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Mascherine gratuite nelle edicole, minacce alla proprietaria: "Ritiro la mia adesione"

Brutto episodio a Monsummano Terme durante la distribuzione gratuita delle mascherine regionali ai cittadini. Martina, proprietaria dell’edicola di 'Grotta Parlanti", ha aderito volentieri alla 'chiamata' regionale agli edicolanti per la distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, ma qualcosa è andato storto sin dai primi minuti del primo e unico giorno.

Come nel caso delle farmacie, anche gli edicolanti sulla base delle dimensioni del proprio negozio e alla loro organizzazione interna, da ieri, 5 maggio, primo giorno della nuova procedura di distribuzione, stanno indicando ai cittadini le regole da seguire per poter accedere al servizio gratuito regionale. E così anche Martina, ha affisso un cartello in cui avvisava che la distribuzione sarebbe avvenuta tra le 12 e le 14.

"Creare un arco temporale in cui ritirare le mascherine mi è sembrato un giusto compromesso tra la necessità dell'esercizio commerciale e la distribuzione gratuita". Qui però sorgono i primi problemi. Alla spicciolata, fin dal primo mattino, si sono presentate alla porta dell'edicola molte persone, che alla vista dell'orario, hanno iniziato a protestare.

Dato il gran numero di persone in fila, Martina ha acconsentito a partire con la distribuzione. "Il sistema informatico non è stato celere, perché la app fornita dalla Regione in molti casi non ha letto in automatico le tessere sanitarie che bisogna esibire per il ritiro. Ho dovuto inserire i codici fiscali a mano e questo ha richiesto tempo".

Numerose le persone in fila per ricevere le mascherine, ma c'erano anche i clienti abituali che hanno chiesto di poter accedere all'edicola "solo per comprare il giornale". Ne sono nate discussioni e malintesi. Alcuni hanno accusato la proprietaria dell'edicola di attuare favoritismi nei confronti dei clienti abituali e sono partiti con offese e minacce.

"Nessun favoritismo - afferma Martina scossa e delusa per l'atteggiamento delle persone-. Ho chiesto educazione e rispetto per il mio lavoro. È impensabile credere che si possa passare tutta la mattina a distribuire mascherine mandando indietro i clienti che sono lì solo per fare acquisti. Per questo ho chiesto di farli passare avanti. Ma ho ottenuto in risposta offese sempre più pesanti, non solo nei miei confronti, ma anche verso i miei clienti, tra cui persone molto anziane".

I malintesi e le accuse non cessano qui. Martina chiede agli avventori di non presentarsi con 7-8 tessere sanitarie, per evitare che le mascherine finiscano subito. E riceve altri insulti. La situazione diventa talmente difficile da gestire che la proprietaria dell'edicola è costretta a chiamare la Polizia Municipale. All'arrivo degli agenti, la situazione si placa.

Nel primo pomeriggio si creano nuovi disagi presso l'edicola di Grotta Parlanti. Finite le mascherine Martina è stata nuovamente oggetto di insulti. Qualcuno ha minacciato di farle chiudere l'edicola o di chiamare la polizia per ottenere le mascherine. Esasperata, Martina ha contattato il numero del distributore e ha ritirato la sua adesione all'iniziativa.

"Ero entusiasta di poter fare qualcosa per il mio paese. Sono stata ricoperta di insulti e minacce".

Delusa e amareggiata, Martina ha chiamato il sindaco di Monsummano Terme Simona De Caro. "Devo ringraziare il sindaco e la polizia municipale. Il sindaco ha capito perfettamente il problema e ha confermato la mia scelta era legittima. Umanamente il nostro sindaco è sempre molto vicino ai nostri commercianti. Dopo la mia decisione, ho ricevuto la comprensione di clienti e colleghi da altre zone della Toscana".

La nota del sindaco De Caro

La risposta del primo cittadino è stata pubblicata in una nota in cui si invitano i cittadini alla collaborazione.

