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Fine Ramadan, Falorni orgoglioso: "Sforzo della comunità per ridurre rumore nelle ore notturne"

Oggi, presso il Social Park di Viale Roosevelt, si è svolta la cerimonia di Al Fitr, che conclude il Ramadan, ovvero il mese di digiuno che i cittadini di fede islamica devono rispettare.

Il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni è andato in visita alla comunità islamica di Castelfiorentino in occasione della fine del Ramadan. La comunità castellana più corposa della Valdelsa è seconda per estensione dopo quella di Colle, contando circa 600 persone.

"Con la comunità islamica e con l'Associazione Multietnica che la rappresenta - spiega Falorni in un post su Facebook -, ho in corso un rapporto di dialogo che dura da quattro anni. A volte, lo ammetto, non stato tenero, nelle considerazioni che ho fatto con loro durante questo dialogo. Gli ho detto cose anche molto crude, che forse in un classico dialogo "politico" non sarebbero mai venute fuori. Ma non lo sono stato, perché penso che l'integrazione sia fatta soprattutto di un confronto franco e sincero. Io li considero castellani e miei amici, e fra amici non ci si parla con infingimenti, ma con spirito di verità. Gli ho fatto presente che alcuni comportamenti, e situazioni, non vanno a genio a tanti castellani, e che generano contrasti e malumore. E, come amici, ci siamo impegnati a lavorarci insieme. Abbiamo sancito questa collaborazione con un Patto, secondo quanto previsto dal lavoro del ministro Minniti: siamo stati uno dei primi Comuni in Italia a farlo. Ed è un patto che conteneva impegni precisi da parte loro.

Uno di questi impegni, ad esempio, è quello, durante il Ramadan, di fare ogni sforzo per mitigare comportamenti chiassosi o rumorosi nelle ore notturne, che potessero disturbare chi deve recarsi al lavoro il giorno dopo. Ebbene, quest'anno, con grande piacere, io ho visto uno sforzo davvero notevole da parte della comunità islamica per rispettare questo patto. Sono stato spesso in giro di notte, sul piazzale e nei parchi, e ho visto signore e signori della comunità andare a portare questa voce e questa richiesta ai loro confratelli. Ho visto interventi da parte loro sui propri figlioli che giocano a pallone dove a pallone non si può giocare. Il risultato è che quest'anno ho avuto zero segnalazioni di lamentela da parte dei castellani su questi comportamenti. Nessuna, ascrivibile al Ramadan e a quanto è ad esso legato.

Ho visto, insomma, un passo in avanti deciso nella direzione che vogliamo percorrere: quella che li vede castellani fra i castellani, a tutti gli effetti. Perché essere castellani non significa tanto essere residenti a Castello, e neppure esserci nati o cresciuti. Significa sentirsi parte di una comunità unica e complessa, sapere che la propria libertà finisce dove comincia quella altrui, e conoscere il rispetto che deriva da questa considerazione. Ed è una consapevolezza che ci riguarda tutti.

Non tutto è perfetto. La comunità islamica deve nei suoi singoli componenti ancora aprirsi molto alla partecipazione alla vita di comunità di Castelfiorentino. Ancora è percepita da molti come chiusa. Sappiamo quindi tutti che questo è un percorso che ha ancora davanti molto lavoro da fare. Ma sappiamo che, soprattutto nell'epoca attuale, è l'unico percorso che porta a comunità coese e vere, invece che a territori ghettizzati in cui crescano rancori e scontri.

Io posso assicurare agli amici musulmani di Castelfiorentino che continuerò nel mio approccio: un approccio leale, in cui disponibilità, ma anche franchezza, ed intransigenza su alcuni comportamenti, vadano sempre di pari passo. Li ringrazio di cuore per il lavoro fatto finora; un abbraccio, e un "Eid Mubarak" a loro, e più in generale a tutti i credenti di fede musulmana".

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