
Il Coronavirus modificherà la nostra estate. Andare al mare non sarà più come gli anni scorsi, le nostre abitudini saranno cambiate. Per evitare assembramenti e vivere la spiaggia in sicurezza, un gruppo di giovani architetti toscani ha ideato un progetto pionieristico, che va al di là delle immagini dei 'gabbiotti' in plexiglass visti di recente sui social. Si tratta di #E-StateInSicurezza, ovvero una fruizione più libera degli spazi della spiaggia pur rispettando le distanze interpersonali.
La proposta è stata messa in piedi da otto persone, tutte tra i ventotto e i trenta anni. Provenienti da diverse zone della Toscana, si sono incontrati all'Università di Firenze e hanno incrociato i loro studi e le loro carriere. Si chiamano Andrea Favilli, Antonio Giannetti, Caterina Ghelli, Mirco Guasti, Lavinia Guicciardini Salini, Lucio Innocenti, Tommaso Laezza e Consuelo Rellini. Da loro è partita questa idea che cerca di unire sicurezza, sostenibilità e flessibilità.

In rappresentanza del gruppo, gonews.it ha intervistato Antonio Giannetti, architetto di Ponte a Egola. "L'idea è quella di salvare, o quantomeno di aiutare, le imprese del settore balneare. Purtroppo quest'estate si dovranno fare sacrifici e bisogna già capire che sarà diversa, ma proprio per questo abbiamo studiato una nuova soluzione che comunque rispetti le distanze tra le persone" ha detto.
C'è chi ormai si è assuefatto alle foto delle strutture che girano sul web, ma #E-StateInSicurezza è tutta un'altra cosa, più libera e armonica. La zona balneare viene divisa in settori. Si trovano ingresso (con pagamento e igienizzazione), spiaggia e mare; questi sono suddivisi a loro volta in compartimenti più piccoli e collegate da percorsi a un’unica direzione.
In spiaggia, le file di ombrelloni sono divise da corridoi a unico senso di percorrenza, definiti da pareti di corde che delimitano ma non separano: "All'interno poi ci sono divisioni garantite da un sistema di pallet, che può essere usato anche per il verde". E qui arriva la flessibilità: "Lo schema e i materiali usati fanno sì che ci si possa adeguare a qualsiasi soluzione".

Per quanto riguarda invece la sostenibilità, Giannetti ha spiegato: "I materiali utilizzati sono di basso costo, facilmente reperibili e in alcuni casi anche riutilizzabili. Spesso sono anche a km 0 e ecologici". La massima attenzione va alla sicurezza: "I corridoi a senso unico di percorrenza permettono di evitare assembramenti. Alcuni vanno verso il mare, altri vengono dalla battigia. Le distanze minime sono garantite".
"Le corde tra le diverse postazione servono anche per non rendere occlusivo lo spazio. I fruitori sono disincentivati a andare al mare per via dell'emergenza, quando arrivano in spiaggia non possono essere ancora 'chiusi'" ha continuato. In questo caso anche la gestione della spiaggia diventa più facile. Strutture del genere non sono per niente claustrofobiche, come temevano in molti nelle discussioni sui social quando sono uscite le prime notizie su come il Covid-19 avrebbe influenzato l'estate.
#E-StateInSicurezza è un progetto nuovissimo, ideato in piena emergenza Coronavirus e che sta iniziando a farsi conoscere. Giannetti e gli altri architetti hanno in mente di aiutare gli imprenditori del settore balneare: "Siamo a disposizione di amministratori, associazioni di categoria o imprenditori toscani e non, in modo tale da esporre questa nostra idea e aiutarli a fruire del mare anche in un'estate diversa come quella 2020". In questi giorni in Versilia i balneari hanno protestato per le mancate risposte sulla Fase 2, chissà che questo progetto non possa esser d'aiuto.

Gianmarco Lotti
