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Scomparso l'artista Alberto Fremura

Alberto Fremura (foto Comune di Livorno)

Alberto Fremura (foto Comune di Livorno)

La morte dell'artista Alberto Fremura, ha destato cordoglio in tutta la città e l'assessore alla Cultura Simone Lenzi ha voluto ricordarlo:

“Urge diluvio. Stop”. Mi è sempre rimasto impresso questo titolo di un libro di vignette, laconico, lapidario come un telegramma. Con queste vignette Alberto Fremura commentava i casi di politica di costume e di nera più eclatanti degli anni ‘70. Faceva ridere, ma ridere amaro, e con molta intelligenza”.

Così l’assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi commenta la scomparsa all’età di 87 anni dell’artista Alberto Fremura.

Fremura è morto oggi a Fenis, in Val d’Aosta, dove risiedeva da pochi anni vicino alla figlia Cristina, insegnante. Lascia anche un’altra figlia, Arianna, artista come lui.

"Pur avendo respirato a pieni polmoni l’humour livornese e pur avendo amato sempre Livorno tanto da non averla mai lasciata se non negli ultimi anni della sua vita, Alberto Fremura non è mai stato un provinciale. Sferzante, senza peli sulla lingua, pennino sublime e apprezzatissimo, è stato un disegnatore e un caricaturista d’eccellenza, per quotidiani nazionali, libri e perfino per il calendario di Frate Indovino. Amatissimo pittore, conosciuto a livello nazionale è stato nel suo studio nella torre di Calafuria quasi un’attrazione di Livorno, meta di appassionati d’arte. Non ha mai perso il suo spirito dissacrante e il suo divertimento più grande è stato quello di animatore, come Maestro del Sodalizio Muschiato, che riunisce personaggi della Livorno artistica creativa quali Federico Maria Sardelli e Stefano Caprina /Capras. Ai familiari giungano le condoglianze dell’Amministrazione Comunale" ha concluso Lenzi.

BIOGRAFIA ALBERTO FREMURA

Alberto Fremura nasce a Livorno nel 1936.
Si laurea in Economia all'Università di Pisa.
Lavora col padre di giorno e coltiva la sua passione per il disegno nelle ore notturne. Una volta lasciato il lavoro d'ufficio, si dedica alla carriera artistica. pitture a olio e acquarelli. Insieme al pennello, comincia ad usare il pennino e l’inchiostro per dedicarsi ai cartoons.
Umorista, pittore, illustratore, acquerellista, litografista, artista a tuttotondo. Collabora soprattutto con testate satiriche o di giornalismo politico, tra cui Il Travaso (dove esordisce nel 1957) e il Borghese, e quotidiani come La Nazione e Il resto del Carlino (e, per tre anni, con Il giornale di Indro Montanelli).
Pubblica numerosi libri, tra cui "Arca Miseria", "Urge diluvio stop" (con Magi), "Nonna minestra" (con Aldo Fabrizi), "Proverbi toscani", "Pelle e Ossola" (con Palumbo), "Italia purtroppo" (con Magi), "Cronache italiane 74 - atto primo / atto secondo" (Pacini, Pisa, 1979). Tra i libri illustrati, va ricordato "Le veglie di Neri" di Renato Fucini (Pacini, Pisa, 1984).
Pubblicato prevalentemente da testate di destra, è tra i pochi autori che godono comunque di rispetto e stima anche a sinistra, sia per il livello artistico eccezionale sia perché espressione di satira genuina. Viene così pubblicato anche da testate come la britannica Punch, la statunitense New Yorker, l'italiana Linus.
Riceve importanti riconoscimenti, dalla Palma d'oro del Salone internazionale dell'umorismo di Bordighera (1962) al Premio satira politica (Forte dei Marmi, 1989) e al Premio Giorgio Cavallo (terza edizione, Moncalieri 2001).

Il ricordo del presidente Fondazione Stella Maris, Maffei: "Gli artisti non muoiono mai"

Alberto Fremura e Giuliano Maffei

Di seguito le parole del presidente della Fondazione Stella Maris, Giuliano Maffei, amico di Alberto Fremura.

"Ciao grande Alberto, in questi anni ho ricordato spesso l’incontro avvenuto con te in quella Torre di Calafuria da cui scrutavi quell’orizzonte in cui il mare si sposa con il cielo".

"Sapevi ben indagare il mistero di questa vita, lo facevi con grande acutezza ed ironia, con le tue vignette, con i tuoi disegni dal tratto affilato come un fioretto.

Ci hai disegnato e donato la bellissima cover del cd /dvd del nostro brano "Stella Maris sei questa lacrima che brilla" di Beppe Dati, e ci hai regalato un meraviglioso dipinto con dei dolci gattini su un’amaca che ogni giorno accarezzano i cuori dei nostri piccoli ospiti. Il tuo buon cuore ha sempre fatto la differenza nella creatività e nell’ispirazione. Grande maestro.

Gli artisti non muoiono mai e come tutti gli esseri umani "rinascono al cielo" con grande entusiasmo. Così voglio pensare e continuare a sentire. Per questo giungano a te le nostre preghiere ed il nostro sincero urlo scherzoso e gioioso: Alberto ti vogliamo bene. Un abbraccio affettuoso alle due figlie e ai suoi familiari con le più sentite condoglianze".

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