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Maltempo, Coldiretti Toscana: "Da gennaio 40 bombe d’acqua"

L’arrivo del maltempo ha fatto salire a 40 il numero di bombe d’acqua che si sono abbattute sulla Toscana dall’inizio dell’anno creando enormi disagi alla popolazione, allagamenti e danni nelle campagne. La forte perturbazione ha portato in molte zone della regione precipitazioni abbondantissime con punte fino a 250 mm in 24 ore nella zona di Massa e livelli superiori ai 100 mm in molte località come Vagli, Follonica, Minucciano, Terricciola, Stazzema, Lucca, Livorno e Pescia chiudendo di fatto la porta in faccia all’estate più calda di sempre in un territorio dove il 100% dei comuni si trova in aree a rischio idrogeologico.

A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base dei dati di ESWD (European sever weather database) e del Servizio Idrogeologico Regionale in riferimento all’ondata di maltempo che sta interessando la regione in queste ore. Nei campi, complice l’ottobrata che ha prolungato la stagione si raccolgono ancora melanzane, peperoni, zucchine e cetrioli, prodotti esposti al rischio di danneggiamento mentre sono in corso la raccolta del mais e delle olive che gli agricoltori sono costretti a rallentare o interrompere.

Nei frutteti – sottolinea Coldiretti Toscana – si teme per mele e pere che sono in piena fase di raccolta e per le produzioni di cachi e kiwi dove una grandinata può devastare il lavoro di un intero anno. Siamo di fronte – continua Coldiretti Toscana – ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo con effetti devastanti sulle coltivazioni.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – continua Coldiretti Toscana – si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque. Servono – conclude Coldiretti Toscana – investimenti anche grazie al Pnrr per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti.

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Fonte: Coldiretti Toscana - Ufficio Stampa

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