GoBlog - Michela Renaldini
Pandolce alla genovese
Fonte foto: ricetteperbimby.it
Buongiorno oggi ringrazio la signora Berta che mi ha mandato questa ricetta gustosa che ha trovato su un giornale di cucina ( Cucina Naturale). Berta vive in Toscana ma mi ha raccontato che il suo bisnonno era di Genova e quando ha letto la ricetta ha voluto provarla per omaggiare anche il suo bisnonno. Al suo primo tentativo gli è venuta bene e soprattutto era molto buona. Un dolce semplice da poter gustare ogni ora del giorno.
Esistono due versioni del Pandolce quella tradizionale e più antica che prevede un impasto soffice e ben lievitato e alto, mentre l'altra più recente con un impasto più friabile e basso. La versione che Berta mi ha dato è quella con un impasto più friabile come la pasta frolla e più basso la cui preparazione è più veloce, in quanto la ricetta più antica prevede una lievitazione molto lunga.
Il Pandolce è una ricetta che di solito si prepara sotto le feste natalizie, alcuni fanno risalire questa ricetta alla tradizione persiana che prevedeva pochi ingredienti come l'uvetta e il miele dopo con il passare del tempo è stata arricchita con altri ingredienti tra cui il marsala e l'acqua di fiori di arancio e frutta secca.
Mi sono chiesta dal momento che io non sono per niente esperta nel preparare le torte dove si può acquistare l'acqua di fiori di arancio? Come sempre sono andata su google e ho trovato che si può semplicemente trovarla in un supermercato bene fornito oppure anche in farmacia/erboristeria e forse qui troverete un prodotto più naturale privo di coloranti e prodotti di sintesi. Non solo, se avete una pasticceria di fiducia potete chiedere anche a loro di prepararvelo.
C'è un usanza genovese che secondo la tradizione il pandolce andrebbe portato in tavola dal più giovane della famiglia e tagliato a fette dal più anziano. Una fetta andrebbe serbata da donare a un bisognoso ed un'altra conservata fino al 3 febbraio, giorno di San Biagio, considerato il protettore della gola.
Pandolce genovese
Ingredienti per 8 persone
75 gr di Burro a temperatura ambiente
120 gr di Zucchero
250 gr di farina 00
Un uovo grande
60 gr di uvetta
50 gr di frutta mista candita
50 gr di nocciole tostate
30 gr di pinoli
2 cucchiai di lievito per dolci
Mezzo cucchiaino di semi di finocchio
2 cucchiai di marsala o di passito
1 cucchiaio di Acqua di fiori d’arancio
sale
Preparazione
Montate con le fruste in una ciotola il burro insieme allo zucchero, finché ricavate un composto bianco e spumoso. Aggiungete l’uovo, il marsala, e l’acqua di fiori d’arancio. Incorporate con cura all’impasto la farina già setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Unite le nocciole tritate grossolanamente, i pinoli, l’uvetta (già ammollata e strizzata), la frutta candita tagliata a cubetti e i semi di finocchio pestati grossolanamente. Mescolate quel tanto che basta per amalgamare il tutto, alla fine l’impasto deve risultare come una sorta di frolla molto morbida. Aggiungete un goccio di acqua se l’impasto risultasse troppo asciutto, oppure una spolverata di farina se fosse troppo morbido o appiccicoso. Con le mani leggermente inumidite, date all’impasto la forma di una pagnotta arrotondata. Sistemate l’impasto in uno stampo dai bordi alti del diametro di 22-24 cm. Incidete una croce come decorazione sulla sommità e infornate a 170 gradi per 35-40 minuti o fino a che il pandolce risulterà dorato, sodo e bene asciutto anche all’interno. Fate la prova con uno stecchino. Sfornate e lasciate raffreddare il dolce e prima di tagliarlo fate passare almeno un paio di ore.
Berta










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