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Chiusa a Empoli la mostra sui 20 anni dal G8 di Genova

Dopo quattro giorni di esposizione si è chiusa domenica 10 ottobre la mostra “Un’eredità in movimento 20 anni dal G8 di Genova”, allestita da 6 al 10 ottobre nella Casa della Memoria, in Via Livornese, accanto al Circolo Arci di Santa Maria. Fotografie di Terra Project, testi di Wu Ming 2, in collaborazione con Internazionale e prodotta da Amnesty International Italia.

La Casa della Memoria ha ripreso ad ospitare iniziative e eventi come spiega Alessio Mantellassi, presidente del Consiglio Comunale di Empoli con delega alla cultura della memoria.

«Grazie ad Anpi per aver chiuso il festival Io Resisto alla Casa della Memoria. Questo bello spazio ha finalmente preso il ritmo di frequentazione che speravamo al momento della sua inaugurazione al termine dei lavori di recupero dell’edificio. Ci sono stati diversi eventi e si sono avvicendati varie associazioni in queste settimane.

Una mostra su Genova 2001 e sul G8 era necessaria e per questo ringrazio tutti i volontari che in questi giorni l'hanno tenuta aperta. Ho voluto visitarla e conoscere i curatori e penso sia stata una bellissima occasione. Per la Casa della Memoria sono eventi che rendono vivo e accendono uno spazio che vogliamo sempre più frequentato per ospitare messaggi di pace e civiltà».

La serata conclusiva è stata organizzata con chi ha ideato e prodotto la mostra, per condividere sensazioni e riflessioni. Erano presenti: Simone Donati e Michele Borzoni di Terra Project ed Egidio Grande di Amnesty International Italia.

Dopo 20 anni i fotografi del collettivo TerraProject e lo scrittore Wu Ming 2 hanno dato volto e voce ad alcune delle persone che si sono incontrate in questo momento storico del nostro paese, per raccontare cosa si sono portate dietro di quei giorni, cosa fanno oggi e cosa li collega agli ideali di quegli anni. Ai ritratti si alternano le immagini di alcuni oggetti, momento di quegli eventi e strumento di memoria ed azione.

Nel luglio del 2001 a Genova circa 300 mila persone provenienti da tutto il mondo si ritrovarono per una delle più grandi manifestazioni mai avvenute in Italia. Il movimento “No Global”, nato 2 anni prima a Seattle per proporre una visione diversa dallo sviluppo neo liberista, si trovò di fronte una delle più violente repressioni di massa del secolo in un paese occidentale, realizzata attraverso la violazione dei più elementari diritti umani.

Fonte: Comune di Empoli - Ufficio stampa

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