gonews.it

Isis, è Lorenzo Orsetti il combattente italiano caduto nell'imboscata a Baghuz

Lorenzo Orsetti

Lorenzo Orsetti (foto da Facebook)

È Lorenzo Orsetti, 33enne fiorentino combattente in Siria, la vittima dell'imboscata tenuta dall'Isis a Baghuz, dov'è in corso una battaglia contro quanto è rimasto dello Stato Islamico. Orsetti combatteva a fianco dell'alleanza araba e curda Siryan democratic Force. Sarebbe caduto in un'imboscata e sarebbe rimasto ucciso nello scontro a fuoco.

Chi era Lorenzo Orsetti

Nato il 13 febbraio 1986, Lorenzo Orsetti è partito tra aprile e maggio 2018 in Siria. Ha lavorato fino ad agosto 2017 in un'enoteca di Settignano, sui colli di Firenze. Secondo quanto afferma la madre, da ieri Orsetti non rispondeva al telefono. Lorenzo Orsetti combatteva in Siria da un anno e mezzo al fianco dei curdi contro l’Isis. Il suo nome di battaglia era 'Heval Tekosher', il 'lottatore'. Era tra i "sei italiani, comprese due donne", al fianco delle "Unità di protezione del popolo (Ypg)" a essere considerato un sorvegliato speciale. La Procura di Torino aveva giudicato 'socialmente pericolosi' cinque cittadini torinesi che con Orsetti combattevano in Siria, tanto da valutare la possibile applicazione della misura di 'sorvegliati speciali'.

La conferma della sua morte

La conferma della morte di Orsetti giunge da un video diffuso sui social network dalla piattaforma di notizie legata all'Isis. Un fermo immagine di Orsetti a terra con busto e viso a terra, con accanto le punte di due scarponi militari indossati dai miliziani dell'Isis.

Perché era in Siria

Il giornale Tpi (The Post Internazionale), aveva intervistato Orsetti due settimane fa. Ecco la sua risposta alla domanda della giornalista: Perché hai deciso di andare in Siria? Volevo vedere la rivoluzione con i miei occhi, capire come si fa, cosa riesce e cosa no. Inoltre mi sembrava la cosa giusta: c’erano diversi ideali che mi attraevano e nei quali mi riconosco, come quelli di autogoverno e organizzazione dal basso. 

"Voleva aiutare la causa dei curdi"

"Siamo orgogliosi di lui, della scelta che ha fatto", "ma ora siamo distrutti dal dolore. Da un anno e mezzo, cioè da quando è partito, stavamo in angoscia, più contenti quando lo sentivamo al telefono, in ansia quando stavamo un periodo senza sentirlo". Così il padre Alessandro. "Mio figlio ci disse che voleva fare qualcosa per loro, non voleva rimanere senza fare nulla, voleva aiutarli nella loro causa. Era un anno e mezzo ormai che mancava da Firenze - ricorda ancora il padre - Gli dicevamo 'vieni via, torna, perché la tua parte l'hai già fatta ed è molto importante'. Rispondeva che la situazione era molto delicata per i curdi e voleva aiutarli ancora nella loro causa".

Sono morti tutti quelli del suo gruppo

Un ufficiale curdo ha telefonato alla famiglia Orsetti, è il comandante della squadra di Lorenzo. Da lui è giunta la comunicazione che nel contrattacco dell'Isis il gruppo è stato accerchiato e sono stati uccisi tutti i combattenti.

Il testamento di Orsetti: "Non potevo chiedere di meglio"

È stata diffusa anche la lettera-testamento di Lorenzo Orsetti, considerata una consuetudine per tutti i miliziani dato il grande rischio di queste imprese: "Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà.

Quindi nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra.

Non avrei potuto chiedere di meglio. Vi auguro tutto il bene possibile, e spero che anche voi un giorno (se non l'avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo.

Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza, mai! Neppure per un attimo.

Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l'uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, e di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che 'ogni tempesta comincia con una singola goccia'. Cercate di essere voi quella goccia.

Vi amo tutti, spero farete tesoro di queste parole.

Serkeftin!
Orso,
Tekoser,
Lorenzo".

Il cordoglio del Consiglio comunale

Nel Consiglio comunale di oggi la vicepresidente Stefania Collesei ha espresso il cordoglio da parte dell'assemblea per la morte di Lorenzo Orsetti. "Abbiamo appreso dell'uccisione in Siria da parte dell'Isis del giovane fiorentino Lorenzo Orsetti. Si trovava sulla zona di guerra a fianco del popolo curdo. Una notizia terribile che arriva da lontano ma ci colpisce da vicino. Alla famiglia, che conosco, giunga il mio personale cordoglio e quello del Consiglio Comunale" ha dichiarato Collesei.

Salvini: "Disprezzo per gli infami assassini"

"Una preghiera per Lorenzo e disprezzo per i suoi infami assassini". Lo scrive il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini su twitter postando una foto di Lorenzo Orsetti, l'italiano ucciso in un'imboscata dell'Is in Siria mentre combatteva al fianco dei curdi.

Rossi: "Dolore e sgomento"

"Ho appreso con dolore e sgomento la tragica notizia della morte di Lorenzo Orsetti. A nome mio e della Regione Toscana desidero esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene", afferma il presidente della Regione Enrico Rossi. "Lorenzo aveva fatto una scelta difficile e impegnativa quella di andare a combattere in Siria contro il sedicente Stato islamico. Aveva lasciato tutto per arruolarsi nell'Ypg, le unità di protezione popolare del Kurdistan siriano. Esattamente un anno fa, in un'intervista diceva: 'Mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano, vogliono costruire una società più giusta e più equa'. Combatteva, sono sempre parole sue, per 'l'emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l'ecologia sociale e la democrazia'. Lorenzo aveva scelto da che parte stare, a differenza del mondo occidentale che ha lasciato soli i curdi nella battaglia per l'affermazione di principi di libertà e democrazia in un'area martoriata da anni di guerra e schiavitù".

Lorenzo Orsetti potrebbe essere sepolto là

La salma di Lorenzo Orsetti potrebbe non tornare più in Italia e venire seppellita in Siria. Lo dice il padre, Alessandro, dopo essere venuto a conoscenza delle ultime volontà del figlio dalle milizie curde in cui si era arruolato come volontario.

Il suo comandante ha comunicato ad Alessandro Orsetti che "Lorenzo aveva chiesto di essere seppellito là in caso di morte in battaglia. Noi - ha spiegato dalla sua casa a Firenze il padre di Lorenzo - penso che accetteremo la sua decisione anche se non avremo un corpo su cui piangere. Noi vorremmo riaverlo qui a Firenze ma al tempo stesso lui ha detto di voler esser seppellito coi martiri di questa guerra. Che possiamo fare? Lo avrebbe anche scritto. Ci hanno pure invitato ad andare là, non so cosa faremo. Mi aspetterei, non per Lorenzo, ma per la situazione che c'è là, che la città di Firenze facesse qualcosa, delle iniziative per chiarire le posizioni ambigue in questa guerra".

Stasera due iniziative pubbliche a Firenze per ricordare Lorenzo Orsetti. Una in piazza Dalmazia con un presidio promosso da sigle dell'estrema sinistra, del mondo antagonista e degli anarchici. L'altra è al Cpa Firenze Sud - centro sociale dalla parte opposta della città che ogni tanto veniva frequentato da Orsetti - con un'assemblea per decidere le iniziative per ricordarlo.

Exit mobile version