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Consiglio Regionale, in aula si discute di Legge Urbanistica e Trasporto pubblico locale

Si è riunito oggi, martedì 19 novembre, il Consiglio regionale della Toscana. Tra i temi principali affrontati nella seduta pomeridiana troviamo le modifiche alla Legge Urbanistica e il contratto di gara del Trasporto pubblico locale.

Approvata a maggioranza la legge che aggiorna il governo del territorio: L'urbanistica diventa di "area vasta"

L’urbanistica in Toscana cambia volto, si evolve, si aggiorna e diventa di “area vasta”. Il Consiglio regionale approva a maggioranza – a favore Pd e Italia Viva; astenuti Movimento 5 stelle e la consigliera del gruppo misto Art.1/Mdp, Serena Spinelli; contrari Lega, Sì-Toscana a sinistra, Forza Italia, Fratelli d’Italia e la consigliera del gruppo misto Tpt, Monica Pecori – la proposta di legge della Giunta regionale, rivisitata e modificata dalla commissione Ambiente, presieduta da Stefano Baccelli (Pd). Resta inalterata la filosofia di fondo che regola il governo del territorio: contenimento del suolo, recupero e rigenerazione dell’esistente.

Il Consiglio approva anche un ordine del giorno collegato – presentato dalla consigliera di Italia Viva Elisabetta Meucci e dal consigliere Pd Stefano Baccelli – che impegna la Giunta a “portare avanti ulteriori iniziative legislative sulla disciplina del governo del territorio” anche “attivandosi nelle sedi di confronto a livello nazionale” per realizzare quella “semplificazione” della normativa che può “andare incontro alle esigenze di enti locali, categorie produttive, associazioni, professioni tecniche e cittadini”.

Il testo arriva in aula, come spiegato dal presidente Baccelli, all’indomani dell’entrata in vigore delle disposizioni previste per i Comuni con regolamento urbanistico vigente alla data di entrata in vigore della legge 65/2014 (27 novembre 2014). Le trasformazioni edilizie e urbanistiche, regolate dall’articolo 134, potrebbero non essere consentite a quei Comuni che non hanno avviato, nei termini previsti dall’articolo 222 (cinque anni dall’entrata in vigore della legge), il procedimento per la formazione del piano strutturale. Per evitare un blocco che penalizzerebbe operatori e cittadini la legge prevede una via di uscita precisa: estendere agli enti locali che abbiano già avviato il piano operativo o lo avviino contestualmente alla variante medesima, la possibilità di redigere “varianti per realizzare opere pubbliche e di pubblica utilità”, per la “realizzazione di interventi industriali, artigianali e commerciali al dettaglio in contesti produttivi esistenti” e per le “trasformazioni da parte dell’imprenditore agricolo”.

“Il lavoro portato avanti soprattutto dal gruppo interno alla commissione - ricorda Baccelli in sede di illustrazione - è servito ad adeguare la Toscana al decreto sblocca Italia, ma anche a certificare il forte stimolo a fare squadra”. Molti Comuni, hanno infatti aderito ai bandi regionali proprio per “cogliere quell’opportunità di sviluppo condiviso che grazie a questa legge perfezioniamo e mettiamo a regime”.

Il testo contiene anche una sezione dedicata alla sismica, frutto di un lavoro di revisione e recepimento di norme nazionali, tra cui il decreto legge 32/2019 (in particolare l’articolo 3) poi convertito con legge 55/2019, per il rilancio del settore dei contratti pubblici e la semplificazione degli interventi edilizi in zone sismiche. Per l’avvio di lavori nelle fasce 1 e 2 (quelle ad alta intensità, ndr) decade l’obbligo di autorizzazione preventiva della Regione, se gli interventi sono di “minore rilevanza per l’incolumità pubblica” o “privi di rilevanza ai fini della pubblica incolumità”. Nelle zone 3 e 4, l’obbligo è introdotto solo per gli “interventi rilevanti”.

