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Uccide ladro a Monte San Savino, le reazioni: Salvini telefona al gommista

Ha fatto scalpore la notizia del gommista di Monte San Savino che ha sparato a un ladro e lo ha ucciso. Dopo il gesto di Fredy Pacini sono state molte le reazioni dal mondo della politica e del lavoro.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini (Lega) ha subito commentato: "Dopo il Decreto Sicurezza, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l'aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!".

Giacomo Giannarelli, M5S: "Ho conosciuto Pacini"

“La vita è sacra e oggi è morta una persona. È stata uccisa durante una violazione di domicilio da un imprenditore che ha subito circa 40 furti in pochi anni ed è costretto a vivere nel suo capannone per difendere quello che ha creato con il proprio duro lavoro. Prima di giudicare mettiamoci nei panni di questo imprenditore. C’è un problema sicurezza in tutta la Toscana: lo diciamo da tempo. Ora servono delle risposte.
La notizia mi sconvolge e non poco. Sì, perché lo scorso mese incontrai, per caso, proprio il Pacini. Ero a Chiusi per un incontro con il gruppo locale del Movimento e avevo forato una gomma. Venne in mio soccorso lui, persona gentile e con le mani da lavoratore. Solo dopo l’intervento in officina, scambiando due chiacchiere, scoprii la sua storia. Un racconto incredibile. Mi spiegò che era costretto a dormire da almeno quattro anni nel suo capannone: aveva subito 38 furti. Allora, tra le altre cose, scrissi: Non possiamo permettere che la nostra regione viva nel terrore della criminalità. È andata così. Senza parole”.

Salvini telefona a Fredy Pacini

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha telefonato a Fredy Pacini, che ha sparato e ucciso il 29enne moldavo che aveva tentato di entrare nella sua ditta, per rappresentargli "la vicinanza delle istituzioni".

Alessandra Cheli, uno dei legali che assiste il gommista fa sapere "Pacini non se l'è sentita di parlare con il ministro, perché è troppo scosso. Ha chiamato me perché lo ricontattassi. Salvini è stato sincero", ha detto l'avvocato.

Rossi: "Mi impressiona un ministro che 'usa' una tragedia"

"C'è un morto e c'è una persona che dichiara di avere subito ben 38 furti. Io penso che sia un fallimento dello Stato non riuscire a fare giustizia e a individuare i responsabili delle rapine. Resto impressionato da un ministro dell'Interno che usa una tragedia per ragioni di consenso, quando invece dovrebbe riflettere e cercare soluzioni ai problemi che sono all'origine di questa tragedia. In generale diffondere l'uso delle armi, come si sta cercando di fare, e lasciare intendere che è giusto uccidere chiunque violi un domicilio, è una politica criminale che porterà il Paese alla rovina e aumenterà il numero di morti, comprese le vittime innocenti".

Lo dichiara Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, in merito ai fatti di Monte San Savino (Ar).

"La giustizia fai da tè è incompatibile con il nostro ordinamento", continua Rossi. "L'unico senso della telefonata di un ministro sarebbe dovuto essere quello dell'ammissione del fallimento dello Stato. Ora toccherà alla magistratura stabilire cosa è accaduto. Non spetta ai politici e ai rappresentanti delle istituzioni stabilire se una difesa è legittima e se e quando è giusto uccidere.
Quanto al controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, il titolare del Viminale, e vicepresidente del Consiglio, smetta di fare i soliti annunci generici e roboanti. Ricordo ancora una volta che le forze dell'ordine in Toscana sono sotto organico di centinaia di unità".

Lapini (Confcommercio): "Pacini vittima"

“La morte di una persona - qualunque sia la sua colpa - è sempre una tragedia. In un caso come questo vittima è anche Fredy Pacini, che ha sparato sicuramente non con l’intenzione di uccidere, ma esasperato dall’infinita serie di furti ai danni della sua azienda. La sua vita da oggi non sarà più la stessa, e noi non lo lasceremo solo”.

Questo il commento di Anna Lapini, presidente Confcommercio Arezzo e Toscana, componente di giunta nazionale con l’incarico alla legalità e la sicurezza sulla drammatica vicenda che ha portato  Fredy Pacini, il titolare di una rivendita di gomme di Monte San Savino (Arezzo), a sparare alle persone  che si sono introdotte nella sua attività stanotte, uccidendo uno dei ladri.