"Questa sera dovrete scusarmi ma devo assolutamente riportare con i piedi per terra almeno una parte di nostri concittadini ed è davvero avvilente. Viviamo in una regione ben organizzata che ha deciso di regalare le mascherine ai suoi abitanti, e non è scontato perché in molte altre regioni la gente non deve solo pagarle ma anche procacciarsele. Le mascherine vengono rifornite ogni giorno e ce n’è per tutti perché vanno per codice fiscale. Abbiamo degli imprenditori, farmacisti prima e edicolanti dopo che in maniera assolutamente gratuita tolgono tempo alle loro attività per svolgere un importante servizio pubblico e non si sottraggono. E cosa accade? Accade che ogni volta c’è l’assalto per accaparrarsene il più possibile, gente ammassata che si lamenta e pretende, che si presenta il primo giorno con in mano dieci tessere sanitarie esigendole per tutti seduta stante ... lecito ma che se ne farà una famiglia pur di dieci persone di cento mascherine il primo giorno? Mai pensato di lasciare che anche agli altri ne tocchi qualcuna? Niente vieta di tornare a prenderle nei giorni successivi.
Il problema vero poi sono i modi.. lamentele, arroganza e pretese si sprecano, non si tollera di aspettare, non si tollera ci possano essere degli orari di distribuzione, non si tollera che la fornitura possa arrivare ad un orario diverso da quello previsto o che le quantità giornaliere di esauriscano.
Oggi, dopo diverse scene inqualificabili abbiamo già perso un canale di distribuzione ... che ripeto è volontariato da parte di chi lo fa... uno dei punti aderenti ha preferito tirarsi fuori perché intimorito dai comportamenti, anche gli altri hanno chiesto sostegno e un invito alla disciplina minacciando altrimenti di fare lo stesso.
Ma cosa siamo diventati? In questo io non riconosco i miei concittadini, il periodo è stato ed e’ difficile per tutti, le attività e le iniziative per la gestione dell’emergenza a tutti i livelli sono perfettibili e certo migliorabili, ma molte di esse non sono dovute e le abbiamo perché c’è chi si mette a servizio degli altri salvo poi diventare il capro espiatorio di sfoghi sicuramente sempre male indirizzati. Usciremo da questa situazione solo con la collaborazione di tutti.. ripeto collaborazione... che deve imprescindibilmente essere accompagnata da educazione, rispetto e pazienza. Se non riusciamo in queste piccole sfide come vinceremo le grandi?
Vogliamo davvero mettere a rischio questo privilegio, perché è un privilegio, che la regione Toscana ci offre, impedendo a chi deve darci una mano di fare il suo lavoro?
Spero davvero di non dovere mai più usare questi toni e mi scuserà quella larga maggioranza di popolazione di Monsummano che invece apprezza e ringrazia.
Devo e voglio ancora una volta richiedere la vostra collaborazione perché senza non si va avanti".

Distribuzione delle mascherine e problemi in Toscana

La distribuzione gratuita delle mascherine per la prevenzione del contagio da nuovo coronavirus Covid-19, è stata avviata dalla Regione Toscana ad aprile per fronteggiare l'emergenza. Dall'avvio del servizio di distribuzione gratuita dei dispositivi di protezione individuale ai cittadini toscani, sono emerse una serie di criticità. La prima distribuzione, in piena Fase 1, è stata affidata ai Comuni per la consegna a domicilio. Questi si sono avvalsi, a loro volta, dell'aiuto di associazioni attive sul territorio, volontari e protezione civile.

Successivamente le mascherine sono state distribuite presso GDO e farmacie, ma la distribuzione nei supermercati è durata poche ore. Molte le farmacie che, a causa di problemi di assembramenti e incomprensioni con i clienti, hanno fatto un passo indietro nei primi giorni.

Ma poi il servizio è andato a regime e le farmacie sono riuscite a gestire in modo autonomo la distribuzione a un enorme numero di persone.

In questa nuova fase di riapertura, la Regione Toscana ha deciso di affidare la distribuzione alle edicole, fornendo ai negozianti un'applicazione per la registrazione delle tessere sanitarie oltre alle mascherine.

Problemi di distribuzione a Montelupo

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