La legge nel dettaglio

Semplificazione del procedimento di formazione dei piani attuativi relativi a piccole aree. Saranno oggetto di processi partecipativi solo su decisione dell’amministrazione comunale di riferimento. Le unioni dei Comuni e le associazioni di Comuni che abbiano proceduto all’approvazione dei piani strutturali intercomunali se vogliono potranno approvare anche il piano operativo di area vasta.

Riforma del sistema informativo regionale per costruire un unico sistema di raccolta dati dal punto di vista paesaggistico, territoriale, urbanistico. La nuova piattaforma sarà base di partenza per tutte le pubbliche amministrazioni e canale di gestione unico per avvio, adozione e approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica.

Nuovo procedimento di controllo per costruire in zona sismica attraverso il programma regionale ‘Portos’ per la trasmissione e la gestione delle domande di autorizzazione. Semplificazione delle procedure per gli interventi di minore rilevanza.

Possibilità per i Comuni che abbiano gli strumenti di pianificazione urbanistica scaduti, ma che si siano attivati per il rinnovo, di approvare varianti per la realizzazione di opere pubbliche, di interesse pubblico, e varianti per interventi industriali, artigianali e commerciali al dettaglio in contesti produttivi esistenti.

Modifica dei procedimenti per l’approvazione degli atti di programmazione e pianificazione dei porti di interesse nazionale e internazionale che per la Toscana sono ricompresi (ai sensi della normativa nazionale – articolo 7 del decreto legislativo 169/2016 e articolo 6 della legge 84/1994), nel sistema portuale del Mar Ligure Orientale (Marina di Carrara) e del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno, Capraia, Piombino, Portoferraio, Rio Marina, Cavo). A La Spezia ha sede l’Autorità di sistema del Mar Ligure Orientale,  Livorno è sede dell’Autorità di sistema del Mar Tirreno Settentrionale. Lo strumento di pianificazione integrata, il Piano Regolatore del Sistema Portuale (PRdSP), definisce obiettivi e azioni strategiche del sistema portuale. È costituito dal Documento di pianificazione strategica del sistema portuale (Dpss) e dal Piano regolatore portuale (Prp) di ciascuno dei porti inclusi nel sistema portuale. La Regione promuove gli adempimenti necessari all'approvazione del Dpss e del Prp, così come le relative varianti e adeguamenti tecnici funzionali. Nel caso in cui la circoscrizione territoriale del Documento di pianificazione strategica del sistema portuale sia compresa in più regioni, il Dpss è approvato dalla Regione dove ha sede l'Autorità del sistema portuale, previa intesa con le regioni nel cui territorio sono ricompresi gli altri porti.

Legge Urbanistica, Baccelli (Pd): "Più semplice, più vicina ai territori"

Cinque anni di vita, tre tagliandi per adeguarla alle esigenze dei territori, dei singoli cittadini, dei settori produttivi della Toscana. Il Consiglio regionale ha approvato le modifiche alla legge sul governo del territorio (la n. 65 del 2014) dopo un lavoro in commissione durato quasi 3 mesi, che ha ampiamente modificato l’iniziale proposta della giunta toscana (da 44 a 72 articoli) e ha registrato l’ascolto e le proposte delle categorie economiche, dei sindaci, degli ordini professionali e delle associazioni.

"Abbiamo ereditato dalla scorsa legislatura ­­– ha detto il presidente della commissione Ambiente e territorio Stefano Baccelli presentando la proposta in aula – una normativa importante ed abbiamo avuto l’approccio che ritengo corretto: non una legge immutabile ma da monitorare per intervenire e migliorare laddove è stato possibile. Le parole d’ordine che hanno ispirato queste modifiche sono state quelle della semplificazione e della vicinanza ai bisogni dei territori, dei Comuni, del mondo economico come dei singoli cittadini. Credo che, grazie al contributo di tutti, alla fine possiamo affermare di aver fatto un buon lavoro e che da oggi la legge potrà rispondere meglio alle mutate esigenze della società toscana. Tutto ciò – ha assicurato Baccelli – mantenendo assolutamente la barra dritta sui principi cardini della normativa: zero consumo di suolo, rigenerazione e riqualificazione come assi portanti del modello urbanistico. Infine, abbiamo voluto spingere ancora sul pedale dell’acceleratore per sostenere la pianificazione intercomunale, prevedendo che i Comuni possano fare insieme oltre al piano strutturale anche il piano operativo. Anche questa è una miglioria che estende il carattere di semplificazione e di funzionalità della legge. Ora il lavoro non termina - – ha concluso il presidente – perché dalle consultazioni abbiamo ricevuto contributi importanti che intendiamo valorizzare con nuove iniziative legislative".

