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Caso Dentix, già 160 pazienti si sono rivolti a Confconsumatori

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Sono già 160 in tutta la Toscana – in particolare nelle zone di Massa-Carrara, Prato, Pisa, Lucca, Pistoia e Livorno – i pazienti di Dentix che si sono rivolti agli sportelli di Confconsumatori in seguito alla vicenda che ha coinvolto le cliniche dentali. «Confconsumatori – fanno sapere dall'associazione – ritiene opportuno tenere alta l'attenzione su questa vicenda che ha vede coinvolti purtroppo numerosissime persone. Purtroppo la vicenda è ormai nota: pazienti che necessitavano di cure odontoiatriche si sono rivolti alla catena dentistica Dentix Italia, con sedi in tutta Italia, che dopo il 18 maggio, data di riapertura degli studi dentistici dopo la chiusura determinata dal Covid, è letteralmente sparita e non ha dato più notizia di sé, lasciando i propri pazienti con le cure da finire e in alcuni casi addirittura da iniziare. A fronte di ciò, invece, Dentix ha incassato dai pazienti tramite acconti, o direttamente dalle 4 finanziarie alle quali si appoggiava (Deutsche Bank Easy, Agos, Fiditalia e Cofidis) tutti gli importi dei lauti preventivi fatti ai clienti». Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo la prima visita, tramite i propri incaricati, Dentix redigeva sempre preventivi di importo elevato, applicando a tutti grossi sconti, inducendo le persone a fidarsi e a pensare di ricevere buone cure a prezzi molto concorrenziali. «I prezzi erano sì concorrenziali – ricordano a Confconsumatori – ma il problema è che le prestazioni ai pazienti non sono terminate, come purtroppo non sono terminati gli obblighi dei pazienti di continuare a pagare le rate dei finanziamenti che, stranamente con una velocità incredibile, venivano erogati nell'immediatezza dalle finanziarie».

Le novità emerse nelle ultime settimane riguardano proprio gli aspetti collegati ai finanziamenti presi dai pazienti: «Ci riferiscono di non aver dovuto presentare alcun documento sul proprio reddito, sul proprio stipendio o pensione per poter richiedere il finanziamento, i cui moduli venivano compilati direttamente dagli addetti Dentix, talvolta anche con dati non corretti. Ad esempio, il caso di una signora che percepiva 450 euro di pensione, mentre dal finanziamento risultavano 1.300 euro, senza che la finanziaria avesse richiesto documentazione, o il caso di una ragazza che poco prima non aveva ottenuto il finanziamento per l'acquisto di un'auto usata e invece con Dentix l'aveva subito ottenuto».

Dopo l'invio delle diffide a Dentix – che, come prevedibile, sono rimaste inevase – sono iniziati i reclami alle finanziarie per richiedere l'applicazione della norma di legge che obbliga a considerare risolto, ai sensi dell’articolo 125 quinquies del Testo unico bancario, il contratto di finanziamento per inadempimento della fornitrice della prestazione (ossia Dentix) e a restituire le rate già riscosse. «Ricordiamo infatti che l'autonoma sospensione del pagamento delle rate da parte dei pazienti mette a rischio sia la richiesta di mora, com'è accaduto per un paziente che si è visto richiedere 100 euro di mora per ogni rata non pagata, oltre alla segnalazione alla Centrale rischi interbancaria. Confconsumatori – concludono all'associazione – prosegue la sua battaglia a fianco dei pazienti e percorrerà tutte le strade possibili per vedere concludersi positivamente, per i propri associati, questa vicenda».

Chi necessita di assistenza può rivolgersi alle sedi territoriali di Confconsumatori in Toscana: tutti i contatti sono sul sito www.confconsumatoritoscana.it.

Fonte: Confconsumatori Toscana

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