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Provincia di Siena, il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli eletto presidente

Silvio Franceschelli (foto da Facebook)

Il nuovo presidente della Provincia di Siena è stato eletto nelle prime ore di oggi, giovedì 1 novembre. Si tratta di Silvio Franceschelli, attuale sindaco di Montalcino in quota Partito Democratico. La vittoria è arrivata dopo una tornata elettorale piuttosto lunga, soprattutto per lo spoglio, in cui Franceschelli ha avuto la meglio su Luigi De Mossi, candidato per il centrodestra e attuale sindaco di Siena.

De Mossi, dunque, così come Michele Conti a Pisa, non è riuscito a sfruttare l'onda lunga delle elezioni comunali. Va detto però che si tratta di elezioni di secondo livello, aperte dunque solo a consiglieri e sindaci. A Siena comunque ha ottenuto 25 voti contro gli 8 di Franceschelli. Su 458 aventi diritto, ieri alle 23 si erano recati alle urne in 355, cioè il 77,5%.

Cinquant'anni, Franceschelli è cresciuto a Montalcino e prima dell'esperienza di sindaco non aveva mai ricoperto sino ad oggi incarichi politici ed istituzionali, né in enti e società partecipate pubbliche ma, dal 2008 al 2011, è stato segretario comunale del Partito Democratico.  È Avvocato dal 2000 quando, dopo essersi laureato alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Siena; in passato aveva militato anche nella Polizia di Stato.

Succede a Fabrizio Nepi, sindaco di Castelnuovo Berardenga e anche lui in quota centrosinistra. Nepi era stato eletto nell'ottobre del 2014.

Presidente provincia Siena, la reazione di Sena Civitas

"Si sono svolte le votazioni per l’elezione del nuovo Presidente della Provincia di Siena. Lo sforzo profuso non ha prodotto l’esito sperato. Tuttavia sbaglia chi pensa che il dato di queste elezioni sia solo quello della conferma alla guida della provincia di un Presidente di centrosinistra. Le elezioni hanno evidenziato l’esistenza di una volontà di contare espressa da liste e raggruppamenti civici svincolati dalle tradizionali maggioranze di centrosinistra. Si tratta di volontà che si sono potute esprimere soprattutto per lo spirito di servizio dell’Avv. Luigi De Mossi. Senza la sua candidatura non ci sarebbe stata un’alternativa che registra un risultato tutt’altro che banale . Il canto trionfale di esponenti del PD, appare infatti più il canto del cigno. Basta guardare i risultati delle elezioni precedenti per rendersi conto che, pur in un sistema di elezione indiretta, in cui votano soltanto consiglieri e sindaci di amministrazioni consolidate, De Mossi raccoglie il 38% (nelle precedenti elezioni il candidato moderato prese il 28%), nonostante la scelta del Movimento 5 Stelle di non partecipare al voto (una rappresentanza di oltre il 6%). Una scelta da rispettare ma che se non fatta, vista la loro avversione al “sistema Siena”, unitamente ad un maggiore afflusso al voto di Consiglieri notoriamente non di sinistra, avrebbe reso contendibile la Provincia. Un dato questo che non viene volutamente evidenziato. Non basta, analizzando nel dettaglio il voto, si nota una forte partecipazione dei consiglieri espressi dalle liste civiche di sinistra e dal PD, che non trova conferma, a macchia di leopardo, in alcuni comuni. Non è certo un dato casuale e fa capire come sia possibile, alle elezioni comunali di primavera, quando non voteranno solo uomini di apparato ma cittadini del nuovo corso politico, che in diversi comuni il PD possa perdere la guida amministrativa. Certo, i tempi ristretti di maturazione della sua candidatura di De Mossi, hanno favorito la continuità e la conservazione, peraltro in mancanza di un vero confronto su una diversa visione organizzativa e progettuale della Provincia. Ma un dato viene sottaciuto: il Sindaco De Mossi resta in campo. Infatti, si è appena insediato, mentre molti dei Sindaci e dei Consiglieri che hanno preso parte al voto, sono destinati nei prossimi mesi a decadere. In primavera ben ventinove amministrazioni comunali della nostra provincia vedranno elette nuove rappresentanze. Il tema sollevato dal Sindaco di Siena di avere una Provincia che rappresenti gli equilibri futuri delle terre senesi, tornerà prepotentemente nell’agenda politica. Come se non bastasse, i nuovi amministratori della Provincia e dei Comuni, dovranno anche tenere conto del cambio di maggioranza nel capoluogo. Per questo, da queste elezioni ricaviamo stimolo per l’aggregazione civica dei moderati di Siena e dei comuni della provincia. Conosciamo bene la differenza fra vincere e perdere, ma la difficilissima battaglia intrapresa (alla luce delle richiamate scelte non solo dei 5 Stelle), era giusta a dimostrazione che una personalità come De Mossi può aggregare oltre il centrodestra e anche oltre le liste civiche di area moderata, cosa avvenuta e leggibile chiaramente nei numeri. Un ruolo super partes e di garanzia il suo, che non è stato impersonificato dal candidato Franceschelli , il quale ha dovuto sacrificarlo per serrare le fila di maggioranze di sinistra sempre più in difficoltà. Insegnamento politico di queste elezioni, valido per tutti, ma in particolare per i Partiti?: - Non basta essere contro, bisogna rappresentare un’alternativa in vista di un confronto che prosegue e che avrà il suo culmine nel 2019 e nel 2020. Non è questo il momento di tirare le somme, di spartirsi vittorie e sconfitte. Non è questo il momento di trionfalismi perché la vera parola spetterà ai “cittadini” elettori che, nella mancanza di ideologie, orienteranno maggiormente il consenso, “a livello territoriale”, in base alla credibilità dei candidati che rappresentino progetti e visione della società condivisibili".

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