Vediamo quindi nel dettaglio le principali novità di queste modifiche alla legge 65.

Per raggiungere l'obiettivo del completamento della pianificazione cosiddetta di area vasta si prevede, come ricordato da Baccelli, che i Comuni possano redigere il piano operativo intercomunale, oltre al piano strutturale intercomunale, e si stabilisce che il termine di conclusione del procedimento di formazione di tali piani sia di quattro anni.

Sempre nel campo della pianificazione, si semplificano i procedimenti per l’approvazione dei piani attuativi di minime dimensioni o che non comportino consumo di nuovo suolo.

Viene poi implementato l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per garantire servizi migliori ai cittadini e alle imprese, promuovere sul territorio regionale azioni dirette a realizzare la condivisione di tutte le banche dati territoriali (in sostanza si va verso un unico sistema di riferimento per la Pubblica Amministrazione nel settore urbanistico).

Altre modifiche riguardano: il miglioramento della disciplina dei mutamenti di destinazione d’uso per allinearla alle disposizioni della normativa statale, prevedere la SCIA in sanatoria, nei casi ammessi dalla legge nazionale; l’adeguamento alle nuove disposizioni statali in materia di sismica.

Un’altra modifica alla legge regionale stabilisce che nelle more dell’approvazione dei nuovi strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, è consentito ai comuni di approvare varianti agli strumenti urbanistici scaduti per la realizzazione di interventi industriali, artigianali, commerciali al dettaglio, direzionali e di servizio in contesti produttivi esistenti. Viene quindi prorogato al 30 giugno 2020 la scadenza delle varianti già adottate.

Infine, la nuova legge, com’è noto, prevede alcune disposizioni inerenti il recupero abitativo dei sottotetti. In particolare, qualora consentito dagli strumenti urbanistici, si permette il conseguimento della destinazione d’uso residenziale contestualmente alla realizzazione degli interventi diretti al recupero dei sottotetti che in tal caso, ed in relazione alla diversa casistica, sono soggetti a permesso di costruire o a SCIA.

Legge Urbanistica: il dibattito e gli interventi in aula

“Questo provvedimento è molto tecnico e va ben oltre la semplice revisione della legge 65, una norma che, dalla sua entrata in vigore nel 2014, ha prodotto la crisi del settore dell’edilizia”. Questo il giudizio della capogruppo della Lega, Elisa Montemagni, espresso durante il dibattito sulla modifica della legge regionale 65/2014, che detta norme in materia di governo del territorio. “Dal 2014 ad oggi abbiamo ritoccato questa legge ben diciotto volte, di cui quindici in questa legislatura – ha aggiunto – Abbiamo cioè creato continue difficoltà alle amministrazioni locali, ai professionisti e alle imprese edili. Perciò ribadisco quanto detto più volte: era meglio riscrivere la legge daccapo”. A proposito di alcuni punti specifici, la consigliera Montemagni ha criticato gli effetti della legge Del Rio in materia di porti, che “ci ha costretti a specifici interventi normativi” e ha sottolineato che servirebbero “altri interventi di manutenzione per quel che riguarda il capitolo relativo alle Conferenze dei servizi”.

