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I tappeti floreali per la Pasqua nel Chianti, intervista a Bacci e Migliorini

Un'antica tradizione pasquale che si rinnova nelle chiese di San Casciano grazie alla passione e all'impegno di alcuni cittadini, storici realizzatori delle vecce. Paolo Bacci, ideatore dell'iniziativa, e la Compagnia del Suffragio tornano a raccontarci della loro attività di volontari, svolta da anni con straordinaria dedizione nelle antiche chiese del centro storico di San Casciano, la Chiesa di Santa Maria del Prato (o della Misericordia) e la Chiesa del Suffragio. il loro è un rituale che ogni anno crea un'interpretazione floreale della morte e della resurrezione di Cristo con sfumature ed elementi diversi.

“Nel progettare il disegno che ogni anno varia – dichiara Paolo Bacci, impegnato a realizzare i tappeti floreali delle vecce da 40 anni - mi piace riproporre la contrapposizione tra i colori vivaci delle piante che fioriscono in questo periodo dell’anno, gardenie, begonie, gerani, e il pallore delle vecce, il contrasto cromatico crea un’emozione visiva e olfattiva e rievoca il significato più intrinseco del messaggio cristiano della Pasqua, la sacralità della resurrezione in un’immagine armoniosa che avvolge di profumi e colori le nostre chiese”.
Per Paola Migliorini che collabora insieme agli altri membri della Confraternita lo spettacolo delle vecce è un lavoro corale, nato dal confronto e dalle idee del gruppo di cui fa parte da svariati anni. “Il nostro è un progetto in continua evoluzione – prosegue Paola Migliorini – nel passaggio dall’idea alla realizzazione concreta applichiamo sempre qualcosa di nuovo, un elemento che non avevamo previsto, quest’anno ad esempio abbiamo letteralmente ricoperto l’altare utilizzando 250 piante per realizzare una cascata di vecce che si estende per quasi tutta la chiesa del Suffragio al cui interno spicca una grande croce costituita da 100 piante di grano”.

La tradizione sancascianese viene da lontano eruota intorno al significato religioso delle vecce, seminate un mese prima e tenute al buio, nelle cantine degli edifici religiosi, per favorire la fioritura. Il risultato è lo sbocciare di finissimi fili bianchi che ricreano l'effetto di voluminose parrucche vegetali, utilizzate per rievocare la morte del Cristo. Navate e altare diventano così una tela dipinta su cui le vecce, disposte secondo disegni geometrici che esaltano la bellezza delle piante ornamentali, si stagliano contrapponendosi al grano, simbolo di Resurrezione. I colori e le forme delle composizioni floreali, arricchite da decine di piante di stagione quali gardenie, calle, margherite, begonie, ortensie azalee, gerani, offrono a cittadini e visitatori uno spettacolo davvero unico. Le vecce pasquali sono visitabili fino a lunedì 22 aprile. Ingresso libero.

Fonte: Ufficio stampa associato del Chianti Fiorentino

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