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Cinquanta milioni per una nuova mobilità, il progetto tra Peccioli e Pontedera

Peccioli

Già prima della pandemia, la Valdera aveva saputo dimostrare la capacità di pensare, progettare e sviluppare un comune “Percorso di Territorio” inaugurando ValderaLab2030, che ha integrato le visioni di sei Comuni (Chianni, Lajatico, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Terricciola), individuato le chiavi strategiche di sviluppo del territorio e la mobilità sostenibile come priorità per la ripartenza post-Covid di tutta la Valdera. Il Sindaco Macelloni (Peccioli) e del Sindaco Franconi (Pontedera) hanno spinto a realizzare il progetto “Linking Valdera”, tra i primi progetti di territorio in Italia a proporsi con le giuste carte per l’utilizzo del Recovery Fund.

Riconsiderare la mobilità in un’ottica più equa e sostenibile rappresenta un’importante occasione per l’intera area della Valdera per massimizzare i benefici sociali, ambientali ed economici. Linking Valdera è il progetto strategico sviluppato per trasformare l’emergenza del Covid in occasione di trasformazione socio-economica del territorio. L’obiettivo è combattere lo spopolamento della valle e mettere le basi per garantire le giuste condizioni di qualità della vita per “la prossima generazione”. La sfida della Mobilità come fulcro dell’identità di un Territorio mette in evidenza un orizzonte praticabile da un soggetto istituzionale che ha le condizioni di contesto e il bagaglio culturale e politico per presentarsi nella Comunità regionale, nazionale e internazionale come soggetto plurale, unitario e vitale e proprio per queste caratteristiche riconosciuto come interlocutore credibile.

Il progetto si divide in 4 distinte progettualità, nella consapevolezza che una visione complessa e ambiziosa debba tenere legate tra loro molte variabili di livello procedurale, politico e tecnico e che richieda di affrontare temi di natura partecipativa ed organizzativa oltre a quelli più afferenti alla sfera della pianificazione urbana e dei trasporti. Il primo progetto riguarda la revisione del servizio di trasporto pubblico. La proposta si basa sulla convinzione che un servizio di trasporto “user based” a forte connotazione innovativa, basato su un concetto di Mobility hubs distribuiti lungo una dorsale principale con un servizio di BRT brandizzato (BRV-Bus Rapid Valdera) e supportato da una rete più fitta di servizi a chiamata oltre che da linee di natura sperimentale (Pilot project) utili a verificare ed impostare il servizio negli anni a venire, fosse la migliore strategia possibile in quanto permetterebbe di garantire alte frequenze, flessibilità e sostenibilità, oltre che a costituire un utile campo di sperimentazione nazionale per la mobilità in aree a bassa densità. Un hub principale (Pontedera) e 11 hub secondari con differenti tipologie di servizio e una flotta veicolare in continua evoluzione, dai mezzi attuali, ai bus elettrici fino al sogno in un futuro non molto lontano di mezzi a guida autonoma. Il secondo progetto è riferito ai temi della micromobilità. La proposta mira a costruire una fitta rete ciclabile per tutti i tipi di utenti – pendolari locali, famiglie locali e turisti, sportivi locali e turisti - gerarchizzata e basata su un asse principale ed un anello esterno (Circle Line), fortemente caratterizzata dalla presenza di servizi alla mobilità sostenibile in condivisione e interconnessa con le linee del trasporto pubblico attraverso i Mobility Hubs. Un progetto che integrerà la rete attuale di 14,6 km portandola a 106,3 km. Il terzo progetto riguarda la cultura e la comunità. Come già citato una proposta di questa natura non può non tenere conto delle politiche di coinvolgimento della popolazione e degli stakeholders locali e non, oltre che mirare a costruire una consapevolezza locale rispetto ai temi della mobilità sostenibile e della cultura ambientale. Il quarto progetto è infine legato alla governance. Sarà infatti determinante costituire un organismo gestionale che possa da un lato veicolare le proposte progettuali verso la fase definitiva, ma, al tempo stesso, possa affrontare in maniera organica i vari temi e, sulla base del percorso partecipato, anche aggiornare il piano apportando le migliorie necessarie. Un sistema di tariffazione unico, un’unica interfaccia ed un ufficio della mobilità della Valdera che possa confrontarsi con i Mobility manager anche delle realtà imprenditoriali locali costituirà infatti un elemento prioritario per la buona riuscita del piano.

I Comuni di Peccioli e di Pontedera sono pronti al recovery fund per un progetto di investimento complessivo di 50 milioni di euro che, per la sola parte trasportistica e legata alla mobilità al cambiamento del volto della Valdera (prime due progettualità), vede un investimento di 21,5 milioni di euro. Proprio per questi due progetti, il team di lavoro Nomisma e MIC-Mobility in Chain stima in 3,15 l’effetto moltiplicatore sull’economia, per ogni euro investito quindi il sistema economico ne produce 3,15 per un impatto economico complessivo di 65,7 milioni di euro.

Un progetto dai molteplici beneficiari, tra gli stakeholder di riferimento individuati vi sono i Lavoratori e gli Studenti che rappresentano rispettivamente per il 70% e per il 30% i pendolari della Valdera e sui quali il progetto potrà avere importanti ricadute dirette in termini di miglioramento del servizio, di accessibilità dei costi e di conseguenza anche di aumento della qualità della vita in termini ambientali e sociali. Tra gli stakeholder anche l’Amministrazione locale come parte fondamentale per l’organizzazione della gestione e realizzazione del servizio, nonché come responsabile di altri servizi, come la scuola e i servizi sanitari, che richiedono di essere facilmente raggiungibili da parte di tutte le fasce della popolazione. Le Aziende di trasporto pubblico rappresentano un altro stakeholder rilevante, in qualità di erogatori di maggiori servizi. Concreta la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, ridurre i consumi attraverso mezzi più efficienti e migliorare la sostenibilità economica e finanziaria. Anche le Imprese sono tra i principali soggetti che beneficeranno di una mobilità smart e sostenibile in termini di aumento delle opportunità imprenditoriali (es. nascita di nuove attività all’interno degli hub di interscambio e fornitura dei servizi di micromobilità) e di possibilità di incentivare forme di spostamento più efficiente e meno inquinanti dei lavoratori. Il Terzo Settore può intercettare importanti opportunità, come quella di attivare iniziative di rigenerazione urbana.

Infine, la Comunità locale rappresenta un pilastro fondamentale per il progetto che si propone di migliorare non solo la qualità e l’accessibilità del servizio ma anche di utilizzare la mobilità sostenibile come volano di sviluppo locale attraverso l’offerta scolastica, turistica, culturale e paesaggistica, nonché e quella logistica e imprenditoriale.

Fonte: Ufficio stampa

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