Il capogruppo del M5S, Giacomo Giannarelli, ha annunciato il voto di astensione del suo gruppo. “Non si può negare che la legge contenga alcune migliorie – ha spiegato – ma è altrettanto vero che ci sono anche tante criticità”. A parte gli interventi dovuti all’adeguamento alle normative nazionali, Giannarelli ha giudicato positivamente le modifiche introdotte in materia di cave. Ha espresso perplessità, invece, riguardo alla prevista istituzione del Sistema informativo regionale integrato, “perché rischia di confliggere con altri strumenti regionali e può creare difficoltà nella realizzazione della cartografia regionale”.

“Forse si è intervenuti sulla legge diciotto volte, ma certamente questo è solo il terzo intervento sostanziale che viene fatto. E non ci sembra un fatto negativo. Anzi, è un segnale di buona amministrazione, perché, oltre agli adeguamenti dettati dall’evoluzione della normativa nazionale, risponde alle esigenze e ai bisogni manifestati dai territori”. Lo ha detto Elisabetta Meucci (Italia Viva), annunciando il voto favorevole del suo gruppo e ricordando che “questa revisione e manutenzione della legge 65 conferma gli obiettivi di contenimento del consumo del suolo, sicurezza urbana e sviluppo sostenibile”. Elemento caratterizzante della legge, ha sottolineato, “è la semplificazione, così come richiesto da Comuni, professionisti e categorie economiche e sociali”. Meucci ha richiamato l’attenzione anche agli articoli che introducono modifiche relativamente alla possibilità di recupero abitativo dei sottotetti che “è stata ed è uno dei capisaldi per contenere il consumo del territorio”.

Voto contrario è stato annunciato da Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, “perché è inammissibile che si preveda un’ennesima proroga per le varianti di natura commerciale e artigianali, che contraddicono il contenimento del consumo del suolo, e perché si dà un altro colpo di piccone alla legge 65, che era la miglior legge approvata nella scorsa legislatura”. Fattori si è detto contrario “alle modifiche in tema di partecipazione, di variazione delle altezze a piacere per gli edifici rurali, al rinvio dei termini per i procedimenti di Piano Operativo e dei Piani attuativi” e ha criticato, a proposito delle modifiche che interessano il bacino apuano, l’eliminazione del riferimento “della coerenza con le previsioni del Piano Strutturale”. Perplessità è stata espressa circa l’idea del Sistema informativo regionale integrato. Fattori ha concluso dicendo che ci sono anche alcune scelte condivisibili, “come ad esempio le indicazioni in materia di copianificazione e le modifiche per i sottotetti”.

Secondo Maurizio Marchetti (Forza Italia) la legge originaria aveva un taglio, dettato dall’allora assessore Marson, che successivamente è stato cambiato a più riprese. A suo parere, in riferimento ai percorsi partecipativi per gli atti non soggetti a Vas (Valutazione ambientale strategica), sarebbe opportuno chiarire definitivamente quali atti lo siano e quali no.”Pagare gli oneri per un cambio di destinazione nella stessa categoria funzionale è un balzello eccessivo – ha affermato – Come pure andare ad interpellare la Commissione paesaggistica anche per le zone non soggette a vincolo mi sembra un eccesso, non facilmente comprensibile”, A suo parere occorrerebbero norme più semplici e leggibili, ad esempio quando si parla di ‘Scia in sanatoria’, e lo stesso articolo 61, “fondamentale per la pianificazione”, risulta non del tutto chiaro, perché da un lato si inseriscono le attività agricole, dall’altro non si mettono quelle ricettive. Marchetti ha poi osservato che per i sottotetti “non c’è niente da dire” e c’erano già comuni che si erano attrezzati autonomamente. “Forse questi cinque anni potevano essere utilizzati per confezionare qualcosa ispirato da principi diversi. Principi  che oggi avete difficoltà a rinnegare, ma che di fatto rinnegate con le modifiche introdotte.” ha concluso.

 Serena Spinelli (gruppo misto) ha dichiarato di essere contraria a tutta la parte relativa ai sottotetti: “In una città come Firenze in cui il loro utilizzo riguarda circa duemila appartamenti senza prevedere che non possano essere riutilizzati a fini ricettivi, si rischia di dare la stura ad uno svuotamento ulteriore“. Tuttavia, visto il complesso delle norme, la consigliera ha annunciato voto di astensione.

