Con il Covid-19 la stagione turistica e gli affari sono irrimediabilmente compromessi. Di fronte a quella che si annuncia come una catastrofe economica per negozi e pubblici esercizi, Confcommercio e il suo direttivo di imprenditori di San Miniato provano a reagire con creatività ed energia.
“Dobbiamo ripartire, consapevoli del fatto che i turisti stranieri non li vedremo per un bel po' di tempo, e che in attesa di conoscere condizioni e prescrizioni igienico-sanitarie, sappiamo già che la media superficie dei locali è molto piccola. Lanciare allora la caratterizzazione di una San Miniato all'aperto, centro attrattivo del comprensorio del cuoio, potrebbe essere una prima risposta al nuovo scenario che incombe. La nostra proposta estiva è quella di chiudere con la Ztl il centro storico a partire da una certa ora del tardo pomeriggio, per almeno cinque giorni su sette, autorizzando suolo pubblico e tavolini senza oneri per bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere. Una San Miniato tutta da scoprire e vivere all'aria aperta, con l'organizzazione di eventi a tema, nel rispetto delle misure di sicurezza, caratterizzandoci come meta estiva attraente e di interesse per un turismo locale. Disponibili ad incontraci sin da subito consapevoli del fatto che con contributo e la collaborazione di tutti ce la possiamo fare”, spiega l'imprenditore del direttivo di Confcommercio, Samuele Senesi.
Rivolge un appello al sindaco di San Miniato il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: “Sindaco, prorogare non basta. Le tasse per il 2020 vanno cancellate e non semplicemente rinviate di qualche mese. Sospeso..., al momento non fatturato..., rinviato..., la risposta ufficiale del sindaco alla nostra richiesta è totalmente inadeguata rispetto alle necessità reali delle imprese chiuse da due mesi e di fronte ad una situazione finanziaria senza precedenti. Ci sono comuni della nostra provincia che hanno già deliberato importanti abbattimenti della tassazione locale, in particolare per tassa sui rifiuti e suolo pubblico, oppure individuato agevolazioni per fondi commerciali e altri tipi di sostegno. Per fare solo un esempio, è inaccettabile non cancellare la Tari quando sappiamo che le imprese chiuse non possono aver prodotto alcun tipo di rifiuto e quelle rimaste aperte ne hanno prodotto una quantità irrisoria. Vogliamo essere ancora più chiari: i soldi non ci sono, le imprese devono lottare disperatamente per non morire, spazi per pagare le tasse non ce ne sono”.
“Spero” - aggiunge e conclude il direttore - “che il sindaco comprenda che per salvare il tessuto imprenditoriale e consentire una ripresa delle attività, l'amministrazione comunale non può misurare le scelte fondamentali con un bilancino da laboratorio, ma assumendo scelte e sostegni economici straordinari alle imprese, senza vincolarli a eventuali misure governative”.
Fonte: Confcommercio Pisa
