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Celebrazioni del 25 Aprile a Lamporecchio: iniziative per le scuole e in memoria di Giovanni Calugi

Le celebrazioni per il 76° anniversario della Liberazione a Lamporecchio e Larciano

Anche quest'anno, a causa delle restrizioni imposte dalla perdurante pandemia, non possiamo organizzare, come avremmo voluto, le celebrazioni per il 76° anniversario della Liberazione, insieme all'Amministrazione di Larciano, ad ANPI sezione Larciano e Lamporecchio, ad Orizzonti, all'Accademia di Masetto e all'Istituto Storico della Resistenza di Pistoia. Ringraziamo tutti per aver cercato, nonostante le difficoltà, di essere presenti in questa importante ricorrenza, certi che non potrà mai esistere distanza o restrizione tale da impedire di portare avanti la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà.

“Le iniziative che abbiamo organizzato” afferma l'Assessore Volpi Stella “seguono un duplice percorso: uno che riguarda i ragazzi delle nostre scuole, e l'altro che va ad inserirsi in un altro progetto, legato alla posa di una serie di Cippi sul territorio comunale, in memoria dei partigiani locali che presero parte alla liberazione di Lamporecchio il 2 Settembre 1944. Questo primo Cippo sarà in memoria di Giovanni Calugi, e verrà inaugurato domenica 25 aprile”.

“Per quanto riguarda le scuole”, continua il Vice Sindaco Daniele Tronci, “nel mese di maggio i ragazzi parteciperanno ad un tour virtuale al Museo e al Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema. Ci dispiace non poterci recare fisicamente in visita al Parco, ma ringraziamo il Comune di Stazzema per averci dato questa possibilità, che sarà sicuramente
un'importante esperienza formativa per i nostri ragazzi”.

Ma chi era il partigiano Giovanni Calugi? Nasce il 10 agosto 1919 in una famiglia proprietaria di un piccolo podere in Cerbaia, secondo genito di tre figli. I Calugi erano una famiglia di orientamento socialista e poi, dal 1921, comunista. In Toscana nel 1943 fu costituito il Comitato di Liberazione Nazionale e la resistenza pistoiese si inserì nel quadro di quella toscana. A Lamporecchio, l'unica formazione costituita fu la "Squadra di Azione Patriottica" (S.A.P.) chiamata anche "Lamporecchio", di ispirazione profondamente comunista. E’ in questo periodo e contesto che Giovanni maturò la sua adesione all’antifascismo, che lo portò alla guida della S.A.P nel 1943. La S.A.P operò nei comuni di Lamporecchio, Larciano, Vinci e Serravalle Pistoiese. In questo periodo i fascisti, per ben due volte, compirono azioni di ritorsione nei confronti della famiglia di Giovanni. La formazione guidata da Calugi, oltre agli scontri a fuoco, si occupò della raccolta delle armi, del servizio informazioni, dei sabotaggi e di aiuto nei confronti dei fuggiaschi e della popolazione. Al momento della liberazione la formazione partigiana S.A.P. di Lamporecchio partecipò attivamente insieme alla banda Silvano Fedi di Pistoia, comandata da Enzo Capecchi e Artese Benesperi. Nel dopoguerra Giovanni si dedicò ad un’intensa attività sindacale in CGIL, partecipò alla vita politica di Lamporecchio, ricoprendo la carica di assessore in una giunta presieduta dal sindaco Cenci Gettulio. A fine anni ’50 maturò la decisione di trasferirsi a Genova, dove morì nel 1993. Il legame con Lamporecchio rimase però profondo ed è attestato non solo dalle frequenti visite alla famiglia e agli amici, ma anche dall’idea che per un po’ aveva accarezzato di costruirsi un casa in Cerbaia per ritornare a vivere nei suoi luoghi natii.

Fonte: Comune di Lamporecchio

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