 “Nel 2014 è stata approvata una nuova legge, nel solco di una tradizione che ha visto la Toscana locomotiva delle Regioni e che negli anni Novanta ha introdotto una fortissima semplificazione – ha affermato il capogruppo Pd, Leonardo Marras – In Toscana esiste il primato del piano pubblico e la capacità di vedere il territorio nella sua interezza. È evidente che i comuni devono procedere ad adeguarsi. Prima di avere una posizione ideologica sulla legge, abbiamo detto con chiarezza: usiamola. Ha funzionato, perché abbiamo introdotto il divieto di utilizzo di nuovo suolo agricolo. I comuni definiscono il perimetro urbano. È un confine ideale e di principio straordinario”.

Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) ha ricordato che l’assessore Riccardo Conti affermava spesso di volere che i comuni facessero da sé, ma mai da soli. Poi, però, con l’assessore Anna Marson “la musica è cambiata totalmente” e si è dovuto centralizzare di nuovo perché alcune situazioni erano scappate di mano: Monticchiello, Castagneto Carducci, la cementificazione selvaggia. Questa è una legge che ha messo tante toppe, ma a tutti sfugge il quadro d’insieme. La stessa questione dei sottotetti lo dimostra. Molti comuni avevano fatto da sé” ha concluso  Marcheschi, annunciando voto contrario.

 “Quanto fatto risponde all’obiettivo di sanare le contrapposizioni attorno alla legge e renderla irreversibile. I ritocchi sono frutto dell’ascolto e della concertazione con Comuni e soggetti interessati. Sfido chiunque a trovare una legge, così complessa, perfetta sin dalla sua prima stesura”. È la risposta dell’assessore all’Urbanistica Vincenzo Ceccarelli, che al termine del dibattito ha più volte ribadito: “La legge regionale 65 e il Piano paesaggistico non hanno mai voluto essere un freno, ma sono una evoluzione coerente alla pianificazione che la Toscana ha sempre espresso e che a livello nazionale viene presa come modello”. Ceccarelli ci tiene a rispondere punto per punto alle critiche mosse dalle opposizioni e in particolare, cita il nuovo sistema informativo, definendolo una “vera rivoluzione: saremo in grado di vedere l’impatto di consumo di suolo preventivamente ad una realizzazione”, e sugli ampliamenti nei sottotetti invita a guardarli come una opportunità per “famiglie che si allargano e che cambiano esigenze”. “Avevamo detto che questa legislatura sarebbe stata di attuazione del governo del territorio. In cinque anni abbiamo semplificato, migliorato e sanato incongruenze”, spiega ancora Ceccarelli, che ribadisce: “Sono aggiustamenti, non stravolgimenti”.

Meucci (Italia Viva): "Grazie alla nuova legge sarà possibile creare nuovi spazi"

Grazie alla nuova legge sarà possibile creare nuovi spazi aumentando il valore dell’esistente e ampliando lo spazio abitativo. A Meucci i complimenti del capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli per il lavoro svolto

“Semplificazione, contenimento del consumo di suolo, recupero e rigenerazione dell’esistente al centro della nuova legge urbanistica della Toscana. L’approvazione della nuova norma arriva dopo una attenta riscrittura e implementazione che rende concreti e realmente applicabili i principi della legge 65/2014. Tra le novità i sotto tetti che diventano abitabili creando valore e ampliando lo spazio disponibile dell’unità immobiliare. Lo spazio con la nuova norma, infatti, potrà essere creato con la realizzazione di nuovi solai o l’abbassamento di quelli esistenti”. A dirlo Elisabetta Meucci, consigliera regionale Italia Viva, che dopo un attento lavoro sulla nuova norma ne sottolinea i caratteri essenziali. “Un giusto approccio rispetto ad una legge risalente al 2014 - commenta Meucci, che aggiunge - una legge complessa in quanto fulcro e nello stesso tempo cornice non solo delle politiche regionali in materia di governo del territorio ma di tutte le politiche, in quanto l’urbanistica ne costituisce il substrato. Questa è la Regione in cui sono stati fatti interventi per mantenere e potenziare il difficilissimo ma virtuoso equilibrio fra contenimento del consumo di suolo, rigenerazione urbana, partecipazione e sicurezza con lo sviluppo sostenibile. La norma arriva dopo consultazioni ampie e approfondite con tutti i soggetti, dalle categorie economiche e sociali agli ordini professionali, passando per Anci, da cui sono emersi contributi importanti sia per un arricchimento del testo presentato, sia in un’ottica di futuri interventi”.

