La notizia di una imminente chiusura di una delle aziende simbolo di Castelfiorentino La Falegnami dopo anni di crisi, ricorso agli ammortizzatori sociali, riduzione degli stipendi dei lavoratori, ha scosso tutta la comunità e tutti in prima istanza abbiamo pensato al dramma di quei lavoratori e quelle famiglie che si ritrovano ora di fronte lo spettro della disoccupazione. È evidente che il nostro impegno dovrà perciò andare prioritariamente a risolvere ogni singola posizione in modo da garantire o il collocamento in pensione anticipata o la ricollocazione lavorativa utilizzando tutti gli ammortizzatori sociali utili allo scopo. Avendo però letto ieri l’intervista sul Il Tirreno dell’Ing Bertini, Presidente del CDA della azienda, mi sento in dovere di porre alcuni interrogativi e lanciare qualche proposta, nella logica di salvare i posti di lavoro insieme alla permanenza di questa azienda storica.
Chiarisco cosa intendo: se è vero come è vero che l’azienda ad oggi, nonostante abbia perso in quattro anni oltre 3 milioni di euro e abbia una perdita mensile di 70.000 euro, non ha fatto debiti! E allo stesso tempo se è vero che comunque l’azienda continua ad avere una regolare produzione di armadi, ancorché ridottasi nel tempo, non si capisce perché si debba arrivare alla chiusura completa!
Leggo nelle parole di Bertini l’orgoglio di chi ha dedicato, insieme agli altri soci storici, tanti anni a questa azienda e tra le righe, scorgo una residua volontà a continuare a provarci. Mi sbaglio?
Dall’altra parte va dato atto al Sindacato e ai lavoratori di avere sempre contribuito alla risoluzione dei problemi della azienda, accollandosi anche pesanti oneri personali.
Sembra perciò esistere una residua possibilità di salvare La Falegnami!? Se questo è ancora possibile e c’è la volontà, dobbiamo tutti perseguire e favorire con coraggio questa strada. I lavoratori che rimarrebbero fuori sarebbero comunque in numero inferiore rispetto all’esodo che vi sarà a fronte della chiusura e il territorio non perderebbe l’azienda, insieme alla speranza e all’auspicio di una sua più marcata ripresa sul mercato del mobile di altissima qualità nel prossimo futuro.
On. Laura Cantini
