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Memoria livornese, ricordo di Menè e Vera Modigliani

Livorno

Coltivare la memoria del passato è fondamentale per comprendere il presente e prepararsi al meglio per superarne le attuali problematiche. Per questo motivo il 147° anniversario della nascita di Giuseppe Emanuele Modigliani, detto Menè, offre una opportuna occasione di riflessione e conoscenza.

Nato a Livorno il 28 Ottobre 1872 in una famiglia ebraica, avvocato attivo nella difesa dei più disagiati, Consigliere Comunale, esponente del socialismo europeo impegnato per la libertà, la democrazia e la pace, Deputato nel Regno dal 1913 al 1926, quando fu dichiarato decaduto assieme agli altri parlamentari dell’opposizione dal regime fascista, a lungo esule politico, rappresentante italiano all’Internazionale socialista, membro della Costituente, fondatore e presidente del PSLI con Saragat, Menè Modigliani appartiene a pieno titolo alla grande tradizione laica, liberale e riformista della città di Livorno divenendone uno dei massimi esponenti nazionali dall’Unità ad oggi.

Riformatore e riformista fu un infaticabile organizzatore del movimento sindacale e cooperativo.

Scelte di coraggio pratico e tenace coerenza morale hanno caratterizzato tutta la sua vita, condivisa con indistruttibile entusiasmo, energico ottimismo e sofferta militanza politica - a riprova di uno straordinario sodalizio umano e culturale - dalla livornesissima moglie Vera Funaro, prima donna italiana iscritta all’Albo degli Avvocati. Vera, dopo la morte di Menè (1947) e su consiglio di Benedetto Croce, costituì nel 1949 con rinnovato impegno d’amore, insieme a tanti esponenti del mondo socialista (tra cui spiccano Ugo Guido Mondolfo, Fernanda Ascarelli, Ignazio Silone, Franco Lombardi, Giuliano Vassalli, Giacomo Perticone, Olga Finto), l’Ente per la Storia del Socialismo e del Movimento Operaio Italiano (ESSMOI) dal 1848 in poi e divenuto dal 21 Novembre 1987 Fondazione dello Stato con Decreto Presidenziale di Sandro Pertini. Tanti i nomi illustri che hanno collaborato con l’ESSMOI e con Vera Funaro.

Grazie al volume di memorie dal titolo “Esilio” scritto da Vera Modigliani, pubblicato nel 1946 e dedicato a Menè, oggi è possibile ricordare e indicare ai giovani la straordinaria vita di questi nostri due importanti concittadini. In esso vengono descritti gli anni terribili del fuoruscitismo antifascista in Francia, in Svizzera e negli Stati Uniti, iniziati e propiziati dal ruolo assunto da Modigliani, come avvocato di parte civile, al processo relativo all’omicidio di Giacomo Matteotti. Il racconto di Vera è intriso di ironia tipicamente livornese, propria del suo carattere, nel narrare la fitta rete di solidarietà e le molteplici iniziative politiche dei compagni di esilio, come Turati, Treves, Morgari, Lussu, Nenni, Saragat, Buozzi, Baldini, Labriola e Antonini.

La vicenda umana di Menè e di Vera è quindi una storia che ci appartiene e che mette in risalto le luci di una città internazionale, Livorno, generosa e orgogliosa della propria specificità. E che al contempo fa ricordare le ombre della disattenzione verso chi, come la coppia Modigliani Funaro, pensava al domani senza farsi irretire dal conformismo ideologico. Desidereremmo vedere risorgere a Livorno negli anni a venire lo spirito costruttivo e libero di questi due grandi livornesi. Con questo desiderio e questa speranza il Circolo di Cultura Politica “Giuseppe Emanuele Modigliani” ha organizzato una cerimonia pubblica, alla quale sono state invitate tutte le Autorità civili e militari, per le ore 11 di Lunedì 28 Ottobre 2019 per ricordare Menè e Vera Modigliani, presso il busto di Menè nel parco di Villa Fabbricotti. La cittadinanza è invitata.

Hanno formalmente comunicato la propria partecipazione alla cerimonia:

Il Sindaco di Livorno, il Prefetto di Livorno, il Comandante dell'Accademia Navale di Livorno, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Livorno, il Comandante Provinciale della Guarda di Finanza di Livorno, il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno

Fonte: Circolo culturale "Giuseppe Emanuele Modigliani"

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