Meucci sottolinea anche la semplificazione della normativa regionale in materia di permesso a costruire e SCIA che in passato aceva creato difficoltà interpretative sia per Comuni che per professionisti.

Nella seduta di oggi è stato approvato anche un ordine del giorno collegato presentato dalla consigliera di Italia Viva Elisabetta Meucci che impegna la Giunta a incentivare l’utilizzo dei concorsi di progettazione sia in ambito pubblico che privato secondo quanto previsto dal Codice degli appalti. Questo porterà all’innalzamento della qualità dell’architettura e a sostenere le migliori competenze professionali.

A Meucci i complimenti del capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli per il lavoro svolto su questa materia.

Slittano i tempi per Tpl Toscana, Ceccarelli ripercorre in aula il percorso della gara e della Regione

Trasporto pubblico locale, “slittano di trenta giorni tutti gli adempimenti previsti”, ossia il trasferimento di beni (mobili e immobili) e del personale così come previsto all’articolo 15 del contratto ponte siglato a fine 2017 tra Regione e One Scarl, la società che raccoglie gli attuali 14 gestori dei servizi di tpl su gomma in Toscana. Il rinvio è dovuto al fatto che non è ancora stata pubblicata la sentenza del Consiglio di Stato, che dovrebbe mettere la parola fine alla guerra di ricorsi scaturita dall’assegnazione della gara a lotto unico regionale. Il cronoprogramma approvato dalla Regione il 25 settembre conteneva una riserva, “le date riportate avrebbero potuto subire adeguamenti temporali in conseguenza dei tempi di pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato”. L’avvio delle attività previste nel calendario era fissato all’11 novembre 2019.

A fotografare lo stato dell’arte della procedura di evidenza pubblica per l’affidamento in concessione del Tpl in Toscana, l’assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli, che nella comunicazione all’Aula ripercorre il percorso amministrativo, il contenzioso della gara e quanto fatto dalla Regione, “nel rispetto dei contratti e degli accordi firmati”.

In particolare, sulle decisioni assunte, Ceccarelli spiega perché la Regione ha “approvato in autonomia” il cronoprogramma previsto e disciplinato dallo stesso contratto ponte, proprio per “garantire il servizio in continuità”. “La Regione non ha fatto altro che dare attuazione a quello che era scritto – ha spiegato Ceccarelli –. Siamo di fronte a soluzioni di buon senso, non c’è solo la preoccupazione di chi deve vendere, ma c’è anche l’indisponibilità di chi deve comprare: se uno non sa chi sarà il gestore del servizio, perché dovrebbe acquistare officine, mezzi, fare passaggio personale?”. L’assessore si dice “stupito di tutto il movimento che c’è stato a seguito di atti che erano estremamente chiari e coerenti”.

L’invio delle informazioni da One Scarl ad Autolinee toscana – attuale aggiudicatario definitivo per effetto della verifica della Corte di Giustizia europea – è stato “molto frammentario e in alcuni casi incompleto”, spiega ancora l’assessore, riferendosi alla documentazione per garantire il subentro, che riguarda “circa 90 immobili, 2mila 900 bus e 5mila 400 addetti”. “Ci siamo fatti parte attiva per coordinare, supervisionare e agevolare il più possibile le attività”. Tuttavia, e nonostante “nelle ultime settimane la produzione di informazioni sia stata più regolare”, le due società “non sono riuscite a trovare un accordo per la definizione del trasferimento. La Regione – continua Ceccarelli – ha quindi dato attuazione alla previsione contrattuale, approvando il cronoprogramma il 25 settembre scorso”. Il calendario è stato presentato ad At “con una riserva”, chiarisce l’assessore: “Le date contenute avrebbero potuto subire adeguamenti in conseguenza dei tempi di pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato”.

