Ho seguito la polemica alla scuola Itis Ferraris Brunelleschi dove studenti e genitori hanno protestato contro la preside, la professoressa Grazia Mazzoni.
Addolora vedere oggi queste forti contrapposizioni che qualcuno cerca pure di cavalcare strumentalizzandole a fini evidentemente ideologici.
Forse, semplicemente entrando nel merito delle cose, non c’è nulla di cui polemizzare perché, se è vero che il diritto degli studenti a dire la propria opinione è sacrosanto e non è in discussione, forse non è giusto nemmeno infiammare il clima interpetrando in modo strumentale le decisioni della dirigente.
Ho conosciuto personalmente la dottoressa Mazzoni ed ho potuto apprezzarne il lavoro. Dopo tanti anni di sole parole senza mai arrivare a nulla, sin dai tempi in cui ero il presidente Confindustria Empolese Valdelsa, è proprio grazie a lei che siamo riusciti a creare una reale collaborazione tra le imprese del territorio e la scuola.
Purtroppo questa scuola tecnica era in passato più orientata a stimolare ben altre attività che a mio avviso sono sicuramente importanti ma poco centrate per una scuola tecnica. Alludo ad esempio al teatro che, se è sicuramente qualcosa di positivo per i ragazzi, non è certo caratteristico di un Istituto tecnico che, in ottica di un mercato del lavoro sempre più settoriale, specializzato e competitivo, deve occuparsi più da vicino di attività specifiche della scuola.
Chi vuol cercare una propria strada con il teatro, dovrebbe forse riflettere se è alla scuola giusta, trovando così una mediazione piuttosto che contestare la dirigente che sta solo cercando di migliorare il futuro dei propri ragazzi.
Ho letto poi anche della questione della gita e la questione economica di un’eventuale gita estera. Alla luce dei tempi che viviamo, non sarebbe sicuramente alla portata di tutti, e la capisco benissimo visto che, anche ai miei tempi, certi problemi si ponevano.
Anche allora sapevamo in anticipo che alcuni di noi non avrebbero potuto partecipare e, quando fu lanciata l’idea di un’eventuale colletta per finanziare chi non poteva, fu bocciata da un illuminato professore che ancora oggi ringrazio.
Ci fece infatti capire che sarebbe stato molto umiliante per chi non poteva pagarla di tasca e avrebbe comunque dovuto inventare scuse per non venire.
Ebbene, se è davvero questa la motivazione della professoressa Mazzoni, la cosa fa onore a lei e non ai ragazzi che possono permettersela. Una bella gita tutti insieme, senza sacrificare nessuno, non toglierebbe nulla e sarebbe sicuramente più educativa che andare in Spagna. Poi ciascuno, se vorrà, potrà andarci comunque in futuro, ma la gita della scuola non è solo dove, ma con chi soprattutto la fai.
Sulla questione dell’assemblea che sembra essere quella che ha scatenato tutto, avendo conosciuto Grazia Mazzoni, sono sicuro che non era certo suo intento bloccare questo importante momento di confronto degli studenti.
Avendo frequentato io stesso questa scuola negli anni ’80, so bene che non ha padiglioni di tali dimensioni per ospitare 1500 studenti in salute e sicurezza tutti insieme, per cui ha risolto elegantemente la Sindaca offrendo il Palazzo delle Esposizioni.
Infine, pur non avendo certo bisogno di un difensore, voglio spezzare una lancia a favore della dottoressa Mazzoni, persona competente e dedita a portare avanti il suo lavoro, per garantire in questo mondo sempre più difficile ed eccessivamente competitivo il miglior futuro ai suoi ragazzi, avvicinandosi come non era mai stato fatto alle imprese manifatturiere dove potenzialmente potranno trovare lavoro o ispirazione per aprire proprie nuove imprese, salvo chi deciderà di intraprendere una carriera politica o deciderà di fare teatro.
Quindi spero davvero che per il bene di tutti, ma in particolare per il futuro di questi ragazzi, tutto questo clamore che non fa bene a nessuno rientri, chiarendosi le posizioni senza necessità di stigmatizzare o far diventare la questione un prova di forza. Mi auguro infine che anche che la politica ne rimanga fuori.
Simone Campinoti, Ceam Group
