Un titolo particolarmente evocativo per una conviviale all’aperto dove il cielo e le stelle sono stati i protagonisti. Abbiamo preso in prestito l’ultimo verso dell’Inferno di Dante anche per esorcizzare in qualche modo il lungo lockdown imposto dal Covid 19, quale speranza di un futuro cammino verso l’uscita dal tunnel di sofferenze che ha colpito il mondo intero.
Quale miglior osservatorio della terrazza di Villa Caruso di Bellosguardo, in una bella serata per la quale dobbiamo un sentito grazie all’Associazione Villa Caruso e al suo presidente Stefano Calistri, e all’Associazione Officina Astronomica che ci ha coinvolti in un bellissimo viaggio nel cielo di settembre?
Sotto di noi il giardino tardo rinascimentale della Villa fra le fronde degli alberi, le siepi i fiori e l’erba testimoni della sapiente progettualità di chi, pensandolo, ha inteso dare un’anima ed un corpo alla Natura ed alle sue geometrie.
I soci dell’Officina Astronomica, Mauro Bertini, Paolo Bellucci, Luca Franchini e Alessandro Ilari, con la loro strumentazione e con la loro competente passione, ci hanno fatto fare una passeggiata nel cielo, facendo vedere in diretta, su schermi collegati ai loro telescopi: Giove, Saturno, Marte, la Luna e le costellazioni più importanti della nostra galassia.
Esperti di astrometria, i soci dell’Officina Astronomica, fanno parte del Minor Planet Center (MPC), l'organizzazione incaricata dall'Unione Astronomica Internazionale (IAU) di raccogliere e conservare i dati osservativi sui corpi minori del Sistema Solare (asteroidi e comete).
Una platea attenta e coinvolta ha interagito con loro su un tema molto coinvolgente e dibattuto, quello dell’universo e dei fenomeni astrali che lo caratterizzano; l’osservazione del cielo ha infatti sempre affascinato l’uomo sin dalla notte dei tempi.
L’astronomia è la scienza più antica del mondo. I caldei, gli egizi ed i cinesi sono considerati i primi astronomi. Cinque i pianeti: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno erano noti anche agli antichi che, da questi, avevano tratto personaggi del Pantheon mitologico che per secoli hanno costituito in particolare il culto dei popoli del bacino del mediterraneo. L’uomo preistorico osservando il cielo riteneva le stelle dei punti incastonati nella volta celeste e presi poi a riferimento, in questa sorte di proto-astronomia, per la costruzione dei primi monumenti megalitici come quello di Stonehenge a dimostrare il legame fra l’uomo, la terra ed il cielo.
È stato bello vivere questa conviviale, istruttiva e coinvolgente della quale serberemo un vivido ricordo anche nel futuro.
La serata si è concluso con un brindisi augurale all’ingresso del Museo Caruso con i saluti portati al Club dal Sindaco e dal Vicesindaco di Lastra a Signa, Angela Bagni e Leonardo Cappellini.
Il ricavato della serata, grazie al generoso contributo dei partecipanti, sarà utilizzato per finanziare la Pubblica Assistenza di Signa nell’acquisto di una barella ad alto contenimento biologico e batteriologico.
Per terminare vengono alla mente le parole del grande filosofo ateniese Platone (dall’Antologia Palatina): “Tu guardi le stelle, stella mia, ed io vorrei essere il cielo per guardare te con mille occhi”.
