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La fatica di vivere con pensioni di invalidità troppo basse: madre con due gemelli disabili denuncia lo stato

Non tutte le madri sono uguali, ci sono madri che ogni giorno sono in trincea. Ho intervistato una madre di quattro figli, due normo dotati e due gemelli disabili… Nel suo racconto amore e dolore si intrecciano. Mi ha raccontato anni durissimi dove la loro riabilitazione correva parallelamente a sacrifici e rinunce. Ci sono vite che subiscono battute d'arresto involontario, la sua e quella della sua famiglia si è messa in pausa il 15 agosto del 1991 alle ore 8:10: "dopo la nascita dei miei gemelli, niente è stato più come prima".

La sua guerra continua contro l'autismo con cui ci si ferma per un periodo indeterminato a riflettere e sedimentare per poi fare un ulteriore passo che ti possa dar sicurezza... Gli anni passano e nonostante una vita fatta di rinunce professionali, che come lei molte donne sono costrette a fare perché non possono scegliere se avere una vita lavorativa e professionale piena o restare a casa per prendersi cura dei propri figli, "Io ho cercato sempre di lavorare ma non è stato facile sottrarre tempo alla famiglia per dover per forza guadagnare qualcosa in più". Da mamma, vedere i progressi lenti, a volte impercettibili dei propri figli è un miracolo quotidiano e la gioia è immensa ma ad un prezzo molto alto, non abbiamo mai fatto una vacanza o una cosa superflua. Siamo stati costretti sempre a scegliere il necessario.

Insieme ad altri genitori stiamo cercando di portare avanti una protesta civile che punta   l'innalzamento delle pensioni di invalidità. Non abbiamo più tempo, i nostri figli crescono, le madri sono piegate ad un lavoro che troppo spesso non ha tutele e basta solo a sopravvivere

“La denuncia che ho fatto in questura, accompagnata da mia figlia grande, è frutto della disperazione e dell’urgenza di chiedere giustizia. Ho voluto fortemente denunciare lo Stato e il governo perché durante la pandemia siamo stati dimenticati. Le pensioni ridicole son rimaste tali. Anticiparne la data dei pagamenti, altra presa per i fondelli. Ho denunciato chiedendo un risarcimento allo stato per tutti questi anni in cui non ho potuto scegliere il tipo di vita che avrei voluto fare, obbligata a vivere una vita di sacrifici e dolore. Non rinnego nulla di ciò che ho fatto (come dicono migliaia di donne). Credo che oltretutto sia anticostituzionale far vivere le persone in questo modo, perché viola assolutamente l'articolo 3 della costituzione stessa”.

Ci sono disabili di serie A e di serie B e la differenza la fa il denaro. Non è stato facile tirar su 4 figli. Adesso sono grandi ma quando hai un figlio con disabilità esso ti condiziona la vita per forza di cose, la più grande si è sentita sempre responsabilizzata rispetto a loro difendendoli in tante occasioni mentre la più piccola li ha vissuti forse più come un "peso". Ho sempre spiegato alle sorelle quale fosse la situazione dei fratelli ma purtroppo una disabilità psichica è diversa da una motoria e da piccoli si fa fatica a capire.

Poesie scelte: NAZIM HIKMET, In questa notte d'autunno, 1948.

Sono pieno delle tue parole

parole eterne come il tempo

come la materia

parole pesanti come la mano

scintillanti come le stelle.

Dalla tua testa dalla tua carne

dal tuo cuore

mi sono giunte le tue parole

le tue parole cariche di te

le tue parole, madre

le tue parole, amica.

Erano tristi, amare

erano allegre, piene di speranza

erano coraggiose, eroiche

le tue parole

erano uomini.

Eleonora De Martino

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