Forse non tutti lo sanno visto che il personaggio qui a Empoli non è molto conosciuto, ma sul pianeta Marte c'è un cratere intitolato ad un empolese illustre. Si tratta di Mentore Maggini, un professore nostro concittadino nato nel lontano 6 febbraio del 1890 e morto a Teramo l'8 maggio 1941, uno dei più importanti astrofisici italiani a cui si devono, appunto, qualificati e fondamentali studi sul pianeta rosso.
Come detto Mentore nacque proprio nella nostra città dai genitori Mario e da Erminda Maestrelli. Iniziò a studiare con l'obiettivo di lavorare nel campo della chimica, fino a quando il padre scolopo Guido Alfani, che era stato il maestro di 'babbo' Mario Maggini, dette la svolta alla sua vita. Essendo direttore dell'osservatorio Ximeniano di Firenze, intuì subito le sue capacità e lo convinse ad occuparsi di astronomia nominandolo, nel 1907 ad appena 17 anni, suo assistente. Ovviamente i mezzi al tempo erano pioneristici, ma Maggini si dedicò con entusiasmo al cielo ed iniziò a scrivere articoli sul bollettino dell'istituto e su altre riviste, trovando subito apprezzamento nella comunità scientifica.
Visti i suoi scritti, Antonio Abetti, direttore dell'osservatorio di Arcetri, lo volle al suo fianco facendo fare alla carriera del giovane empolese un altro passo in avanti e permettendogli anche di non farsi scolopio. La qualifica che aveva era di bibliotecario ed assistente volontario (retribuzione quindi non alta) e decise così di iscriversi alla facoltà di fisica dell'Università di Pisa anche a costo di sacrifici non di poco conto, visto che studiava sotto la torre pendente e trovava il tempo di osservare il cielo dalla collina di Arcetri.
Una volta laureatosi nel 1920, ottenne l'anno successivo la nomina di Assistente effettivo ed ebbe così la possibilità di dedicarsi allo studio delle superfici planetarie e in particolare del pianeta Marte in modo decisamente più stabile e professionale. Nel 1923 si trasferì all'osservatorio di Catania dove ottenne una cattedra presso l'Università proseguendo così i suoi studi su Marte. Tre anni dopo vinse il concorso e fu nominato direttore dell'osservatorio di Collurania (oggi osservatorio astronomico d'Abruzzo che si trova nel cuore del parco nazionale del Gran Sasso in una via intitolata proprio a lui), vicino Teramo, dove fece importanti passi in avanti nei suoi studi progettando anche apparecchiature in grado di farli progredire in modo importante. Proprio qui fece costruire un nuovo prototipo di interferometro, lo strumento di base dell'interferometria, scienza che permette di studiare gli effetti di composizione delle onde in particolare elettromagnetiche. E proprio qui osservava il cielo grazie al mastodontico telescopio rifrattore Cooke.
Le stelle, Marte ed anche Saturno furono oggetti di molti suoi studi e lavori talmente importanti che ebbe due riconoscimenti prestigiosi: nel 1935, fu nominato presidente della commissione per lo studio fisico dei pianeti e dei satelliti in seno all'Unione astronomica internazionale e, nel 1940, ebbe il riconoscimento più prestigioso, quello della Regia Accademia d'Italia. I suoi trenta anni di studio del pianeta Marte, molti fatti anche in viaggi in osservatori di altri paesi europei, furono poi raccolti in un volume arricchito dai disegni che aveva fatto nel corso della sua attività scientifica. Il sito dell'Università americana di Harvard, in una sezione dedicata all'astrofisica, riporta ben 102 sue pubblicazioni, tralasciando gli articoli che aveva scritto per riviste scientifiche.
Queste furono purtroppo le ultime soddisfazioni della vita di Mentore Maggini visto che, nel 1941 ad appena 51 anni, l'asma di cui era sofferente e il grande dolore per la perdita della seconda figlia che aveva chiamato Urania (la prima si chiamava Maria Celeste), lo portarono alla morte, a Collurania dove viveva. Per ricordarlo, come accennato all'inizio, oltre ai vari riconoscimenti scientifici ed alle pubblicazioni che ancora oggi sono studiate, gli fu appunto intitolato un cratere sul pianeta Marte. Insomma, lassù nel cielo, a oltre 57 milioni di chilometri dalla Terra, c'è anche un pezzettino della nostra Empoli. Grazie al professor Mentore Maggini, concittadino illustre.
Marco Mainardi
