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Contratto della scuola, Petraglia (LeU): "Dieci anni di attesa per convincere il governo"

"Dopo dieci anni il Governo decide proprio oggi, a poche settimane dal voto, di firmare il contratto della scuola. Sarebbe una bella notizia, peccato che stiamo parlando ancora di cifre molto, ma molto, lontane da quelli che sono i livelli di retribuzione europea".

Così la senatrice Alessia Petraglia, candidata al Senato per Liberi e Uguali (Toscana1 e Veneto1) a proposito dell'annunciato rinnovo: "Gli stipendi degli insegnanti italiani, per il lavoro e le responsabilità continuano ad essere notevolmente al di sotto della media europea – aggiunge - Il Partito Democratico e la Ministra continuano a non dismettere la pessima pratica del bonus premiale: dei 200 milioni di euro per il merito solo 100 andranno direttamente negli stipendi, gli altri 100 andranno a contrattazione e serviranno per valutare i docenti e premiarli, mantenendo in vita l'idea della retribuzione come concessione più che diritto. Vorremmo inoltre sapere perché non sono stati utilizzati per gli aumenti salariali anche i famosi 500 euro per la formazione, che avrebbero contribuito a rendere le risorse stabili e strutturali anziché rischiare di farle scomparire con le prossime leggi di stabilità”.

“Siamo consapevoli che siamo nel Paese dove vige il principio 'meglio questo di niente', ma se scuola e istruzione rappresentano delle priorità allora bisogna essere conseguenti. Le fanfare del Pd – conclude la sen. Alessia Petraglia (LeU) - siano più caute perché il risultato ottenuto è minimo e gli effetti della pessima legge sulla scuola restano ancora tutti in vigore. Infine, restano irrisolti nodi importanti come il riconoscimento di diritti acquisiti dei tanti docenti precari, quali quelli dei diplomati magistrali che dopo anni di precariato rischiano di non avere più lavoro e senza un vero piano di stabilizzazioni che metta fine alla guerra tra gli ultimi.”

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