Un tavolo di crisi guidato dalla Regione per far fronte alle gravi difficoltà del settore dell’informazione, tutelare i livelli occupazionali e fornire strumenti di sostegno al pluralismo e alla qualità dell’informazione in Toscana.
Il Consiglio regionale approva con voto unanime una mozione, presentata dal presidente della commissione Sviluppo economico Gianni Anselmi (Pd) e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, sulla situazione occupazionale dei giornalisti nella nostra regione.
La mozione impegna la Giunta regionale ad attivarsi, assieme alle associazioni del settore, “per valutare la costituzione di un tavolo regionale”, per monitorare la situazione occupazionale dei giornalisti, a cominciare dalle vicende che vedono coinvolti il Corriere Fiorentino e Italia 7. L’intenzione è quella di dar vita a uno strumento in grado di “mettere in atto eventuali azioni tese a tutelare i livelli occupazionali e, di conseguenza, rafforzare la qualità e il pluralismo dell’informazione regionale”.
Il settore dell’informazione, si legge nella mozione, sta vivendo un momento di forte criticità dal punto di vista occupazionale, per il numero dei giornalisti impiegati, la qualità dei contratti e delle retribuzioni. “Il 65 per cento dei giornalisti iscritti all’ordine risulterebbero disoccupati, cassintegrati o, soprattutto, precari”. Si tratta di una crisi che è nazionale, con 2mila 700 posti di lavoro, il 15 per cento del totale, persi negli ultimi cinque anni, secondo i dati dell’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti, e che ha pesanti ricadute nella nostra regione. La mozione riporta le informazioni fornite dall’Associazione stampa toscana: i giornalisti che riscuotono l’assegno di disoccupazione sono 35, “mentre un numero più elevato riguarda i giornalisti che non usufruiscono più di tale sostegno, non hanno trovato una sistemazione stabile e sono costretti a vivere di collaborazioni precarie, spesso pagate da 3 a 10 euro ad articolo o notizia”. Dal 2012, hanno cessato le pubblicazioni il Giornale della Toscana, l’Unità, il Corriere di Firenze, il Firenze, il Corriere di maremma. In questa fase l’Ast sta seguendo altre situazioni di crisi aziendale, che riguardano il Corriere Fiorentino, dove si prevede un taglio del 20 per cento del personale, Italia 7, Antenna 5, Tele San Domenico, Toscana 24.
Anselmi (PD): “Qualità e pluralismo vanno garantite, siamo a fianco dei giornalisti toscani”
“Nei giorni scorsi abbiamo incontrato alcuni rappresentanti sindacali del Corriere Fiorentino e parlato con il sindacato regionale della stampa che ha tracciato un quadro generale del settore dell’informazione piuttosto preoccupante – spiega Gianni Anselmi, presidente della commissione Sviluppo economico e cultura –. Da qui la decisione di elaborare un documento che partendo proprio dalla vicenda del giornale fiorentino si estendesse alle altre vertenze aperte legate all’informazione, tra cui alcune già discusse in aula come ad esempio quella di Antenna 5 Empoli portata in Consiglio dal collega Sostegni, ma anche Italia 7, Tele San Domenico Arezzo, Toscana 24”.
Secondo quanto stimato dalle associazioni di rappresentanza del settore, circa il 65% dei giornalisti iscritti all'Ordine risulterebbero disoccupati, cassintegrati o, soprattutto, precari. secondo le stime dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), negli ultimi cinque anni sono andati persi in tutta Italia oltre 2.700 posti di lavoro strutturati nel settore, ovvero un calo complessivo di oltre il 15% del totale degli addetti. Se si prende l’arco temporale dell’ultimo quinquennio 2012-2017, la flessione del settore giornalistico risulta in controtendenza con il quadro complessivo nazionale, per il quale si è registrata, al contrario, una lieve ripresa del numero degli occupati. Si è passati, infatti, dai quasi 18 mila rapporti di lavoro giornalistico del 2012 ai circa 15 mila del 2017, mentre nello stesso periodo il totale dei lavoratori in Italia è complessivamente cresciuto dagli oltre 22 milioni del 2012 ai 23 milioni del 2017 (+1,51%). per quanto riguarda la Toscana i giornalisti che riscuotono l'assegno di disoccupazione sono circa 35, mentre un numero più elevato riguarda i giornalisti che non usufruiscono più di tale sostegno, non hanno trovato una sistemazione stabile e sono costretti a vivere di collaborazioni precarie, spesso pagate da 3 a 10 euro ad articolo o notizia.
“Ringrazio i colleghi anche degli altri gruppi politici che hanno deciso di condividere la mozione – prosegue Anselmi –, credo sia importante dare un segnale unitario e forte di sostegno ai giornalisti toscani chiedendo, insieme, alla giunta di valutare la possibilità di costituire un tavolo regionale per monitorare la situazione occupazionale e mettere in atto eventuali azioni necessarie a tutelare il lavoro e rafforzare, di conseguenza, la qualità e il pluralismo dell’informazione e dunque la democrazia”.