietario è stato intimato di terminare le attività". Una volta che il drone è tornato a terra, l'elicottero è ripartito per concludere le operazioni.

Visto che non c'era modo di poter atterrare in sicurezza nel centro storico di San Miniato, i carabinieri non hanno proseguito con la denuncia e con le eventuali sanzioni. Nel caso in cui fossero partite le indagini, per il dronista sarebbero stati dolori: senza la dichiarazione dell'Enac "per le operazioni non critiche o senza adeguata autorizzazione nel caso di effettuazione di operazioni critiche/miste" l'articolo 1216 del codice civile prevede l'arresto fino a un anno o l'ammenda per oltre mille euro all'operatore e al pilota (per quest'ultimo la pena è ridotta di un terzo). Per chi è semza qualificazione o con certificazione scaduta c'è la reclusione da 1 a 5 anni (articolo 1117), poi se il drone è senza copertura assicurativa o con certificazione scaduta l'articolo 1234 la maxi sanzione va da 56.664 euro a 113.338 euro. Più lieve, per modo di dire, la sanzione per chi non ha la polizza assicurativa al seguito: da 16.999 euro a 33.999 euro.

Per il momento non si registrano applicazioni alla lettera di queste norme, che provengono dal codice della navigazione e sono state pensate dal legislatore inizialmente per velivoli di mole ben più grossa. A Forte dei Marmi ad esempio nel 2014 la polizia municipale ha solo intimato lo stop dei voli acrobatici al proprietario di uno di questi oggetti. Dall'altra parte però è indubbio che questi 'sistemi aeromobili a pilotaggio remoto' (chiamati Sapr, in gergo tecnico) senza autorizzazione Enac potrebbero interferire con la sicurezza dei trasporti civili, specialmente in notturna. Un rischio troppo grosso per quello che tanti considerano un giocattolo.

Elia Billero

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