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Via a Go Card, sistema Coldiretti che mette in campo 363mila euro di investimenti

20 imprenditori agricoli a lezione di cardo in Sardegna (visita appena conclusa), a vedere come ricavare reddito dai semi e dal fusto ‘virtuoso ’ del cardo, pianta rustica che cresce anche nei terreni più marginali. Inizia così l’attività di innovazione agricola che intende trasferire anche in Toscana, a cominciare dal Mugello e dall’area geotermica tra Pisa e Grosseto, l’esperienza della Sardegna (che oggi si estende su 800 ettari di terreni ad alta marginalità economica). “Go Card, progetto del sistema Coldiretti, presentato alla ‘Settimana dell'innovazione nello sviluppo rurale di Regione Toscana’ –spiega Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze-Prato- mette in campo 363 mila euro di investimenti” (324 mila euro il contributo Ue e regionale). Coinvolte aziende agricole, università ed altri enti di ricerca che lavoreranno insieme nel Gruppo Operativo coordinato da Impresa Verde Toscana (società di servizi di Coldiretti).

“Il progetto valorizzerà il cardo, coltura a basso impatto ambientale a triplice attitudine: olio, biomassa e farina proteica –continua Ciampoli-“. Go Card si muove nell’ottica della bioeconomia, con un approccio circolare e integrato al territorio, “per fornire risposte all’uso di terreni divenuti improduttivi anche a seguito dei danni da fauna selvatica”. Laddove le produzioni tradizionali non sono più redditizie, “questa coltivazione è in grado di ripristinare la qualificazione economico-ambientale del territorio, rispettando le vocazioni agricole locali ma con uno sguardo verso innovazione e sostenibilità”.

La visita appena conclusa in Sardegna ha permesso ad un nutrito gruppo di agricoltori toscani (20 le aziende presenti) di conoscere la filiera integrata tra industria e agricoltura già operante in Sardegna (coinvolte Coldiretti e Novamont), dove i vari prodotti e sottoprodotti di trasformazione del cardo sono stati valorizzati a beneficio dell’integrazione del reddito degli agricoltori e dell’ambiente.

“I prodotti ottenuti dalla coltura (semi e biomassa) possono essere valorizzati infatti –spiega Ciampoli- su diverse filiere”: i semi per l’estrazione di un olio dalle caratteristiche favorevoli per i processi industriali di bioraffinerie (per ottenimento di monomeri e biochemicals); il panello di estrazione per l’alimentazione zootecnica e le biomasse per usi energetici.

Il Gruppo Operativo Go Card coinvolge: Coldiretti-Impresa Verde Toscana, 5 aziende agricole e 1 azienda zootecnica, Novamont S.p.A Novara, Center for generative communication – Unifi, Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, Consorzio Re-Cord di Scarperia e San Piero (Fi), Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana ‘M. Aleandri’.

Fonte: Ufficio stampa

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