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Showroom del falso in centro a Viareggio: tre denunciati

Negli ultimi giorni la Guardia di Finanza di Viareggio ha eseguito diversi interventi finalizzati a contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale e della contraffazione durante la stagione estiva. I finanzieri hanno eseguito diversi sequestri in particolare nelle vicinanze degli stabilimenti balneari e nei pressi delle stazioni ferroviarie.

L’attenta azione di controllo e presidio del territorio e una mirata attività di intelligence, hanno inoltre consentito alle Fiamme Gialle di individuare, in centro a Viareggio, un vero e proprio show – room del falso, nel quale un cittadino italiano stoccava e mostrava ai propri “clienti” svariate centinaia di prodotti finiti di ottima qualità perfettamente confezionati, con tanto di cartellino e sacchetto griffato. La sala di esposizione era perfettamente allestita per la presentazione della merce ed era fornita di tutto, dalle calzature all’abbigliamento, con un vasto assortimento di articoli di piccola pelletteria delle più esclusive griffe di moda. La boutique non era aperta al pubblico ma riservata esclusivamente a clientela selezionata.

L’attività ha consentito di denunciare alla locale Procura della Repubblica di Lucca tre soggetti, il cittadino italiano gestore dello spazio espositivo e due persone di origini nigeriane, per commercio di prodotti con segni falsi (art. 474 del codice penale) e per ricettazione (art. 648 del codice penale).

Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro oltre 600 prodotti tra capi di abbigliamento, accessori e orologi delle più note griffe dell’alta moda e del lusso, tra cui Gucci, Burberry, Stone Island, Prada, Hogan e Rolex.

L’azione di contrasto al fenomeno della contraffazione e dell’abusivismo commerciale rientra tra i principali compiti del Corpo e si pone l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori, dal momento che spesso le materie prime o i coloranti utilizzati risultano tossici. Inoltre la tutela del made in Italy è finalizzata a salvaguardare le aziende e i soggetti economici sani che operano nella legalità, specie in questo periodo in cui, a causa del lock down, molte attività si trovano in gravi difficoltà economiche. La contraffazione crea danni ingenti al mercato, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese oneste e ai propri dipendenti.

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