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Processo Keu, udienza il 12 aprile. Da Santa Croce: "In caso di condanne, agiremo in sede civile"

Giulia Deidda

Giulia Deidda (foto gonews.it)

L’amministrazione comunale di Santa Croce ha deciso di non autorizzare la costituzione di parte civile nel procedimento penale davanti Tribunale di Firenze, la cui udienza è fissata per venerdì 12 aprile. Ma l’Ufficio legale del Comune è pronto ad agire nei confronti degli imputati in sede civile nel momento in cui dovesse emergere la sussistenza di danni comprovabili.

La decisione è contenuta in una delibera votata all’unanimità dalla Giunta comunale, con l’eccezione della sindaca Giulia Deidda che, indagata dalla Procura di Firenze nell’ambito della cosiddetta “Inchiesta Keu”, non ha partecipato alla seduta.

“Diversamente da altri enti locali, il Comune di Santa Croce sull’Arno non risulta aver subito danni materiali come conseguenza dei reati contestati agli imputati e dalle indagini non sono stati identificati siti potenzialmente contaminati sul territorio comunale - si legge nella delibera dell’amministrazione comunale -. Infatti, il Ministero dell’Ambiente, con nota del 22 marzo 2024, nell’istruire il procedimento per identificare possibili danni ambientali che giustificherebbero la propria costituzione di parte civile nel processo penale, per il territorio di Santa Croce sull’Arno ha osservato che alla luce delle indagini condotte, nella relazione tecnica Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale)  ‘sulla base dei risultati del campionamento effettuato si può concludere che lo stato qualitativo della matrice dei sedimenti nel canale Usciana risulta impattato dalle attività antropiche presenti e passate, senza però identificare nello scarico attuale del Depuratore Aquarno una significativa sorgente di contaminazione’. E il ministero ha concluso che: “Alla luce di tali considerazioni, non appare possibile associare ai fatti di causa un danno ambientale al corpo idrico Usciana”.

“In base a quanto accertato - si legge quindi nella delibera dell’amministrazione comunale - non è immediato riuscire a fornire prova del danno materiale o immateriale subito dal Comune per effetto dei contestati reati ambientali e che costituirsi parte civile, allo stato attuale, porterebbe invece il Comune di Santa Croce a dover sostenere sin da subito significativi costi di natura legale e di aggravio amministrativo per la struttura senza sapere se sussistano o meno concrete possibilità di ottenere un risarcimento dei danni. L’amministrazione potrà agire direttamente in sede civile nei confronti degli imputati nel caso in cui dovesse in seguito emergere la sussistenza di danni comprovabili”.

“Si ritiene, inoltre, opportuno attendere l’esito del giudizio penale prima di intraprendere iniziative nei confronti dei funzionari e degli amministratori pubblici, tenuto conto della possibilità di intervento riservata alla Corte dei Conti dopo che la sentenza sarà divenuta definitiva”, si spiega nell’atto dell’amministrazione in riferimento alla posizione della sindaca Deidda, per la quale il pm ha chiesto il rinvio a giudizio.

Fonte: Comune di Santa Croce sull'Arno

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