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Banda larga in Toscana, Bugli in visita ai cantieri: entro il 2020 coperti tutti i Comuni

Avanti tutta, con la Toscana pronta a navigare su internet fino ad un gigabit al secondo anche nelle frazioni e borghi più piccoli e periferici. Nonostante si sia ad agosto, proseguono i lavori per portare la banda ultralarga dove, affidandosi ai soli operatori privati e alle logiche di mercato, non sarebbe mai arrivata. Oggi si sono aperti altri tre cantieri: a Poggio a Caiano in provincia di Prato, a Certaldo in provincia di Firenze e a Roccalbegna in provincia di Grosseto. L'assessore alla presidenza Vittorio Bugli è intervenuto nei primi due. Domani, 10 agosto, al via i lavori anche a Pontremoli in provincia di Massa Carrara e poi sabato 11 a Castel San Niccolò nell'aretino. L'assessore sarà presente ad entrambi.

Gli interventi rientrano nel piano messo in campo l'anno scorso e finanziato dalla Regione attraverso i fondi comunitari dei programma Fesr e Feasr 2014-2020, rivolto alle cosiddette ‘aree bianche': quei territori, cioè, che con la sola logica di mercato non si riuscirebbe a coprire e dove internet veloce non sarebbe mai arrivato, perché meno popolati o meno densamente frequentati da aziende. Dalle stime dello scorso anno si parlava di 784 mila toscani e 364 mila edifici interessati, tra case, uffici, imprese e abitazioni. Entro il 2020 anche lì si potrà navigare fino a un gigabit al secondo, ovvero la stessa velocità delle grandi città. In alcuni comuni lo si potrà fare fin da Natale.

"Sono interventi di grandezza diversa: chirurgici, come nel caso di Poggio a Caiano, dove piccole e a macchia di leopardo erano le aree lasciate sguarnite dagli operatori privati, ed estesi. A Pontremoli, ad esempio, il privato non aveva mai investito sulla banda ultra larga, in nessuna delle frazioni" ricorda e spiega l'assessore alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli.

Il progetto è stato reso possibile grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione per il digitale, parte delle quali per la costruzione e gestione di una rete a banda ultra larga nelle cosiddette "aree bianche". Il bando fatto da Infratel è stato vinto da Open Fiber, la società attiva in tutto il territorio nazionale per costruire e gestire un'infrastruttura in fibra ottica. In Toscana saranno realizzate opere per oltre 170 milioni di euro.

"La banda larga e quella ultralarga sono tra le opere pubbliche più importanti per la nostra Regione – ricorda ancora Bugli – e contribuiscono alla competitività e allo sviluppo dei territori come strade e autostrade. Sono infrastrutture essenziali per aziende che vogliono stare sul mercato, e anche per la qualità della vita dei cittadini". ". Internet e servizi on line infatti aiutano ad accorciare la distanza con la pubblica amministrazione e ad avere città smart. "Siamo stati la prima Regione a partire con il bando e dobbiamo sfruttare questo vantaggio: arrivare sei mesi prima o sei mesi dopo può voler dire essere competitivi o meno. Dunque occorre fare presto". "La Toscana - conclude - è stata tra le prime regioni ad investire per abbattere il digital divide. Abbiamo portato negli anni scorsi la banda larga dove il mercato non avrebbe da solo provveduto, e proseguiamo adesso con la banda ultralarga: una delle più grandi infrastrutture su cui stiamo investendo e che si sta estendendo simultaneamente in tutta la Regione".

Tutti i comuni toscani, raggruppati in quattro fasi, saranno infatti interessati dai lavori da qui al 2020, compresi i grandi capoluoghi: naturalmente l'intervento riguarderà solo le aree bianche e non coprono l'interezza dei territori comunali.La fibra arriverà direttamente al domicilio degli utenti e i cantieri saranno veloci perché, per stendere cavi necessari, in molti casi saranno utilizzati cavidotti o palificazioni – pubblici o realizzati da altri operatori – che già esistono. Dove mancano si provvederà a nuovi scavi, ma piccoli e profondi e larghi appena pochissime decine di centimetri a bordo della carreggiata. Per le abitazioni più isolate la connessione sarà garantita da ponti radio. Limitati saranno dunque i disagi per i cittadini. A giugno, attraverso un'unica conferenza di servizi che costituisce un'ulteriore novità e buona pratica, è stato dato il via libera ai lavori a sessantacinque di sessantanove comuni coinvolti nel prima dei quattro lotti. Un'innovazione che ha consentito di essere veloci anche nei permessi e tagliare i tempi della burocrazia, pur tutelando attraverso le prescrizioni necessarie la bellezza del patrimonio paesaggistico e culturale toscano.

"Siamo felici di portare la nostra fibra in questi cinque comuni toscani - sottolinea Marco Gasparini, regional manager Toscana di Open Fiber – dove saranno cablate circa 11 mila unità immobiliari: il tutto con la tecnologia all'avanguardia di Open Fiber, l'FTTH, che consentirà ai cittadini di navigare fino a un gigabit al secondo". "Dove possibile - prosegue Gasparini - riutilizzeremo infrastrutture esistenti, e il resto della rete sarà realizzato con tecniche che creeranno meno disagio possibile agli abitanti". Open Fiber non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attiva esclusivamente nel mercato all'ingrosso offrendo l'accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. Una volta conclusi i lavori, cittadini e aziende non dovranno quindi far altro che contattare un operatore e scegliere il piano tariffario preferito per navigare ad alta velocità. La rete sarà data in concessione per 20 anni a Open Fiber, che ne curerà anche la manutenzione, e rimarrà di proprietà pubblica. La società si è aggiudicata il primo e il secondo bando Infratel per la copertura della aree bianche di 17 Regioni italiane e la Provincia Autonoma di Trento, per un totale di quasi 7mila comuni.

