Shalom in Ucraina, la missione da San Miniato per portare aiuti e pace

(foto gonews.it)
Il Movimento Shalom è nuovamente pronto a partire. Più di 1700 km, undici persone, oltre ventimila euro in aiuti umanitari. Destinazione Ucraina, perché "è nella natura del nostro Movimento andare nei luoghi di conflitto", con un solo obiettivo, "la pace".
Questa mattina i componenti del viaggio di solidarietà, che prenderà il via l'11 luglio da San Miniato, hanno presentato la spedizione alla stampa. Alla missione, che ha un particolare riguardo nei confronti dei bambini "che pagano il prezzo più alto della guerra", prenderanno parte undici persone. Tra queste il generale di Brigata Antonino Zarcone, il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca, il fondatore e il presidente del Movimento Shalom rispettivamente Andrea Pio Cristiani e Vieri Martini, Don Donato Agostinelli, Luca Massari prete della diocesi di Pavia, il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli, la giornalista Romina Gobbo e i volontari Nicola Monti, Giovanni Giannoni, Antonio Morelli e Carlo Coppola.
Lo scopo principale del viaggio è quello di "sostenere la popolazione Ucraina" colpita dal conflitto dal febbraio scorso, "porre un segno di rionciliazione e di pace attraverso l'incontro, il dialogo e la preghiera" spiegano da Shalom. Una spedizione valida anche per "individuare un progetto di aiuto concreto per i bambini orfani di guerra, che possa sostenere la loro crescita".
La spedizione, in collaborazione con la Caritas nazionale, consentirà di portare in Ucraina donazioni per oltre 20mila euro. Una raccolta fondi alimentata dai contributi dei privati, dei soci Shalom, dall'iniziativa Rock & Peace for Ucraina che si è tenuta a Forcoli sabato 11 giugno e dove sono stati raccolti circa 7mila euro, dalla donazione dell'Azienda Farmacie di San Miniato, dall'azienda Real Silvia e da Credit Agricole.
I convogli, tre furgoni e un pulmino, porteranno il materiale raccolto a Leopoli, presso istituti e centri di accoglienza profughi. Nei mezzi, sui quali non è escluso che al ritorno possano salire persone che hanno necessità di lasciare l'Ucraina, saranno caricati materiale di primo soccorso, per l'igiene, vestiario nuovo per bambini, alimenti a lunga conservazione anche per neonati, materiale didattico e contributi economici per i centri di accoglienza.
Ad organizzare il viaggio il generale Zarcone, "un onore e una responsabilità" ha affermato, descrivendo le tappe della missione. Alle 4 di lunedì 11 luglio il gruppo partirà da San Miniato in direzione Przemysil, al confine tra Polonia e Ucraina. Qui il giorno successivo si terrà l'incontro con il vescovo, le autorità e la consegna di parte del materiale in scuole e centri di accoglienza. Per il 13 luglio è in programma l'arrivo a Leopoli, dove la delegazione incontrerà il vescovo e consegnerà il resto delle donazioni a centri e istituti. Dopo il rientro in Polonia, il giorno successivo, giovedì 14 luglio, la spedizione farà rientro in Toscana.
Un viaggio che rappresenta "un sassolino di fronte a questa tragedia - aggiunge Zarcone - ma è importante dimostrare solidarietà verso coloro che soffrono".
Dopo Burkina Faso, Armenia, Palestina, Israele e molti altri paesi, Shalom torna nei paesi coinvolti dalla guerra. Per l'Ucraina, inoltre, "l'impegno è stato anche quello di creare strutture per accogliere i profughi - ha aggiunto il presidente Martini - presso le nostre strutture abbiamo ospitato 55 persone tra donne, bambini, anziani e uomini con handicap".
Si tratta invece della seconda spedizione, in direzione Ucraina, per il sindaco Alessio Spinelli già partito nel marzo scorso insieme ad una delegazione fucecchiese per portare aiuti. "Da quel centro profughi - al confine con la Polonia - portammo a casa 11 persone. Sono rimasto talmente toccato - racconta Spinelli - che voglio tornare a vedere com'è la situazione a distanza di mesi. Oggi approviamo la delibera il Consiglio comunale che patrocinia l’iniziativa, una delibera istituzionale che vede ancora una volta il Comune di Fucecchio, un ente pubblico, cercare di dare una mano, la prima cosa che un’istituzione deve fare".
Infine la parola a don Andrea Cristiani, fondatore di Shalom. "Questa guerra è peggiore di tante altre che sono in corso nel mondo, perché si sviluppa proprio dove sono nate cooperazioni e pace tra i popoli. Improvvisamente tutto crolla, falliscono gli stati. Dove sono le relazioni? Dove sono le volontà del dialogo e la diplomazia? Questo conflitto nasce dopo le tragedie che ci sono state, è una guerra in cui perde l'umanità". Dunque, conclude Cristiani, "vogliamo mobilitare un'altra diplomazia, quella del dialogo tra la gente".
Il 24 luglio, allo Chalet di San Miniato, il gruppo che prenderà parte alla missione racconterà ai cittadini i giorni trascorsi in Ucraina, anticipando quella che sarà la prossima spedizione umanitaria in Costa d'Avorio con partenza ad agosto.






Margherita Cecchin