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Bomarzo, una visita al Parco dei Mostri (interiori)

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“Voi che pel mondo gite errando vaghi di veder meraviglie alte et stupende venite qua, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi et draghi” recita una delle iscrizioni presenti nel parco tra i più misteriosi d’Italia: il “Parco dei Mostri" di Bomarzo.

Circa 3 ettari di bosco, su 3 piani, a latifoglie e conifere, dalle quali fanno capolino statue e sculture in basalto dai richiami mitologici e divini. Pier Francesco Orsini ne commissionò la progettazione al famoso architetto Pirro Ligorio (Villa d’Este di Tivoli) verso la metà del 1500 e lo dedicò poi alla memoria della moglie scomparsa. Il suo “Bosco Sacro” o “Villa delle Meraviglie” come egli stesso la definì, doveva essere un luogo per stupire i visitatori e stimolarli ad una ricerca più approfondita del sé, un percorso “iniziatico” da svolgersi attraverso una serie di enigmi, illusioni e incontri mostruosi lungo tutto il percorso.

Il visitatore non appena varcata la soglia si trova ad affrontare subito la prima prova: seguire il sentiero di sinistra, libero e ben visibile o quello di destra oscuro alla vista? Affrontata la tentazione di continuare  a condurre una vita schiavizzato dai tuoi stessi sensi, comincia a destra il tortuoso e sconosciuto percorso di scoperta del tuo vero “io”. Numerosi sono i conflitti interiori di cui dobbiamo liberarci ed ecco che il parco te li mette di fronte uno ad uno sotto forma di mostri e divinità dalle bramosie più sfrenate che ci conducono infine ad una singolare costruzione, la “Casa Pendente”. Fra queste quattro mura dall’aspetto familiare crederai di poterti rilassare, ma l’inclinazione dei suoi piani ti farà sperimentare un forte senso di vertigine. Il tuo equilibrio precario altro non è che il simbolo dello smarrimento originatosi dallo scontro tra il mondo materialista dal quale provieni e il Divino che si sta facendo largo dentro di te.

Ed è proprio questo che ci chiede continuamente il parco: attraverso i tre livelli in cui si sviluppa (simbolicamente il livello del corpo, quello dell’anima e quello dello spirito), ci chiede continuamente di perderci per poi ritrovaci ad un grado di consapevolezza superiore fino al completo raggiungimento o, meglio, ricongiungimento con la divinità che è in noi.

Questa ricerca dell’armonia interiore è perfettamente rappresentata dalla disposizione delle statue che, direttamente lavorate dal basalto locale, si integrano col paesaggio, dando spesso l’impressione di esserne un naturale prolungamento. Il modo in cui il parco si adagia ai piedi del Borgo medievale di Bomarzo concorre poi a guidare l’iniziato lungo il suo percorso, coadiuvato dalla presenza costante dell’acqua che, soprattutto in corrispondenza del primo livello del parco, aiuta con il suo fluire il processo di purificazione spirituale.

Cosa troverete in fondo al percorso ve lo lascio scoprire da soli.

Quel che è certo è che solo adesso saremo in grado di rispondere al quesito che la Sfinge ci pone all’ingresso: “Tu ch'entri qua pon mente parte a parte et dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte”.

Bomarzo-s

 

Ilaria Mancini

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