gonews.it

Unanimità per l’intitolazione di uno spazio pubblico a Giuseppe Di Matteo, vittima di mafia

“La mozione, presentata dal gruppo Valori e Impegno Civico Dario Rollo, volta a intitolare a Giuseppe Di Matteo un parco, un’aula scolastica o un luogo di aggregazione per ragazzi, è stata approvata all'unanimità”, hanno riferito con soddisfazione il capogruppo Dario Rollo e il consigliere Lorenzo Peluso. “Ringraziamo tutto il consiglio comunale per aver condiviso la nostra proposta - hanno aggiunto - volta a ricordare ai cascinesi, e in particolare ai più giovani, Giuseppe Di Matteo, nell’anniversario dei venticinque anni che ricorrono dal suo brutale assassinio". Il piccolo Giuseppe, figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, ex mafioso, è stato vittima di una vendetta nel tentativo di fare tacere il padre. E’ stato rapito il 23 novembre 1993, quando aveva appena 12 anni, al maneggio di Altofonte (PA) da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato.

Secondo le deposizioni (riportate dai giornali) di Gaspare Spatuzza, che ha preso parte al rapimento, i sequestratori si sono travestiti da poliziotti ingannando facilmente il bambino, che credeva di potere rivedere il padre, in quel periodo sotto protezione in un luogo lontano dalla Sicilia, e purtroppo dopo 779 giorni di prigionia lo uccidevano barbaramente sciogliendolo nell’acido. Il corpo non fu mai trovato. L’intento del nostro gruppo politico - hanno sottolineato i consiglieri - è quello di rendere omaggio a questa piccola vittima della mafia, non solo per non dimenticare tale brutale assassinio, ma affinchè nessuno, Cittadini e Istituzioni, ciascuno per la propria parte, abbassi mai la guardia e possano essere rafforzati i valori della legalità e della giustizia". Rollo, durante il suo intervento in consiglio comunale, ha ribadito con forza che la mafia non è qualcosa di astratto e lontano dalla nostra realtà quotidiana, ma si insinua anche nel nostro territorio. Basti ricordare che sono ben due gli immobili sequestrati alla criminalità organizzata a Cascina da parte dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Uno di essi, a San Frediano, fu ristrutturato dal comune e nel 2019 adibito per l’emergenza abitativa. Per l’atro invece non è ancora terminato l’iter e, nonostante l’attenzione riservata alla questione negli ultimi anni dallo stesso Rollo, ritardi e rinvii da parte di alcuni attori, hanno reso difficoltoso il percorso. Ci si augura che il momento della presa in carico dell’immobile da parte del comune sia prossimo. Sarebbe una concreta vittoria dello Stato nei confronti della mafia – concludono i consiglieri comunali.

Fonte: Comune di Cascina - Ufficio Stampa

Exit mobile version