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Fulvio Mancuso e Loriana Bettini incontrano il Comitato No fusione Torrita di Siena-Montepulciano

Ieri, prima dell'inaugurazione della sede di Liberi e Uguali a Torrita di Siena, i candidati Fulvio Mancuso e Loriana Bettini hanno incontrato alcuni rappresentanti del Comitato "No fusione Torrita-Montepulciano". La prospettiva di creare un unico comune, sta creando enormi fratture all'interno della comunità.

“Abbiamo ascoltato le ragioni del Comitato e siamo giunti alla conclusione – sostengono i candidati di LeU – che quello della fusione è un percorso che a nostro parere andrebbe interrotto al più presto. E' una scelta calata dall'alto, slegata dagli interessi dell'intera comunità. Una fusione non farebbe altro che pesare sulle spalle degli stessi cittadini che si troverebbero a dover pagare più tasse e ad avere meno servizi, e a subirne le conseguenze sarà soprattutto il comune più piccolo, Torrita appunto. Gli stessi dati del Ministero dell'Interno certificano che un comune come Torrita, che si trova nella fascia di popolazione tra 5mila e 10mila abitanti, vedrebbe aumentare l'imposizione fiscale media pro-capite per i suoi residenti. Altro che razionalizzazione e benefici per i cittadini.

La prospettiva di un corrispettivo economico in seguito alla nascita del nuovo comune sembra solo l'ennesimo tentativo di utilizzare lo strumento economico per influenzare le scelte della popolazione residente, con promesse che non si è in grado di mantenere e comunque contro l’interesse primario di mantenere i più importanti presìdi della democrazia e del territorio: cioè i comuni, quelli peraltro più vicini ai cittadini.

Abbiamo già subìto gli effetti della riforma che avrebbe dovuto cancellare le province: una riforma sbagliata, pasticciata e dagli effetti devastanti. Una riforma priva di un meditato progetto di rivisitazione dell'architettura istituzionale dello Stato e delle sue articolazioni autonome; che ha lasciato questi enti in balia di se stessi e delle loro importanti competenze - strade, scuole, agricoltura, pianificazione strategica - senza più risorse e che ha soltanto indebolito le strutture democratiche di base del Paese segnando un altro pericoloso arretramento sul fronte del presidio e della tutela del territorio. Peraltro, dopo la sonora bocciatura del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il governo, proprio di recente, è stato costretto a rimettere in campo alcune risorse a beneficio delle province per cercare di fare argine, in modo tardivo e insufficiente, agli effetti dello smantellamento delle reti di manutenzione di alcuni servizi primari legati, appunto, alle strade e agli edifici scolastici.

Ecco, noi pensiamo che anche questa modalità, brutale e imposta dall'alto, che collega trasferimenti di risorse alla fusione di comuni e che dunque piega ad una logica istituzionale improvvisata il destino di intere comunità, della loro vita democratica di base e degli strumenti di piena cura e tutela del territorio, vada respinta. Nel contempo, è necessario restituire ai cittadini, a processi partecipativi, democratici e condivisi dal basso, la volontà di perseguire forme di collaborazione o di unione fra enti territoriali che, comunque, non possono essere il frutto di percorsi frettolosi e improvvisati.

Noi esprimiamo, dunque, tutto il nostro supporto al Comitato e auspichiamo che questo processo si interrompa al più presto. Il futuro di una comunità, il suo interesse collettivo, lo spirito democratico che anima la nostra Repubblica e la nostra Costituzione, la tutela del territorio, delle sue strutture sociali, ambientali, viarie e produttive, devono costituire sempre il faro e l'obiettivo da perseguire in contrapposizione a qualsiasi altra logica, peggio ancora se meramente politica o burocratica”.

 

Fonte: Liberi e Uguali

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