“Lo Stato deve garantire la sicurezza e, dove questo non è successo, deve sostenere chi suo malgrado è stato costretto a difendersi da solo; perché nessuno dovrebbe trovarsi a compiere un gesto di difesa che, come in questo caso, potrebbe portare conseguenze drammatiche dal punto di vista morale, legale ed economico. Perlomeno siano risparmiate a Pacini le spese legali. Come ora, anche a seguito di una nostra richiesta, è previsto nel disegno di legge sulla legittima difesa. Perché aggredito ed aggressore non possono e non devono mai essere messi sullo stesso piano”.

Marcheschi (FdI): "Difesa sempre legittima"

“La difesa è sempre legittima! Anche nella sua sfaccettatura dell’eccesso colposo. Come Fratelli d’Italia ribadiamo il principio dell’assolutezza della legittima difesa mettendo fine ai calvari giudiziari di persone passate da vittime a carnefici. Dove per lo Stato non è possibile arrivare, per costi e mezzi, ognuno è costretto a difendersi –ha commentato il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi), dopo il grave fatto di cronaca che si è consumato a Monte San Savino dove un gommista esasperato dai continui furti ha ucciso l’ennesimo ladro che lo stava derubando- L’imprenditore che questa notte ha sparato era stato costretto a dormire nella propria ditta per difendere il lavoro di una vita messo in pericolo da ben 38 raid notturni. Era stato lasciato solo e non poteva permettersi una vigilanza privata. Sono rammaricato per la morte del giovane moldavo ma voglio ricordare che era entrato in una proprietà privata “armato” di un piccone”.

Casucci (Lega): "Pacini esasperato"

“Esasperato dai furti, dormiva nella sua ditta per proteggere la sua proprietà. Dopo decine di raid subiti, Fredy Pacini aveva deciso di trasferire la sua camera nell’officina tanto che era finito anche su programmi televisivi nazionali. Stava difendendo il lavoro di una vita contro continue scorrerie notturne” ha commentato il commissario comunale della sezione della Lega Cortona-Valdichiana, Luca Conti.

“A Monte San Savino, come in altre zone della Valdichiana, i furti sono all’ordine del giorno e la gente non ce la fa più. Servono maggiori controlli e videosorveglianza –ricorda il consigliere regionale Marco Casucci (Lega)- Il compito di accertare i fatti spetta alle forze dell’ordine e alla magistratura, di certo noi non lasceremo solo Fredy Pacini. Siamo rammaricati per la morte di un giovane che però, ricordiamo, era entrato in una proprietà privata “armato” di un piccone”.

Appello del sindaco: "Governo non ci lasci soli"

Margherita Scarpellini, sindaco di Monte San Savino, si rivolge al Governo: "Nell'esprimere pubblicamente la mia vicinanza al nostro concittadino Fredy Pacini e alla sua famiglia, come già ho fatto in un colloquio personale avvenuto poche ore dopo l'accaduto, mi appare doveroso lanciare come Amministrazione Comunale un appello forte al Governo affinché Prefetti, Forze dell'ordine e Sindaci non vengano lasciati da soli nella loro opera per la sicurezza dei territori.

La sicurezza dei cittadini è un bene unico che compete a vari livelli delle istituzioni e si può conquistare solo con un lavoro comune. Senza questo ogni azione produce effetti solo limitati.

È quindi assolutamente necessario che le Istituzioni nazionali offrano un vero concreto apporto: c'è bisogno di organici notevolmente rafforzati e più mezzi per le forze dell'Ordine, più risorse per la videosorveglianza, nuove possibilità di spesa anche per gli enti locali, opportunità che finora sono rimaste precluse.

Senza tutto questo, lo ripeto, l'impegno di un Comune non è sufficiente, tant'è che non sono bastate le cose fatte in questi anni, come l'installazione di telecamere in vari punti del territorio comunale fra cui anche la zona industriale, l'acquisto di nuovi strumenti per la Polizia Municipale e una sempre più fitta rete di collaborazione con Prefettura e Forze dell'Ordine per organizzare al meglio i servizi di presidio, vista anche la presenza nel nostro Comune del casello autostradale di una delle arterie principali del nostro Paese."

Fiaccolata a sostegno di Pacini

Venerdì 30 novembre a Monte San Savino si terrà una fiaccolata 'in sostegno' a Fredy Pacini 'e non a favore o contro qualcuno o qualcosa', organizzata dall'associazione locale 'Orizzonti comuni 52048'. Lo ha spiegato uno dei legali di Fredy Pacini, avvocato Alessandra Cheli, che è amica del commerciante e abita nel paese aretino. La fiaccolata sarà 'di solidarietà' e comprende anche una raccolta fondi, come si legge sul sito Facebook dell'associazione. Raduno e partenza alle ore 21 nel centro storico.

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