I cantieri inaugurati il 9 agosto

Poggio a Caiano (PO)
Il comune pratese, un fazzoletto di meno di sei chilometri quadrati ma abitati da più di diecimila persone, con l'intervento che parte oggi sarà interamente cablato. Poggio a Caiano e la sua frazione Poggetto sono inserite nel tessuto urbano densamente popolate della piana: eppure alcune zone erano rimaste ai margini delle più veloci autostrade digitali. "Ora la fibra arriverà invece anche nelle case ed aziende più periferiche. Tutto il territorio sarà reso omogeneo, non ci saranno più cittadini di serie A e di serie B e di questo dobbiamo ringraziare la Regione" sottolinea il sindaco Francesco Puggelli, convintissimo che sulla fibra e sull'agenda digitale occorra intervenire con decisione, un punto essenziale "per ridurre il divario nell'accesso ai servizi on line" che fanno risparmio tempo e chilometri ma strategico anche per la competitività e lo sviluppo economico.

Nel piccolo comune mediceo saranno stesi un po' più di cinque chilometri di fibra: per tre chilometri e quattrocento metri saranno riutilizzati cavidotti che già esistono, per gli altri si scaverà una minitrincea larga e profonda pochissime decine di centimetri, ai margini della carreggiata. L'intervento riguarda la parte di Poggetto che sale verso la collina e la zona attorno al campo sportivo comunale nel capoluogo: in tutto saranno interessati 499 edifici (33 da raggiungere wireless). Da coprire anche una parte dell'area artigianale di Candeli e Santa Cristina in Pilli, aree tutte e due a ridosso del confine con Carmignano. In poco più di sette mesi i lavori saranno completati.

Certaldo (FI)
Quattro mesi e mezzo per completare i lavori. A Certaldo si potrà navigare fino ad un gigabit al secondo già dal prossimo gennaio. Sono diciassette e mezzo i chilometri di fibra da posare, riutilizzando comunque per buona parte (13,4 chilometri) canaline e cavidotti che già esistono. Gli scavi ai margini della strada saranno dunque ridotti al minimo. L’intervento interesserà le aree del Fiano, Marcialla, Betto, Luia, Scarpeto di Sopra, Montaccio, Le Case e San Donato. Settecento sono gli edifici coinvolti che saranno cablati, mentre altre 387 accederanno alla rete attraverso infrastrutture wireless.
“La banda ultralarga è un’infrastruttura che porta servizi utili alla vita privata e rende più competitive le nostre aziende – dice il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini – Per questo l’amministrazione comunale si è impegnata per consentire la realizzazione di questa opera nel nostro territorio. Ringraziamo la Regione Toscana per l’impegno costante e completo profuso al riguardo, per realizzare prima le infrastrutture tecnologiche necessarie e poi estenderne l'utilizzo”.

Roccalbegna (GR)
La fibra ottica arriverà in tutto il capoluogo del comune, ma anche nelle frazioni di Santa Caterina, Vallerona e Triana. Sono 534 gli edifici che saranno cablati. Saranno stesi 14,5 chilometri di fibra, ma per un po' più di undici chilometri passerà in canaline e cavidotti che già esistono. I lavori nel comune grossetano saranno completati in quattro mesi.

Quelli che apriranno il 10 agosto

Pontremoli (MS)
Sono 5.981 le unità immobiliari che saranno raggiunte dalla fibra e di queste 126 sono aziende. Altri 569 edifici saranno cablati utilizzando tecnologie wireless. In otto mesi i lavori dovrebbero essere conclusi, dunque entro aprile. Per consentire anche agli abitanti e imprenditori dell’estremo comune della provincia di Massa Carrara di navigare su internet fino ad un gigabit al secondo saranno stesi oltre 93 chilometri di fibra ottica, riutilizzando per un po’ più di sessantasette cavidotti e infrastrutture che già esistono e scavando minitrincee o piccoli fori a bordo strada per altri ventisei. Sarà in ogni caso un intervento non invasivo.

Castel San Niccolò (AR)
Sette mesi e mezzo per completare i lavori. Tanto servirà per stendere i 45 chilometri di fibra ottica necessaria a cablare 2.491 edifici. Per 149 di questi, i più remoti, saranno utilizzati ponti radio e tecnologie wireless. Le frazioni, località e borghi complessivamente interessati sono Valgianni, Barbiano, Vertelli, Poggio Vertelli, Pagliericcio, Rifiglio, Sala, Spalanni Bivio, Poggiolino, Cortina, Prato di Strada, Cavolini, Doccia, Capezzi, Strada, Ponte d’Arno, Borgo alla Collina.
Open Fiber, l’azienda che ha vinto l’appalto finanziato da Regione e Ministero, per posare la fibra potrà contare su venti chilometri di cavidotti e canaline che già esistono. Per i restanti venticinque si dovranno scavare minitrincee, larghe e profonde pochissime decine di centimetri, ai margini della carreggiata.

Fonte: Regione Toscana

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