Sullo storico della gara a lotto unico e sulla guerra di contenziosi che ne è seguita, Ceccarelli spiega passaggio per passaggio, ma prima fornisce un dato importante: il contratto ponte 2018-2019 – pensato per gestire il periodo transitorio, in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea e del Consiglio di Stato, attraverso un affidamento diretto del servizio di Tpl in via d'urgenza a One Scarl – “ha impegnato risorse superiori a quelle necessarie. La partenza del contratto di gara consentirebbe un risparmio di circa 9milioni di euro l’anno per effetto del ribasso proposto da At”. La possibilità di affidare il servizio di trasporto con ‘obblighi di servizio’ comporterebbe un impegno finanziario maggiore”.

Storia della gara a lotto unico del Tpl in Toscana

Il processo inizia nel 2010 con la legge Finanziaria, più volte definita “pilastro di tutta la riforma sul Tpl”. La nuova governance guarda il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio attraverso un soggetto che abbia le capacità industriali per riprogrammare la rete regionale di 106milioni 280mila chilometri annui e per offrire investimenti quali tecnologie avanzate e un “cospicuo numero di bus: 2mila 100 in 11 anni”. Primo step del percorso è stata l’intesa “per la definizione della rete dei servizi di Tpl” approvata all’unanimità dalla conferenza di servizi del trasporto pubblico locale (cui hanno partecipato tutti i Comuni e le Province toscane) e recepita dalla Giunta con delibera a giugno 2012. Con apposito decreto dirigenziale, nell’agosto dello stesso anno, si avvia la procedura di evidenza pubblica con l’avviso (pubblicato il 5 ottobre 2013) per acquisire le manifestazioni di interesse. Il 13 novembre 2014 sono state inviate le lettere ai soggetti che avevano manifestato interesse: Mobit Scarl (che raggruppa quasi tutti gli attuali gestori) e Autolinee toscana (At) facente parte del gruppo francese Ratp. Il 2 marzo 2016 la Regione aggiudica definitivamente la gara ad At ed essendo stata impostata come una “cessione di ramo d’azienda”, prevede obblighi quali quello del gestore uscente di trasferire al nuovo (previo pagamento regolato con legge) beni mobili ed immobili (mezzi e depositi) e personale. All’aggiudicazione definitiva è seguito un contenzioso risolto inizialmente dal Tar Toscana con sentenza che ha individuato nel Piano economico e finanziario (Pef) un vizio e per questo ha proceduto all’annullamento della gara in favore di At certificando l’impossibilità di subentro per Mobit e facendo salvi gli atti di gara della Regione. Il 13 marzo 2017, a seguito dei nuovi Pet inviati dalle due società, si procede all’aggiudicazione provvisoria in favore di At.

La sentenza del Tar viene intanto impugnata da entrambe le società e proposta al Consiglio di Stato che ha sospeso il giudizio rinviando alla Corte di Giustizia europea quesiti relativi alla partecipazione di At alla gara. Il 21 marzo 2019 arriva la sentenza che legittima Autolinee toscana a partecipare. Mobit si oppone chiedendo provvedimenti cautelari che verranno discussi il 4 dicembre prossimo.

Il contratto ponte

Nato per gestire la fase transitoria e di definizione del contenzioso, viene siglato con la società che raccoglie gli attuali 14 gestori di Tpl (One Scarl) con durata due anni: 2018-2019. Contestualmente viene stipulato un accordo tra Regione, At e Mobit per “disciplinare i rapporti tra contratto ponte e futuro contratto di gara”. In tale accordo è previsto che la Regione “aggiudica definitivamente a seguito del completamento della verifica sul requisito di partecipazione di At”.

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