Si avvicina il 25 novembre, ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne , istituita dall'assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999.
Sono i numeri a parlare di un’emergenza nazionale che ancora non accenna a risolversi: 142 donne uccise solo l’anno scorso, con un incremento rispetto al 2018, la più alta percentuale di vittime mai registrata. Nei primi mesi del 2019 sono già 80 le vittime, quasi una ogni tre giorni.
Le statistiche del Ministero riguardo ai femminicidi in Toscana sono preoccupanti (108 casi dal 2009, di cui 30 nella sola Città Metropolitana di Firenze), anche aumentano anche le denunce, segno della rete antiviolenza che funziona e dà sicurezza alle donne che ne ricorrono.
Ad uccidere sono persone a stretto contatto con le vittime, soprattutto ex partner, amici e figli.
I numeri salgono se prendiamo in considerazione le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza per violenza fisica, psicologica, stalking, mobbing.
La conferenza Donne dell’Empolese Valdelsa, costituitasi a ottobre, con la sua portavoce Eleonora Caponi, ritiene il tema della violenza di genere prioritario nella sua iniziativa politica.
Affrontare la violenza di genere non deve dipendere dalla buona volontà di un amministratore o amministratrice, docente a scuola, da volontari. Insieme a tutto il Partito democratico, la Conferenza chiede, oltre a pene più severe e ad una legislazione più certa, che sia data piena attuazione alla “Convenzione di Instanbul”, maggiori risorse alle reti di protezione delle vittime, ai centri antiviolenza e alle case rifugio, spesso gestite da associazioni e da donazioni private.
Allo stesso tempo è necessario, ed ormai improrogabile, investire sulla diffusione di una cultura di genere e di rispetto delle differenze.
“Veniamo da una stagione difficile per quanto riguarda gli attacchi alle donne: ai loro diritti, alla libertà, all'autonomia femminile- afferma Eleonora Caponi-Il governo giallo-verde ha cercato di imporre una cultura oscurantista, patriarcale e maschilista, come dimostrano i fatti legati al Family day, alla difesa della 194, all’idea di riaprire le case chiuse, all'incentivo con un pezzo di terreno per il terzo figlio e al ddl Pillon.
La scelta di responsabilità del Pd di andare al governo è dipeso anche da questo: dare una risposta ai tanti movimenti e reti di donne che hanno chiesto di porre un argine a questa deriva. Ci viene richiesto un salto di qualità culturale, una piattaforma di proposte credibili per la nostra esperienza di Governo e non possiamo rimandare.”.
Laura Rimi, delegata nazionale alla Conferenza Donne aggiunge: “Come è stato detto anche nella tre giorni di Bologna, #tuttaunaltrastoria, aperta proprio da un’iniziativa sulla libertà delle donne, noi, donne e uomini del Pd, dobbiamo aprire una nuova stagione, che sia prima di tutto femminista, l’unica vera risposta ad una politica del maschio alpha, del mito dell’uomo solo al comando, del leader che “nomina” le donne. Saremo noi donne a vincere la cultura maschilista, che costringe a scegliere tra essere madre o lavoratrice, che vede guadagnare meno per lo stesso posto di lavoro e che, la cosa più inaccettabile, vede ogni anno morire donne per mano di uomini.”.
Il 25 novembre è l’occasione per trattare il tema della violenza sulle donne, per chiedere ai vertici maschili di assumersi la responsabilità di questa battaglia insieme a noi e per ripartire da temi, programmi, argomenti nell’ottica di genere. Il Pd deve arricchire l'agenda politica italiana della questione di genere: cura, dignità delle persone, diritti, beni comuni. Queste sono le linee guida per chi ha ancora l’ambizione di cambiare il corso della storia.
Fonte: Pd Empoli - Ufficio stampa
